Nulle le iscrizioni di ipoteca al di sotto del debito di 8 mila euro


L’iscrizione di ipoteca ha il fine di costituire una prelazione, attribuendo il diritto (esercitabile anche nei confronti del terzo acquirente) di espropriare i beni vincolati a garanzia del suo credito e di essere soddisfatta con preferenza sul prezzo ricavato dall’espropriazione; ciò al fine di garantire la pretesa tributaria. Può avere ad oggetto i beni immobili, i diritti, le rendite, e tutti gli altri beni (navi, aerei, auto) indicati dall’articolo 2810 del codice civile. Tuttavia, l’ipoteca richiede particolari procedure relative alle formalità di iscrizione e cancellazione ipotecaria e attribuisce il diritto di essere soddisfatti con preferenza, rispetto ad altri eventuali creditori, sul prezzo ricavato dall’espropriazione


A norma dell’art. 76 del dpr n. 602/73 l’agente può procedere all’espropriazione immobiliare se l’importo complessivo del credito per cui procede supera complessivamente 8 mila euro. Il successivo art. 77 sancisce, invece, che il ruolo costituisce titolo per iscrivere ipoteca sugli immobili del debitore e dei coobbligati per un importo pari al doppio dell’importo complessivo del credito. Se l’importo complessivo del credito per cui si procede non supera il 5% del valore dell’immobile da sottoporre a espropriazione il concessionario, prima di procedere all’esecuzione, deve iscrivere ipoteca. Decorsi sei mesi dall’iscrizione senza che il debito sia stato estinto, il concessionario procede all’espropriazione E’ illegittima, alla luce del precisato precetto normativo, l’adozione da parte dell’Agente della Riscossione della misura cautelare dell’iscrizione ipotecaria laddove l’importo a ruolo rechi un debito inferiore alla soglia di Euro 8.000,00 prescritta dalla disciplina del D.P.R. n. 602/1973. Deve superare gli 8 mila euro l’importo della cartella esattoriale sulla base della quale viene esercitata la formalità prevista dall’art. 77 del dpr n. 602/1973; l’iscrizione di ipoteca è un atto preordinato e strumentale all’espropriazione immobiliare e in quanto tale ne eredita le regole operative. Tale assunto è stato statuito dalla Corte di cassazione a sezioni unite con la sentenza n. 4077 del 22 febbraio 2010.


Anche secondo un preciso orientamento giurisprudenziale il procedimento di iscrizione della formalità ipotecaria trova un limite nel disposto dell’
art. 76 del D.P.R. n. 602 del 1973 laddove stabilisce che l’esecuzione immobiliare è consentita qualora il valore del credito vantato ecceda l’importo di 8.000 euro (parametro aggiornabile per il tramite di decreto del Ministero dell’economia e delle finanze). Conseguentemente, è viziato da illegittimità il provvedimento di iscrizione di ipoteca emesso in violazione del menzionato precetto. ( Commissione Tributaria Provinciale di Roma sez. 25 sentenza n. 319 del 11 giugno 2009; sentenza n. 392 del 13 novembre 2008 della Commissione Provinciale di Roma sez. 5; Sent. n. 46 del 18 marzo 2009 della Comm. trib. prov. di Treviso, Sez. IX; Sent. n. 138 del 13 febbraio 2009 della Comm. trib. prov. di Cosenza, Sez. I); deve essere annullata l’iscrizione d’ipoteca effettuata dall’Agente della riscossione qualora l’importo del debito tributario non sia superiore alla soglia fissata dalla relativa disciplina nell’importo di ottomila euro.


Secondo Equitalia spa l’articolo 76 del Dpr 602/73 pone all’agente della riscossione, per i crediti inferiori a 8 mila euro, un vincolo di improcedibilità esclusivamente per l’espropriazione immobiliare e non anche per l’iscrizione di ipoteca (articolo 77 del Dpr 602/73).Ne consegue che l’iscrizione di ipoteca può essere disposta senza la previsione di un importo minimo decorsi i 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento



18 marzo 2010


Davide Pazzini

Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it