Novità sulle accise per i combustibili negli impianti di cogenerazione

Il Decreto fiscale n. 119/2018 ha previsto, tra le altre novità, la nuova modalità di calcolo delle accise per i combustibili impiegati negli impianti di cogenerazione, resasi necessaria a seguito delle criticità emerse dopo l’entrata in vigore del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, colmando così in parte il vuoto normativo creatosi successivamente al 31 dicembre 2017

Novità sulle accise per i combustibili negli impianti di cogenerazionePremessa

Gli impianti di cogenerazione effettuano una produzione contemporanea di energia meccanica, trasformata in energia elettrica, e di calore. Quest’ultimo viene poi utilizzato per il riscaldamento di edifici e/o per processi industriali. Uno dei primi impianti di cogenerazione ad operare nel nostro paese fu creato a Brescia, nella centrale Lamarmora: era il 1978[1].

Il decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16[2], recante “Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento”, convertito, con modificazioni, nella legge 26 aprile 2012, n. 44[3], ha disciplinato, tra l’altro le accise per i combustibili impiegati negli impianti di cogenerazione.

In particolare l’articolo 3 bis, comma 1, così disponeva: “In caso di produzione combinata di energia elettrica e calore, ai combustibili impiegati si applicano le aliquote previste per la produzione di energia elettrica rideterminate in relazione ai coefficienti individuati con apposito decreto del Ministero dello sviluppo economico, adottato di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, con riferimento all’efficienza media del parco cogenerativo nazionale, alle diverse tipologie di impianto e anche alla normativa europea in materia di alto rendimento. I coefficienti sono rideterminati su base quinquennale entro il 30 novembre dell’anno precedente al quinquennio di riferimento”.

Al successivo comma 2 veniva stabilito che, fino al 31 dicembre 2017, per la produzione combinata di energia elettrica e calore, continuavano ad applicarsi, per la determinazione dei quantitativi di combustibile soggetti alle aliquote fissate per la produzione di energia elettrica, i coefficienti stabiliti dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas[4], ridotti però del 12%.

Il nuovo criterio di tassazione, introdotto dal menzionato articolo 3 bis, comma 1, aveva mostrato nel tempo una serie di criticità legate soprattutto all’eterogeneo rendimento elettrico degli impianti cogenerativi, con conseguenti notevoli e ingiuste variazioni del livello di tassazione.

Conseguentemente la disposizione in esame non aveva mai trovato concreta attuazione, infatti il legislatore aveva sempre provveduto a differirne l’entrata in vigore con successivi interventi normativi, almeno fino al 31 dicembre 2017.

Successivamente a tale data, non essendo stata intervenuta alcuna disposizione di ulteriore proroga di tale termine, si è creato un vero e proprio vuoto normativo.

La Sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea del 7 marzo 2018

La Corte, nell’appena citata Sentenza (causa C-31/17), ha emanato un importante principio in materia di applicazione dell’accisa sui prodotti energetici impiegati negli impianti di cogenerazione. L’obbligo di determinare:

  • sia la quota parte di prodotto energetico utilizzata per produrre elettricità
  • che la quota parte dello stesso prodotto energetico destinata però alla produzione di calore,

ciò al fine di applicare, a ciascuna quota parte, le pertinenti aliquote di accisa.

La medesima sentenza ha, inoltre, precisato che spetta solo agli Stati membri, se nella Direttiva 2003/96/CE non sono presenti altre indicazioni, determinare le modalità per valutare sia la predetta quantità di prodotto energetico necessaria a produrre una data quantità di elettricità che, per differenza, la suddetta quantità del medesimo prodotto energetico che risulta essere stata utilizzata per produrre il calore generato dall’impianto di cogenerazione.

Detto ciò, il criterio di tassazione previsto dal predetto comma 1 dell’articolo 3-bis, applicazione di un’aliquota di accisa unitaria all’intero quantitativo di prodotto energetico introdotto in un impianto cogenerativo, potrebbe risultare in contrasto sia con quanto disciplina la citata direttiva, sia con quanto statuito dalla richiamata sentenza della Corte di giustizia.

La situazione sopra evidenziata…

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