Energia elettrica: importanti benefici fiscali per gli opifici industriali

Introduzione.

La questione dei benefici fiscali per le forniture di energia elettrica agli opifici industriali non è stata mai lineare1, ci si riferisce, in particolare, all’esenzione prevista, sino al 1° giugno di quest’anno, al comma 3, lettera f) dell’art. 52 del TUA (Testo Unico Accise), laddove tale agevolazione fiscale veniva prevista per l’utilizzo dell’energia elettrica, in opifici industriali aventi un consumo mensile superiore ad 1.200.000 kWh, per mesi nei quali tale consumo si sia verificato.
Da un punto di vista strutturale, la norma distingueva due profili:

oggettivo, con riferimento al kWh minimo richiesto per il beneficio, su base mensile;

soggettivo, con riferimento alla qualificazione di “opificio industriale” del soggetto economico destinatario dell’esenzione.

La questione centrale era costituita dalla valutazione dell’elemento soggettivo, con la corretta qualificazione di “opificio industriale”.
Nel merito soccorreva una risposta fornita, con la nota n. 9780 del 5 giugno 2007, dal Ministero dello Sviluppo Economico – Direzione generale per l’energia e le risorse minerarie, all’Agenzia delle Dogane – Direzione dell’Area Centrale Gestione Tributi e Rapporto con gli Utenti2 con riferimento alla definizione di “opificio industriale”3.
Le indicazioni fornite dal Ministero consentivano, in estrema sintesi, di individuare tre condizioni che dovevano ricorrere insieme, affinché si potesse beneficiare dell’esenzione:

unicitàproduttiva, intesa come luogo fisico, un’area senza soluzione di continuità;

approvvigionamento dell’energia elettrica da un unico punto di prelievo;

integrazione tra le varie produzioni realizzate, nel sito produttivo, dalle imprese.

Orbene, a decorrere dal 1° giugno 2012, tale previsione è stata abrogata dall’art. 3 bis, c. 3, lett. a, D.L. 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44.
 

Modifiche apportate dal decreto “Crescita Sostenibile”.

Il 15 giugno il Consiglio dei Ministri, con l’approvazione del c.d. decreto per la “Crescita Sostenibile”4, è nuovamente intervenuto sul sistema delle agevolazioni per il consumo di energia elettrica, con l’art. 39, afferente ai regimi tariffari speciali per i grandi contribuenti industriali utilizzatori di energia elettrica.
Nello specifico:

il comma 1 prevede che, entro il 31 dicembre 2012, il Ministero dell’Economia provveda a definire, con uno o più decreti, le “imprese a forte consumo di energia elettrica”, secondo criteri coerenti con la Direttiva 2003/96/CE.

La normativa comunitaria, in materia di tassazione energetica, prevede che i Paesi membri possano definire sgravi fiscali a favore delle imprese a forte consumo di energia, determinate secondo parametri di incidenza dei costi di acquisto dell’energia sul valore produttivo dell’impresa.
In buona sostanza, la norma identifica i beneficiari non solo con riferimento alla quantità di energia elettrica consumata ma (anche) al peso che riveste il costo dell’energia sui costi di produzione e sull’attività d’impresa, riequilibrando, in tale modo, il sistema di concessione delle agevolazioni rendendolo evidentemente più equo.
Viene definita impresa a forte consumo di energia un’impresa che utilizza l’energia elettrica per uso commerciale, in cui i costi di acquisto dell’elettricità sia almeno pari al 3,0 % del valore produttivo, ovvero che l’imposta nazionale sull’energia sia almeno pari allo 0,5 % del valore aggiunto.

I commi 2 e 3 disciplinano il sistema delle aliquote e la distribuzione degli oneri generali di sistema del settore elettrico da parte della Autorità per l&rsquo…

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