Il nuovo look delle cartelle esattoriali

 

Con provvedimento del 2 marzo 2010, prot. n. 2010/30900 sono state apportate sensibili modifiche al modello della cartella di pagamento, ai sensi dell’art. 25 del D.P.R.n.602/73.


Il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate è il frutto del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, che all’art. 32-bis ha stabilito che “l’iscrizione a ruolo delle somme determinate ai sensi delle disposizioni di cui al decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 462, che risultano dovute a titolo di contributi e premi, nonché di interessi e di sanzioni per ritardato o omesso versamento, è effettuata direttamente dall’Agenzia delle entrate, fatte salve le vigenti disposizioni in materia di contenzioso” precisando che tale norma si applica “con riferimento ai contributi e premi dovuti in base alle dichiarazioni relative al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2006 e successivi.”


Considerato che l’art. 25 del D.P.R.n.602/73, come modificato dall’art. 11 del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, prevede che la cartella di pagamento sia redatta in conformità al modello approvato con decreto del Ministero delle Finanze (oggi con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia), al fine di dare attuazione alla citata norma si è provveduto ad apportare le opportune integrazioni al modello di cartella di pagamento approvato con decreto del Direttore Generale del Dipartimento delle entrate del Ministero delle finanze del 28 giugno 1999 e successive modificazioni.




La disposizione normativa di cui all’art. 32-bis del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185 comporta un’iscrizione a ruolo di crediti di natura non tributaria e di spettanza di un ente diverso da quello che procede al recupero coattivo, e pertanto si è reso necessario adeguare il contenuto della cartella di pagamento al fine di fornire al contribuente ogni utile informazione in ordine alla disciplina specifica di tali crediti.


In particolare, sono state oggetto di restyling le “ avvertenze” in funzione della tipologia di credito iscritto a ruolo.


In pratica, è stato predisposto un ulteriore allegato con riferimento ai ruoli emessi dagli uffici dell’Agenzia delle entrate per i crediti di natura previdenziale.


In tale allegato sono state fornite informazioni in ordine all’ufficio competente ad adottare provvedimenti di sgravio, sospensione o rimborso sui ruoli nonché l’autorità giudiziaria innanzi alla quale ricorrere avverso la cartella di pagamento, con specificazione dei relativi termini e modalità di impugnazione.


È stata altresì data evidenza della specifica disciplina vigente in tema di oneri accessori sulle somme dovute a titolo di contributo o premio.


In sintesi:






  • RICHIESTA DI INFORMAZIONI E DI RIESAME IN AUTOTUTELA DEL RUOLO




E’ possibile chiedere informazioni, oltre che ai Centri di Assistenza Multicanale, all’ufficio che ha emesso il ruolo, indicato nel “Dettaglio degli addebiti”. A tale ufficio potrà, inoltre, essere presentata istanza di riesame in autotutela del ruolo, richiesta che, comunque, non interrompe né sospende i termini di proposizione dell’eventuale ricorso. Il responsabile del procedimento d’iscrizione a ruolo è il Direttore di tale ufficio o un suo delegato;






  • QUANDO E COME PRESENTARE RICORSO



Il contribuente che vuole contestare il ruolo e/o la cartella deve proporre opposizione entro il termine di 40 giorni dalla data della notifica della cartella di pagamento ( art. 24, comma 5, Decreto legislativo 26.02.1999, n. 46). I termini per proporre ricorso sono sospesi di diritto dal 01 agosto al 15 settembre di ogni anno per il periodo feriale.


L’opposizione avverso l’iscrizione a ruolo per motivi di merito inerenti alla pretesa contributiva va proposta contro l’Inps mediante ricorso intestato al Tribunale ordinario in funzione di Giudice del Lavoro nella cui circoscrizione ricade la Sede Inps preposta ad esaminare la posizione del contribuente. Il giudizio è regolato dagli artt. 442 e seguenti del codice di procedura civile;






  • RICHIESTA DI SOSPENSIONE DEL PAGAMENTO




Il contribuente può presentare domanda, in carta semplice, per chiedere la sospensione del pagamento all’ufficio che ha emesso il ruolo indicato nel “Dettaglio degli addebiti”. Nel corso del giudizio di primo grado il Giudice del Lavoro, su istanza del contribuente, può sospendere l’esecuzione del ruolo per gravi motivi. Il ricorrente deve notificare il provvedimento di sospensione all’Agente della Riscossione che ha emesso la cartella ( art. 24 commi 6 e 7, D.lgs 46/99).






  • RIMBORSI




La richiesta inerente all’adozione del provvedimento amministrativo di rimborso deve essere presentata alla Sede Inps competente ad esaminare la posizione del contribuente. L’istanza, in carta semplice, deve contenere i seguenti dati:


generalità dell’istante;


codice fiscale;


rappresentante legale, se trattasi di società o ente;


residenza o sede legale o domicilio eventualmente prescelto;


motivazioni della richiesta.






  • MODALITÀ DI CALCOLO DEGLI ULTERIORI ONERI ACCESSORI




Essendo previsti sostanzialmente due regimi sanzionatori ( regime sanzionatorio Legge n° 388/2000, art. 116 comma 8, lett. a) e regime sanzionatorio Legge n° 388/2000, art. 116, comma 8, lett. b), il provvedimento indica, in dettaglio le modalità di calcolo degli ulteriori oneri accessori.






29 marzo 2010


Roberta De Marchi

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