Legge di bilancio: le novità in arrivo per le accise

Premessa.

Il disegno di legge del Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2018, in breve la nuova Legge di Bilancio, ha finalmente iniziato il suo iter legislativo alla Camera dei Deputati, rubricato come Atto n. 4127.
Il termine “nuova” si riferisce al documento di programmazione, modificato, nella parte espositiva, dalla legge n. 163 del 2016, in attuazione dell’articolo 15 della legge n. 243 del 2012, che ha modificato la legge di contabilità e finanza pubblica, la n. 196 del 2009.
Scorrendo il testo, tra le disposizioni del Titolo IX in materia di entrate, si segnala l’articolo 67, concernente Misure antielusive e di contrasto all’evasione, laddove diverse modifiche vengono apportate al decreto legislativo n. 504 del 1995, il noto Testo Unico delle Accise, introducendo strumenti di controllo e monitoraggio da parte dell’Amministrazione finanziaria in ordine ai prodotti sottoposti al particolare regime1.
Tale modifica normativa è sicuramente una novità rispetto al passato, in quanto le accise, attesa la loro naturale proiezione interessante prodotti di larghissimo consumo, sono state spesso e volentieri utilizzate in manovre di bilancio per la copertura di singole esigenze ovvero come clausola generale di salvaguardia a garanzia dei saldi di finanza pubblica.
Anzi, le disposizioni legislative dell’ultimo biennio, recanti misure economiche di rilancio dell’economia, hanno introdotto, a copertura degli oneri previsti, incrementi d’imposta in materia di accisa a valere anche sulle annualità successive.
E questo discorso è valido per le accise:

sugli alcoli, laddove gli aumenti sono stati disposti dall’articolo 25 del decreto-legge n. 104/2013, sia per l’anno 2014 che a decorrere dall’1 gennaio 2015 e dalla determinazione n. RU/145744 data 23 dicembre 2013 dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, per gli oneri del decreto-legge n. 91/2013, anch’essa valida per i due anni successivi;

sui prodotti petroliferi, in quanto la Legge di Stabilità 2014, all’articolo 1, comma 626, ha previsto che con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, da adottarsi entro il 31 dicembre 2016, sia disposto, per il periodo dall’1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2018, l’aumento dell’aliquota dell’accisa sulla benzina e sulla benzina con piombo, nonché dell’aliquota dell’accisa sul gasolio usato come carburante.

Tuttavia, occorre sempre ricordare come le accise costituiscano un’imposta solo “incidentalmente” tributaria, avendo come finalità prima quella di incidere sull’andamento di individuati mercati, condizionandone l’offerta (centralizzata in pochi impianti di produzione vigilati) e l’offerta (con aumento del prezzo di vendita).
Tale considerazione ovviamente strida con il loro sovente utilizzo come clausola generale di salvaguardia, avente evidentemente funzione prettamente di bilancio.

Le misure antievasione in materia di accise.

Come detto, ci si riferisce all’articolo 67 concernente le misure antielusive e di contrasto all’evasione, in particolare a quanto previsto ai commi 1 e 2.
Le disposizioni di cui al comma 1, lettere a), b), c) e d) sono finalizzate al consolidamento delle potenzialità di controllo dell’Agenzia delle Dogane sulla catena distributiva dei prodotti energetici in sospensione di imposta, con finalità di contrasto alle frodi riscontrate nel settore su carburanti di provenienza comunitaria, specialmente a seguito dell’incremento di circa il 30% delle aliquote sul gasolio e sulla benzina negli anni 2011-2012.
In effetti, dal 2012, i flussi intracomunitari, che sono di norma sottoposto ad un controllo su base dichiarativa, hanno originato un eccesso delle quantità erogate dai distributori rispetto a quelle attese in base alle immissioni in consumo dai depositi.
Tornando all’esame della norma, la disposizione di cui al comma 1, …

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