La telenovela della comunicazione dei lavori occasionali è davvero finita?

di Danilo Sciuto

Pubblicato il 31 maggio 2022

La legge di conversione del Decreto Ucraina ha apportato una modifica sulle modalità di comunicazione dei lavoratori occasionali, che non sembra essere risolutiva, a dispetto di quanto interpretato da taluna dottrina.

Comunicazione lavori autonomi occasionali: evoluzione della normativa

comunicazione lavori occasionaliSembrava abbastanza banale la novità introdotta dall’art. 14 del D.Lgs. n. 81/2008, relativa alla comunicazione dell’inizio di una attività di lavoro occasionale, ma invece nella realtà dei fatti non è stato così.

Addirittura, dopo i ben cinque interventi dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (al cui commento dal titolo "Comunicazioni INL: sarà ancora possibile usare la PEC per il lavoro occasionale" si rinvia), è stata la volta del legislatore, che con l’art. 12-sexies del D.L. n. 21/2022, apportato in sede di conversione dalla L. 20 maggio 2022 n. 51, è intervenuto sul citato art. 14 del D. Lgs. n. 81/2008.

 

Casi di esclusione

Viene innanzitutto introdotta una ridondante fattispecie di esclusione dalla comunicazione della quale obiettivamente non se ne avvertiva la necessità: la nuova norma esclude infatti "le attività autonome occasionali intermediate dalle piattaforme digitali di cui al decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 2021, n. 233".

In sostanza, viene confermato quanto già chiarito dal Ministero e dall’INL con la nota n. 29/2022, ciò in quanto le prestazioni in discorso sono soggette a diversa comunicazione UniLav ex art. 9-bis del D.L. n. 510/1996, secondo quanto previsto dal D.L. n. 152/2021 (convertito nella L. n. 233/2021).

Se la prima novità è di fatto inutile, la seconda è addirittura confusionaria.

La norma infatti interviene anche – cercando forse di mettere la parola fine - sui canali per comunicare l’avvio dell'attività dei lavoratori autonomi occasionali.

In particolare, essa sostituisce le parole "mediante SMS o posta elettronica" con "mediante modalità informatiche".

Secondo taluna dottrina, con tale espressione si vuole intendere che l’unico canale ammesso - dal 21 maggio 2022, data di entrata in vigore della modifica normativa – sarà quello del portale del Ministero del Lavoro, essendo cancellate email e SMS quali possibili mezzi di invio.

 

Modalità informatiche di invio della comunicazione: alcuni dubbi di interpretazione

Come si ricorderà, infatti, a partire dal 28 marzo il Ministero del Lavoro ha messo a disposizione dei committenti una piattaforma telematica dedicata, presente nella sezione “Servizi Lavoro” ed accessibile sia dai datori di lavoro sia dai soggetti abilitati tramite SPID e CIE.

Tale affermazione, in verità, è probabilmente accettabile se si guarda l’interpretazione sistematica della norma (alla luce della confusione fatta dall’INL con i suoi interventi), ma se si sposta lo sguardo alla lettera, diventa decisamente errata, e legittimamente ci si chiede se il Legislatore non avrebbe potuto fare meglio (se non di più).

Anche le email e gli SMS sono infatti modalità informatiche di comunicazione, considerato che “informatico” è un aggettivo relativo a “qualsiasi supporto o elaborato elettronico contenente dati, informazioni o programmi”.

A parere di chi scrive, dunque, la modifica normativa non mette (purtroppo ed affatto) fine al doppio canale di invio della comunicazione (email/piattaforma), anche se verosimilmente occorrerà giocoforza indirizzarsi sull’utilizzo della piattaforma, anche in considerazione del fatto che la violazione comporta una sanzione pari a 833,33 euro per ciascun lavoratore autonomo occasionale per cui è stata omessa o ritardata la comunicazione.

Ma, lo si ripete, la norma avrebbe potuto e dovuto essere scritta in maniera oggettivamente chiara.

 

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A cura di Danilo Sciuto

Martedì 31 maggio 2022