Lavoro autonomo occasionale, detrazione IVA autostrade, IVA contribuenti minimi, quadro VH, detrazione rette case di cura

L’angolo dei quesiti

QUESITO N. 1: Detrazione rette case di cura

E’ possibile recuperare nella dichiarazione dei redditi 2010 (redditi 2009) le spese sostenute nel 2009 (documentate da fatture d’importo mensile pari ad € 3.500,00) per il ricovero in casa di cura di un anziano affetto dal morbo di alzheimer, suocero del contribuente-dichiarante?

 

RISPOSTA

L’art. 10, comma 1, lett. b) dispone che “Dal reddito complessivo si deducono i seguenti oneri sostenuti dal contribuente: .. le spese mediche e quelle di assistenza specifica necessarie nei casi di grave o permanente invalidità o menomazione, sostenute dai soggetti indicati nell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104”.

Ai sensi della norma sopraesposta possono essere dedotti dal reddito complessivo le spese mediche e di assistenza specifica dei portatori di handicap, anche se sono stati sostenuti nell’interesse dei familiari compresi nell’art. 433 del c.c. (tra cui è compreso il suocero), ancorché non fiscalmente a carico.

Si considerano portatori di handicap, ai sensi dell’art. 3 della L. n. 104/92, coloro che presentano una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione, indipendentemente dalla circostanza che fruiscano o meno dell’assegno di accompagnamento.

Si ritiene che il morbo di alzheimer sia una patologia rientrante nell’handicap descritto dalla L. n. 104/92, dato le conseguenze gravemente invalidanti che la stessa comporta nel malato (lo stato di handicap riconducibile alla L. n.104/92 deve essere attestato da certificato rilasciato da apposita Commissione medica); pertanto, il contribuente potrebbe fruire della deduzione riconosciuta per le spese di assistenza specifica sostenute dai portatori di handicap, tra cui il ricovero in un istituto di cura e assistenza.

Al riguardo si fa presente, però, che il costo di ricovero in casa di cura è comprensivo sia del costo per la degenza sia il costo per le spese sanitarie; secondo quanto previsto dall’art. 10 del Tuir è possibile portare in deduzione, per l’intero importo, non già l’intera retta sostenuta, ma solo la parte che riguarda le spese mediche e le spese paramediche di assistenza specifica. A tal fine è necessario che dette spese risultino indicate distintamente nella documentazione rilasciata dall’istituto di assistenza.

 

QUESITO N. 2:

Quadro VH

Un contribuente che esercita più attività ha optato per l’applicazione della contabilità separata dell’Imposta sul valore aggiunto ai sensi dell’art. 36 del d.p.r. n. 633/72. Si chiede se il quadro VH della Dichiarazione Iva 2010 relativo alle liquidazioni periodiche debba essere compilato separatamente per ciascuna attività, oppure, il quadro debba essere compilato una volta sola indicando i dati riepilogativi di tutte le attività esercitate.

 

RISPOSTA

I contribuenti che esercitano più attività facoltativamente (quindi, per opzione) ai sensi dell’art. 36 del DPR n. 633/72 sono tenuti a effettuare la liquidazione dell’imposta dovuta in forma separata, ma effettuano il versamento finale eventualmente dovuto mediante un unico pagamento.

Al riguardo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate relative alla Dichiarazione Iva 2010 affermano che i contribuenti che hanno esercitato più attività per le quali hanno tenuto, per obbligo di legge o per opzione, la contabilità separata ai sensi dell’art. 36, devono compilare, oltre al frontespizio, tanti moduli quante sono le contabilità tenute. In particolare, i dati da indicare nelle sezioni 1 e 2 del quadro VA e nella sezione 1 del quadro VL, nonché nei quadri VE, VF, VG e VJ riguardano ogni singola contabilità separata e, pertanto, devono essere compilati in ciascun modulo; invece, i dati da comprendere nelle sezioni 3 e 4 del quadro VA e nella sezione 2 del quadro VL nonché nei quadri VC, VD, VH, VK, VT, VX e VO riguardano il complesso delle attività svolte dal contribuente e devono, quindi, essere riepilogati in un solo modulo e precisamente sul primo modulo compilato.

Si ritiene, dunque, che in caso di tenuta di più contabilità separate (art. 36), il quadro VH debba essere compilato una sola volta indicando i dati riepilogativi di tutte le attività esercitate.

 

 

QUESITO N. 3:

Ravvedimento del versamento dell’Iva rettificata per i “Minimi”

Secondo quanto previsto dal comma 101 dell’art. 1 della Finanziaria 2008, il contribuente che opta per il regime dei contribuenti minimi per il 2010 è tenuto a versare l’Iva derivante dalla rettifica entro il 16 marzo 2010. Si chiede se il contribuente che non ha la disponibilità per fare il versamento nei termini previsti possa procedere al pagamento dell’imposta mediante ravvedimento operoso.

 

RISPOSTA

L’applicazione del regime dei contribuenti minimi comporta la rettifica dell’Iva già detratta negli anni in cui si è applicato il regime ordinario, ai sensi dell’art. 19-bis2 del DPR n. 633 del 1972.

L’Iva derivante dalla rettifica deve essere versata entro il termine previsto per il versamento del saldo dell’Iva relativa all’anno precedente a quello di applicazione del regime (es. per chi adotta il nuovo regime dal 2010 entro il 17 marzo del 2010).

In caso di omesso versamento, si può usufruire del ravvedimento operoso istituito dall’art. 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, ai sensi del quale è possibile beneficiare di una riduzione delle sanzioni alla condizione che:

 

  • la violazione non sia stata già contestata;

 

 

 

  • non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche;

 

 

 

  • non vi siano già state altre attività amministrative di accertamento, quali, ad esempio, richieste di informazione attraverso la trasmissione di questionari o l’invito ai contribuenti di esibire atti o documenti;

 

 

 

  • il pagamento della sanzione ridotta venga eseguito contestualmente, entro il medesimo termine previsto per la regolarizzazione, al versamento del tributo o della differenza, quando dovuti, nonché al pagamento degli interessi moratori calcolati al tasso legale previsto dall’articolo 1284 (1% dal 1 gennaio 2010) commisurati dal giorno successivo alla scadenza fino al giorno di regolarizzazione compreso.

 

 

 

Nonostante non sia espressamente previsto dalla normativa sui contribuenti minimi, si ritiene che il ravvedimento operoso si possa applicare anche all’Iva da rettifica da versare entro il termine previsto per il versamento del saldo dell’Iva relativa all’anno precedente a quello di applicazione del regime.

Il contribuente indicato nel quesito, a condizione che rispetti tutti i presupposti sopraesposti, potrà versare l’Iva derivante dalla rettifica oltre il 16 marzo 2010 mediante ravvedimento operoso.

 

 

QUESITO N. 4: Ritenuta lavoro autonomo occasionale

Le prestazioni di lavoro autonomo occasionale sono sottoposte a ritenuta d’acconto. Si chiede se i rimborsi spese a piè di lista indicati nella nota di prestazione debbano essere sottoposti a ritenuta.

 

RISPOSTA

L’art. 71, comma 2, del Tuir dispone che i redditi di lavoro autonomo occasionale sono costituiti dalla differenza tra l’ammontare percepito nel periodo d’imposta e le spese specificatamente inerenti alla loro produzione.

Per quanto riguarda, i compensi occasionali di lavoro autonomo essi sono costituiti dall’intero ammontare delle somme percepite comprensive quindi anche dei rimborsi spese addebitati nella parcella.

Secondo quanto stabilito dall’art. 25 del D.p.r. n. 600/73 la ritenuta d’acconto del 20% deve essere effettuata sui compensi percepiti, pertanto anche i rimborsi spese addebitati in parcella dovranno essere sottoposti a ritenuta.

Non si applica, invece, la ritenuta d’acconto nel caso di spese anticipate in nome e per conto del cliente e regolarmente documentate (es. diritti di segreteria, visure camerali o catastali ecc.).

 

 

QUESITO N. 5: Detrazione Iva dei costi autostradali

Alla luce di tutte le novità introdotte dalla Finanziaria 2008 relative alla detrazione Iva degli autoveicoli, si chiede quale sia la detraibilità da applicare all’Iva per i costi dei pedaggi autostradali.

 

RISPOSTA

La lett. d) del nuovo art. 19-bis1 del D.p.r. n. 633/72 è stata così riformulata: “l’imposta relativa all’acquisto o all’importazione di carburanti e lubrificanti destinati ad aeromobili, natanti da diporto e veicoli stradali a motore nonché …. alle prestazioni di custodia, manutenzione, riparazione e impiego compreso il transito stradale, dei beni stessi, è ammessa in detrazione nella stessa misura in cui è ammessa in detrazione l’imposta relativa all’acquisto o all’importazione di detti aeromobili, natanti e veicoli stradali a motore”.

Nella precedente formulazione dell’art. 19-bis1, invece, la lett. e) prevedeva che non fosse “ammessa in detrazione l’imposta relativa ……. al transito stradale delle autovetture e degli autoveicoli”.

Le novità normative portate dalla Finanziaria 2008 prevedono che tra le prestazioni di impiego dei veicoli, per le quali è prevista una detrazione Iva pari a quella delle autovetture, sono ora compresi anche i transiti stradali.

Dato che tra le spese del transito stradale sono comprese le spese autostradali l’Iva relativa ai pedaggi non è più interamente indetraibile, come stabilito dalla previgente lett. e) dell’art. 19-bis1, bensì detraibile nella misura in cui è detraibile l’Iva relativa all’acquisto/importazione del medesimo veicolo.

19 gennaio 2010

Antonio Gigliotti

Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it