Rimborso addizionale accise sull’energia: la prescrizione si avvicina

Fornire consulenza alle imprese, particolarmente di questi tempi, significa soprattutto trovare modi per acquisire risorse finanziarie necessarie alla sopravvivenza delle stesse imprese.
Una importante possibilità sembra essere costituita, in particolare per i grandi utilizzatori di energia elettrica (industrie, televisioni e radio private, ecc.), dal rimborso dell’addizionale provinciale dell’accise sull’energia pagata negli anni 2010 e 2011, il che vale, soprattutto, per i soggetti non aderenti a grandi organizzazioni imprenditoriali, le quali si sono già mosse in questa direzione per favorire le imprese aderenti.

rimborso addizionale accise energiaRimborso addizionale accise sull’energia: la vicenda

Con il D.Lgs. n. 68/2011, con decorrenza 1° gennaio 2012, veniva abolita, con conseguente rimborso, l’addizionale provinciale alle accise sull’energia elettrica, introdotta dall’art. 6 del decreto legge n. 511/1988 e s.m.i., in quanto in contrasto con la normativa europea e, in particolare, con la Direttiva Comunitaria 2008/118/CE, entrata in vigore il 15 gennaio 2009.

Con alcune sentenze emesse, dopo procedimenti durati anni, nel 2019 (n. 15198/2019, n. 27099/2019, n. 27101/2019 e n. 29980/2019) nei confronti dell’Agenzia delle Dogane, la Corte di Cassazione ha stabilito:

  1. l’inapplicabilità, perché in contrasto con la normativa europea, delle norme istitutive dell’addizionale provinciale sull’accisa sull’energia elettrica;
     
  2. che il rimborso dell’addizionale può essere richiesto all’Agenzia delle Dogane solo dal fornitore di energia, soggetto tenuto – in base alla disciplina vigente all’epoca- al pagamento di tale imposta;
     
  3. la possibilità che, salvo casi straordinari, l’impresa utilizzatrice possa chiedere, in sede civile, al proprio fornitore la restituzione dell’addizionale all’accise sull’energia elettrica che è stata pagata;
  1. ha infine precisato che, solo in determinati casi straordinari (ad esempio:  in caso di sopravvenuto fallimento del fornitore), l’impresa utilizzatrice finale potrebbe chiedere il rimborso, in sede tributaria, direttamente all’Agenzia delle Dogane;
     
  2. il diritto al rimborso soggiace alla prescrizione decennale e non quinquennale, come sarebbe di prassi.

Pertanto, ogni impresa  che, negli anni 2010 e 2011, abbia pagato le suddette addizionali, generalmente riaddebitate dal fornitore di energia in fattura, può chiederne il rimborso al fornitore di energia delle somme indebitamente versate a tale titolo.

 

Limite di prescrizione decennale: rimborso addizionali pagate nel 2010 e 2011

Conseguentemente, è possibile quindi richiedere il rimborso per le addizionali provinciali pagate nel 2010 (nei limiti del termine di prescrizione decennale) e nel 2011.

Ipotizzando, quindi, la richiesta da effettuare, ad esempio, il 1° agosto 2020, le somme da richiedere saranno quelle pagate a far data dal 1° agosto 2010.

Alcune associazioni imprenditoriali avevano già sollecitato un intervento risolutore da parte dell’Agenzia delle Dogane e del Mise, finalizzato a riconoscere il diritto automatico al rimborso, senza procedere ad azionare il fornitore di energia.

Inoltre, nel corso degli “Stati generali”, organizzati dal Governo a Roma nello scorso mese di giugno, alcune associazioni imprenditoriali hanno chiesto al Governo di intervenire con un provvedimento che evitasse, inizialmente, la presentazione di migliaia di richieste di rimborso e, successivamente, l’instaurazione di migliaia di procedimenti civili, nei quali i fornitori di energia elettrica, e in particolar modo il principale fornitore italiano, sarebbero risultati inevitabilmente soccombenti.

La risposta del Governo ha fatto riferimento ad “una questione tecnica” della quale non è stata fornita alcun elemento di individuazione.

Al momento, si pone quindi, soprattutto per le imprese non aderenti alle organizzazioni di categoria che, da tempo, si sono già mosse in questa direzione, si pone – si diceva – urgente la questione di valutare la possibilità di chiedere il predetto rimborso, quanto meno per interrompere i termini prescrizionali.

 

L’iter  da seguire

L’impresa che vanta il diritto al rimborso deve innanzitutto procedere con il bloccare il termine della prescrizione decennale, relativamente all’addizionale pagata, quanto meno da agosto 2010.

Il primo passo, quindi, consiste nel recuperare le fatture e/o bollette, pagate da agosto 2010, che riportano l’indicazione delle addizionali corrisposte.

Successivamente, occorre predisporre e inviare una  richiesta che sia, contemporaneamente, una…

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