Revisione del sistema delle accise sui carburanti

di Nicola Monfreda

Pubblicato il 19 maggio 2012



il Governo vuole correggere alcuni aspetti critici del sistema italiano per renderlo più equo, trasparente ed orientato alla crescita economica, su tale ultimo aspetto emerge la cosiddetta Fiscalità Ambientale

Introduzione.

L’imposizione indiretta sulla produzione e sui consumi, più comunemente il comparto delle “accise”, come noto1, oltre a garantire un elevato gettito erariale, rappresenta un importante strumento di politica economica per finalità extra - fiscali (politica del consumo energetico, politica dei trasporti ecc.), costituisce, poi, attraverso anche piccole variazioni di aliquote, la leva per importanti manovre finanziarie.

Basti rammentate tra le ultime, la Determinazione Direttoriale n. 41102/RU, in data 5 aprile 2011, dell’Agenzia delle Dogane, come previsto all’art. 1, c. 42, del Decreto Legge del 31 marzo 2011, n. 343, con la quale è stata incrementata l’aliquota d’accisa relativa alla benzina, alla benzina con piombo ed al gasolio usato come carburante.

In tale scenario, si inserisce il disegno di legge delega fiscale, approvato dal Consiglio dei Ministri il 26 aprile 2012, finalizzato a correggere taluni aspetti critici del sistema fiscale nazionale, per renderlo maggiormente:

    • equo, anche tramite la riforma del catasto dei fabbricati;

    • trasparente, dando maggiore certezza al sistema tributario, migliorando i rapporti con i contribuenti e proseguendo nel contrasto all’evasione e nel riordino dei fenomeni di erosione fiscale;

    • orientato alla crescita economica, anche attraverso lo strumento della c.d. Fiscalità Ambientale.

 

  1. La tassazione ambientale – Art. 15.

I principi sui quali andrà ad incardinarsi il provvedimento del Governo, sono indicati nell’articolo 15 del disegno di legge delega, afferente appunto alla “Tassazione ambientale”.

Più in dettaglio, in considerazione delle politiche e delle misure adottate dall’Unione Europea per lo sviluppo sostenibile e la green economy, nonché della proposta di direttiva del Consiglio COM (2011) 169 recante modifica della direttiva 2003/96/CE, che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità, il Governo, con appositi decreti legislativi, è delegato ad introdurre nuove forme di tassazione finalizzate a preservare e garantire l’equilibrio ambientale (incentives and green taxes) e revisione della disciplina delle accise sui prodotti energetici in funzione del contenuto di carbonio, prevedendo che il gettito riveniente dall’introduzione della carbon tax sia destinato prioritariamente al finanziamento del sistema di incentivazione delle fonti rinnovabili e degli interventi volti alla tutela dell’ambiente, in particolare alla diffusione delle tecnologie a basso contenuto di carbonio4.

 

  1. Commenti.

La tassazione ambientale, di cui sono recenti esempi a livello comunitario la “green taxes” e la “carbon taxes”, risulta, quindi, funzionale alla crescita dell’economia attraverso un percorso, di medio/lungo periodo, di sviluppo sostenibile.

Si tratta, in concreto, di una tassazione finalizzata a ridurre l’impatto ambientale delle attività di produzione e consumo, andando a correggere i comportamenti con effetti negativi, in termini di sfruttamento delle risorse naturali o di inquinamento, sull’ambiente.

Di contro, dovrebbero incentivare, in ragione delle normali dinamiche di mercato, lo sviluppo delle tecnologie innovative, trainando la crescita dei cc.dd. “settori verdi”, la “green economy”.

Tali “imposte ecologiche” consentono altresì di sfruttare il cosiddetto “doppio dividendo”, in estrema sintesi il gettito proveniente dalla tassazione correttiva verrebbe utilizzato come incentivo all’investimento in tecnologie maggiormente “verdi” e performanti.

La bontà della scelta verso tale tipologia impositiva, trova conferma anche a livello comunitario, laddove proprio dalla Commissione Europea sono state, giustamente, inserite tra gli strumenti in grado di attuare una redistribuzione virtuosa della composizione del prelievo, con evidente e consequenziale impatto positivo sulla crescita economica5.

In modo coerente, al Consiglio Europeo è in discussione la proposta di direttiva finalizzata a rivedere le accise sui prodotti energetici, commisurando le aliquote al contenuto di carbonio (carbon tax), tale gettito, sempre nell’ottica del “doppio dividendo”, potrebbe, poi, essere utilizzato per incentivare il ricorso alle fonti rinnovabili.

Si andrebbe a consolidare il principio del “paga chi inquina”, sollevando le famiglie dall’onere che l’inquinamento pone, a pioggia, sull’intera collettività.

Interessante, in tal senso, appare un recente studio pubblicato dalla Banca d'Italia, laddove si evidenziano gli ampi margini per perseguire congiuntamente gli obiettivi di ridurre le emissioni inquinanti e di realizzare effetti distributivi desiderabili6.

 

19 maggio 2012

Fabrizio Stella e Nicola Monfreda

1 Per un approfondimento sul tema delle accise sui prodotti energetici, sia consentito il rinvio a Giua M., Stella F. e Conteduca G.A., in il fisco: Accise: i prodotti petroliferi tra giacenze di magazzino e cali naturali e tecnici, n.5/2011, parte 1^, pag. 734; Accise sui depositi fiscali di alcoli: evasione o mera questione numerica?, n. 10/2011, parte 1^, pagina 1516; Imposta di Consumo: sistemi di frode nella commercializzazione di olio lubrificante, n.19/2011, parte 1^, pagina 3003; Il sistema Emcs per l’olio lubrificante soggetto a imposta di consumo in sospensione, n.3/2012, parte 1^, pagina 373, in Le Guide, “La Manovra Monti”.

2 Decreto Legge 31 marzo 2011, n.34 – articolo 1 – comma 4: “… Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 236 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2011, e dal comma 3, pari a 45 milioni di euro per l'anno 2011 ed a 90 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012 e 2013, si provvede mediante l'aumento dell'aliquota dell'accisa sulla benzina e sulla benzina con piombo, nonché dell'aliquota dell'accisa sul gasolio usato come carburante di cui all'allegato I del testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni, in modo tale da compensare il predetto onere nonché quello correlato ai rimborsi di cui all'ultimo periodo del presente comma. La misura dell'aumento è stabilita con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Dogane da adottare entro sette giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto; il provvedimento è efficace dalla data di pubblicazione sul sito internet dell'Agenzia. Agli aumenti disposti ai sensi del presente comma ed agli aumenti eventualmente disposti ai sensi dell'articolo 5, comma 5-quinquies, della Legge 24 febbraio 1992, n. 225, non si applica l'articolo 1, comma 154, secondo periodo, della legge 23 dicembre 1996, n. 662; inoltre, nei confronti dei soggetti di cui all'articolo 5, comma 1, limitatamente agli esercenti le attività di trasporto merci con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate, e comma 2, del decreto-legge 28 dicembre 2001, n. 452, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2002, n. 16, il maggior onere conseguente ai predetti aumenti è rimborsato con le modalità previste dall'articolo 6, comma 2, primo e secondo periodo, del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 26…”.

3 Disposizioni urgenti in favore della cultura, in materia di incroci tra settori della stampa e della televisione, di razionalizzazione dello spettro radioelettrico, di moratoria nucleare, di partecipazioni della Cassa depositi e prestiti nonché per gli enti del Servizio sanitario nazionale della regione Abruzzo. In Gazzetta Ufficiale n. 74 del 31 marzo 2011.

4 La decorrenza degli effetti delle disposizioni contenute nei decreti legislativi previsti dal presente articolo sarà coordinata con la data di recepimento, nei Paesi membri, della disciplina armonizzata stabilita in materia a livello europeo.

5Annual Growth Survey, 2011, consultabile sul sito internet della Commissione Europea.

6Nello specifico, si fa riferimento a “TRADE, TECHNICAL PROGRESS AND THE ENVIRONMENT: THE ROLE OF A UNILATERAL GREEN TAX ON CONSUMPTION (COMMERCIO, PROGRESSO TECNICO E AMBIENTE: GLI EFFETTI DI UNA TASSA AMBIENTALE UNILATERALE SUI CONSUMI)”, di Daniela Marconi (Banca d’Italia), Tema di discussione n. 744, febbraio 2010 Classificazione JEL: O30, F14, F18: “… Si dimostra che l’introduzione di una tassa proporzionale alle emissioni generate dal consumo di beni - sia prodotti all’interno sia importati - nel paese più ricco (che costituisce anche il mercato di consumo più ampio) e la successiva ridistribuzione degli introiti ai consumatori in base alla formula lump-sum produrrebbe effetti sui consumi, sui profitti e sulle ragioni di scambio tali da accelerare l’innovazione tecnologica in entrambi i paesi, abbattere le emissioni inquinanti per unità di prodotto e migliorare il benessere complessivo dei due paesi. Sebbene ottenuti nell’ambito di un modello teorico stilizzato, questi risultati indicano che, incidendo sulle abitudini di consumo mediante interventi di tipo unilaterale, non penalizzanti per la competitività internazionale del paese, i governi possono generare meccanismi virtuosi a livello globale”.