Il reddito agrario e dominicale e in particolare la tassazione della società semplice


Il reddito dominicale è costituito dalla parte dominicale del reddito medio ordinario derivante dal terreno attraverso l’esercizio delle attività agricole.


Secondo l’art. 32 del T.U.I.R., sono considerate agricole:


         le attività dirette alla coltivazione del terreno, alla silvicoltura e alla funghicoltura;


         l’allevamento di animali con mangimi ottenibili per almeno un quarto dal terreno;


         le attività dirette alla manipolazione, trasformazione e alienazione dei prodotti agricoli e zootecnici, nonché non svolte sul terreno, che rientrano nell’esercizio normale dell’agricoltura e che abbiano per oggetto prodotti ottenuti per almeno la metà dal terreno e dagli animali allevati su di esso.


Due sono i requisiti che contraddistinguono il reddito dominicale, uno soggettivo, l’altro oggettivo:


         il requisito soggettivo è dato dalla particolare situazione di fatto da cui deriva il reddito in esame: il possesso del fondo in forza di un diritto reale. In particolare il reddito dominicale è il reddito del dominus, cioè di colui che ha la disponibilità del fondo;


         il requisito oggettivo è dato dal fatto che i terreni devono essere atti alla produzione agricola.


In relazione al secondo requisito, non sono suscettibili di produrre reddito dominicale:


         i terreni per loro natura improduttivi;


         i terreni che costituiscono pertinenze di fabbricati;


         i terreni dati in affitto per uso non agricolo il cui reddito, coincidente con il canone di affitto, rientra nella categoria dei redditi diversi,


         i terreni destinati all’esercizio di specifiche attività commerciali.


Il reddito dominicale è determinato mediante l’applicazione delle tariffe d’estimo stabilite dalla legge catastale per ciascuna qualità e classe di terreno.


Il reddito agrario, invece, è quello dell’agricoltore, cioè di colui che coltiva il fondo, direttamente o anche mediante l’opera di terzi, al fine di ricavarne il maggior profitto possibile. Mentre, quindi, il reddito dominicale è costituito dalla rendita attribuibile al fondo, il reddito agrario deriva dallo sfruttamento del fondo.


Secondo la definizione che ne dà l’articolo 32 del T.U.I.R., il reddito agrario è costituito dalla parte del reddito medio ordinario dei terreni imputabile al capitale d’esercizio e al lavoro di organizzazione della produzione impiegati, nei limiti della potenzialità del terreno, nell’esercizio di attività agricole su di esso.


Il terreno naturalmente deve essere atto alla produzione agricola e non deve essere di pertinenza di fabbricati urbani o dato in affitto per uso non agricolo.


Gli elementi fondamentali che contraddistinguono il reddito agrario, finalizzati a differenziarlo dal reddito d’impresa, sono rappresentati:


         dai limiti della potenzialità del fondo;


         dall’esercizio normale dell’agricoltura.


Il reddito è determinato mediante l’applicazione delle tariffe d’estimo stabilite per ciascuna qualità e classe secondo le norme della legge catastale.


Al pari del reddito dominicale la valutazione riportata nelle tariffe non è collegata alla misura effettiva del reddito prodotto dal fondo, ma alla stima di particelle-tipo di terreni il cui rendimento è stato quantificato in relazione alla classe e qualità del terreno, al fattore lavoro dell’uomo e al fattore capitale investito.


In caso di mancata coltivazione del fondo per una intera annata o di perdita del raccolto per eventi naturali il reddito agrario si considera inesistente.


Passando all’esame specifico delle società semplici, esse quando risultano essere titolari del diritto di proprietà, usufrutto o di altro diritto reale sui terreni, situati nel territorio dello stato, che sono o devono essere iscritti in catasto con attribuzione di rendita, devono compilare il quadro RA del modello Unico.


Esse dichiareranno il solo reddito dominicale se sono solo proprietarie del terreno, mentre indicheranno sia il reddito dominicale che agrario se sono proprietarie e conducono anche direttamente il terreno.


Dovranno dichiarare il solo reddito agrario le società semplici affittuarie del terreno.


Le snc e le sas, dal loro canto, non devono compilare questo quadro in quanto produttrici di reddito d’impresa; lo dovranno compilare solo nel caso in cui il terreno è concesso in affitto.


La compilazione del quadro RA del modello Unico dovrà avvenire secondo le modalità che di seguito si espongono:


Nella colonna 1 deve essere indicato il reddito dominicale risultante in catasto rivalutato dell’80% salvo l’ipotesi di affitto a giovani agricoltori.


Nella colonna 2 bisogna indicare il codice relativo al titolo di possesso del terreno.


Nella colonna 3 va riportato il reddito agrario rivalutato del 70%.


Nelle colonne 4 e 5 i dati relativi ai giorni e alla percentuale di possesso.


La colonna 6 va compilata in caso di terreni concessi in affitto con canoni determinati in regime vincolistico.


Nella colonna 7 vanno riportati i codici relativi agli eventi che hanno comportato una riduzione dei redditi dei terreni.


La colonna 8 deve essere barrata quando situazioni diverse si sono realizzate per uno stesso terreno, per cui occorre utilizzare più righi.


Nella colonna 9 e 10 va indicata la parte imponibile di reddito agrario e dominicale , calcolata tenendo presente le indicazioni dei precedenti punti.


Qualora la società agricola sia generatrice di redditi di natura agricola, ma che ai fini fiscali non rientrano nel reddito agrario, si può utilizzare il quadro RD della dichiarazione.


Nella sezione I viene dichiarato il reddito di allevamento condotto con terreni potenzialmente insufficienti a produrre almeno un quarto del mangime necessario.


Nella sezione II viene indicato il reddito in base alla tariffa di reddito agrario relativa alla superficie base moltiplicata per la superficie eccedente, ai sensi del comma 1 dell’art. 56 bis del T.U.I.R; si tratta quindi della quota eccedente i limiti previsti dall’art. 32 del T.U.I.R.


Nella sezione III dovranno essere indicati i redditi derivanti dall’attività di agriturismo di cui alla Legge n. 730 del 1985, i redditi derivanti dall’esercizio di attività connesse a quelle agricole di cui ai comma 2 e 3 dell’art. 56 bis del T.U.I.R..


Emilio Iorio

GIUGNO 2006  


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