Accise: il regime dell’abbuono dell’imposta per furto

 

  1. Premessa.

Nel comparto delle accise, avuto riguardo al regime degli abbuoni, occorre segnalare una linea di demarcazione a seguito delle modifiche apportate, in attuazione delle disposizioni previste dalla direttiva CE n. 118/2008, dal decreto legislativo n. 48 del 2010 che ha profondamente modificato il sistema previgente previsto dal Testo Unico delle Accise, il TUA, di cui al decreto legislativo n. 504 del 1995.

Facciamo un po’ di chiarezza.

  1. Regime vigente prima del 2010.

Il TUA nella formulazione previgente all’entrata in vigore del suddetto decreto legislativo del 2010, prevedeva la concessione del riconoscimento in questione in caso di perdita o distruzione di prodotti che si trovavano in regime sospensivo qualora il soggetto obbligato fosse stato in grado di provare che i citati eventi si fossero verificati per caso fortuito o per forza maggiore.

Al riguardo, occorre fare un richiamo alla decisione della Corte di Giustizia 18 dicembre 2007, la C-314/06, laddove si chiarisce che:

La nozione di forza maggiore ai sensi dell’art. 14, n.1, prima frase, della direttiva del Consiglio 25 febbraio 1992, 92/12/CEE … riguarda circostanze estranee al depositario autorizzato, anomali e imprevedibili, le cui conseguenze non avrebbero potuto essere evitate malgrado l’adozione di tutte le precauzioni del caso da parte sua. Il presupposto secondo cui le circostanze devono essere estranee al depositario autorizzato non si limita a circostanze a lui estranee in senso materiale o fisico, ma concerne anche circostanze che sembrano sfuggire oggettivamente al controllo del depositario autorizzato o sembrano situarsi al di fuori dell’ambito della sua responsabilità.”

Vi è più, in virtù della richiamata norma:

  • vi era la sospensione della procedura di riscossione dei diritti di accisa in pendenza di un procedimento penale, scaturito dalla commissione di reati ad opera di terzi, sino all’emissione di un provvedimento di archiviazione o di una sentenza irrevocabile, ai sensi dell’art. 648 c.p.p.;

  • ove non fosse emerso il coinvolgimento nei fatti del soggetto passivo e fossero stati individuati gli effettivi responsabili, o i medesimi fossero rimasti ignoti, era quindi concesso l’abbuono dell’imposta a favore del soggetto passivo e si procedeva all’eventuale recupero nei confronti dell’effettivo responsabile, qualora individuato.

Nel merito, con la sentenza 23 aprile 2010, sez. V, n. 9787, la Corte di Cassazione precisava che:

Per fruire dell’abbuono non basta la constatazione di emissione di decreto di archiviazione (per essere rimasti ignoti gli autori del fatto) ma occorre che l’obbligato dimostri il proprio «non coinvolgimento» cioè l’assenza di colpa grave nel suo operato per aver attuato tutte le misure idonee a scongiurare l’evento interamente ascrivibile al terzo.”

Pertanto, lo specifico impianto normativo antecedente alla riforma del 2010, nel prevedere la possibilità di riconoscere l’abbuono dell’imposta per la perdita del possesso sia per i casi fortuiti e di forza maggiore che per i fatti compiuti da terzi, qualora non imputabili al soggetto passivo a titolo di dolo o colpa grave, equiparava il furto dei prodotti in sospensione di accise o altra analoga condotta illecita sugli stessi alla forza maggiore, con la conseguenza che il soggetto passivo estraneo ai fatti non era tenuto al pagamento dell’imposta.

La Corte di Cassazione, con la sentenza 20 maggio 2011, sez. V, n. 11220, ha precisato che:

Il grado di colpa «non grave» deve connotare non solo il fatto ascrivibile allo stesso soggetto passivo ma anche quello posto in essere da terzi per cui debbono ritenersi normativamente esclusi dall’equiparazione tutti i fatti (dei terzi e dello stesso soggetto passivo) commessi con dolo o anche con colpa che non possa ritenersi «non grave».

In altre parole, vi era l’inclusione del furto o della rapina fra le situazioni legittimanti l’abbuono dell’imposta, con la conseguente sospensione…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it