La deduzione dell'IRAP dalle imposte dei redditi: tra istanze correttive e dichiarazione dei redditi - prima parte

La deduzione, in sede di determinazione del reddito d’impresa e di lavoro autonomo, dell’IRAP relativa al costo del lavoro ha formato oggetto di numerosi chiarimenti da parte dell’Agenzia delle entrate e dell’Assonime (da ultimo con la circolare del 24 aprile 2013, n. 9).
Restano, tuttavia, ancora aperte numerose questioni interpretative, di cui occorre tenere conto sia in sede di Unico 2013, nel quale la deduzione può essere per la prima volta effettuata, sia in occasione dell’eventuale presentazione, entro il termine ultimo del prossimo 31 maggio, delle istanze di rimborso “correttive”.
Nel presente intervento si ricostruisce in modo sistematico l’intera disciplina, illustrando i chiarimenti ufficiali e affrontando le problematiche ancora aperte.
 

Premessa

L’art. 2, c 1, del D.L. 6 dicembre 2011, n. 2011, ha previsto, al fine di ridurre il costo del lavoro e favorire l’occupazione, la deduzione integrale, in sede di determinazione del reddito d’impresa e di quello di lavoro autonomo, dell’IRAP dovuta in relazione alle spese per il personale dipendente ed assimilato.
La deduzione, che si applica a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012, consente agli esercenti arti e professioni e alle imprese labour intensive di ottenere una maggiore riduzione del carico fiscale sul costo del lavoro rispetto alla precedente norma (contenuta nell’art. 6, c. 1, del D.L. 29 novembre 2008, n. 1852) che stabiliva la deduzione del 10%, dell’IRAP forfetariamente riferita all’imposta dovuta sulla quota imponibile delle dette spese per il personale. Quest’ultima disposizione è stata, infatti, abrogata dal comma 1-bis del detto articolo 2 del D.L. n. 201 con riguardo alle spese in esame, e resta, pertanto, applicabile soltanto in caso di sostenimento di interessi passivi ed oneri assimilati.
L’art. 4, c. 12, del D.L. n. 16 del 20123 ha poi stabilito che l’IRAP versata in relazione al costo del lavoro è deducibile in sede di determinazione del reddito d’impresa o di lavoro autonomo anche anteriormente al 2012.
L’Agenzia delle entrate ha fornito, nella circolare del 19 giugno 2012, n. 25/E, un primo chiarimento in relazione alla normativa in esame, in merito alla quale erano restate, però, ancora aperte alcune importanti questioni, affrontate dall’Assonime nella circolare del 28 maggio 2012, n. 14.
Il provvedimento del 17 dicembre 2012 e le istruzioni per la compilazione dell’istanza di rimborso hanno dato soluzione ad alcune problematiche, rilevanti anche ai fini della compilazione di Unico 2013, ma restano ancora da chiarire le modalità di individuazione dell’IRAP deducibile analiticamente e l’ammontare degli stanziamenti previsti.
L’Assonime ha illustrato il provvedimento direttoriale nella circolare del 15 gennaio 2013, n. 1.
L’Agenzia delle entrate ha fornito alcuni nuovi chiarimenti nelle circolari del 15 febbraio 2013, n. 1/E, e del 3 aprile 2013, n. 8/E.
Quest’ultimo documento è stato commentato dall’Assonime nella circolare del 24 aprile 2013, n. 9, nella quale è stato osservato che l’Agenzia non ha trattato le problematiche riguardanti:

gli interessi sulle somme chieste a rimborso, poiché la norma non specifica se e da quale momento iniziano a maturare. La detta associazione ha osservato che talune imprese IAS adopter intendono comportarsi nel senso di iscrivere il credito per la sorte capitale al fair value considerando i tempi non brevi per il loro incasso e di non registrare gli interessi accessori in relazione alla non probabilità del loro incasso e alla difficoltà, dunque, di valutare con attendibilità i relativi ricavi (cfr. IAS 18 e IAS 39);

la natura di tali interessi e il conseguente trattamento ai fini dell’…

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