Comunicazione dati IVA per l’annualità 2015

di Giovanna Greco

Pubblicato il 12 febbraio 2016



il 2016 dovrebbe essere l'ultimo anno (si spera) in cui si invia la Comunicazione Dati IVA; l'invio è relativo alle operazioni effettuate nel 2015; proponiamo un ripasso delle regole vigenti per tale comunicazione: soggetti obbligati, soggetti esonerati, dati da comunicare ed eventuali sanzioni

iva_immagineAnche per il periodo d'imposta 2015 è necessario presentare la Comunicazione dati Iva; il 15 gennaio 2016 con il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate sono state aggiornate le istruzioni per la compilazione della medesima.

La legge di Stabilità 2015, che ha soppresso l'art. 8-bis D.P.R. 322/1998, aveva originariamente previsto che tale obbligo dovesse venire meno già a partire dal 2016, ma in seguito è intervenuto l’art. 10, comma 8-bis, D.L. 192/2014, che ha riproposto tale adempimento ancora per un anno, confermando quindi la necessità di presentazione della Comunicazione dei dati relativi al periodo 2015 entro la fine di febbraio 2016.

Tale adempimento non sarà più, invece, dovuto dal 2017, con riguardo ai dati del 2016 ma è stata prevista (sempre a partire dai dati relativi all’anno solare 2016) l’anticipazione al mese di febbraio dell’obbligo di presentazione della dichiarazione annuale Iva (art. 1, c. 641, lett. c, della Legge n. 190/2014): in altri termini, a decorrere dal 2017, il contribuente non si potrà più avvalere della facoltà di trasmissione della dichiarazione annuale Iva in forma unificata con la dichiarazione dei redditi, essendo prevista esclusivamente quella autonoma nei termini sinora previsti per la comunicazione annuale dei dati Iva. Quest’ultima rimane, pertanto, ancora dovuta con riferimento ai dati dell’anno 2015, secondo le modalità ed i termini di trasmissione previsti per gli anni scorsi.

Soggetti obbligati alla presentazione

La comunicazione annuale dei dati Iva deve essere presentata da tutti i soggetti passivi Iva, ad eccezione di quelli espressamente esonerati. L’adempimento deve essere assolto anche da alcune particolari tipologie di contribuenti, come quelli partecipanti alla liquidazione di gruppo dell’Iva: il regime di cui all’art. 73, c. 3, del D.P.R. n. 633/1972, così come attuato dal D.M. 13 dicembre 1979, è espressamente derogato dall’art. 8-bis, c. 3, del D.P.R. n. 322/1998, secondo cui gli enti e le società partecipanti che si sono avvalsi della procedura di liquidazione dell’Iva di gruppo, per l’anno di riferimento della comunicazione, sono tenuti ad effettuare singolarmente l’invio della comunicazione annuale dei dati relativi alla propria attività. In altri termini, la controllante deve trasmettere esclusivamente la comunicazione riguardante la propria attività, e non quella di gruppo, né quella dei singoli soggetti passivi partecipanti.

Soggetti esonerati

Sono esonerati dall'obbligo:

  • le persone fisiche che hanno realizzato nel 2015 un volume d’affari uguale o inferiore a 25.000 euro anche se tenuti a presentare la dichiarazione annuale; si deve tener conto del volume d'affari di tutte le attività esercitate anche se gestite con contabilità separate;

  • i contribuenti che hanno effettuato esclusivamente operazioni esenti di cui all’art. 10 e coloro che, essendosi avvalsi della dispensa dagli obblighi di fatturazione e registrazione ex art. 36-bis, abbiano effettuato solo operazioni esenti, ancorché siano tenuti per lo stesso anno alla presentazione annuale IVA per l’effettuazione delle rettifiche ex art. 19-bis 2;

  • le persone fisiche che si avvalgono del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità di cui all’art. 27, co. 1 e 2, D.L. 98/2011;

  • i contribuenti che si avvalgono del regime forfetario di cui all'art. 1, commi da 54 a 89, L. 190/2014;

  • le imprese individuali che abbiano dato in affitto l’unica azienda e non esercitino altre attività rilevanti agli effetti dell’Iva;

  • i soggetti passivi d’imposta, nell’ipotesi di cui all’art. 44, c. 3 D.L. 331/1993, qualora abbiamo effettuato nell’anno di imposta solo operazioni non imponibili, esenti, non soggette o comunque senza obbligo di pagamento dell’imposta;i produttori agricoli esonerati dagli adempimenti ai sensi dell’art. 34 comma 6;

  • esercenti attività di organizzazione di giochi, di intrattenimenti ed altre attività indicate nella tariffa allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 640, esonerati dagli adempimenti IVA ai sensi dell’art. 74 comma 6 che non hanno optato per l’applicazione dell’IVA nei modi ordinari;

  • i soggetti che hanno optato per l’applicazione delle disposizioni ex L. 398/1991;

  • i soggetti extra UE esercenti attività di e-commerce;

  • i soggetti di cui all’art. 74 Tuir e gli enti privati di previdenza obbligatoria che svolgono attività previdenziali ed assistenziali;

  • i soggetti sottoposti a procedure concorsuali (fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato fallimentare e preventivo, amministrazione controllata e straordinaria);

  • i contribuenti che presentano la dichiarazione annuale entro il mese di febbraio in forma autonoma, a prescindere dal saldo (a debito o a credito) risultante.

L’adempimento deve essere assolto anche dai soggetti passivi in regime di separazione dell’attività (art. 36 del D.P.R. n. 366/1972), mediante la trasmissione di una sola comunicazione, riepilogativa dei dati di tutte le attività, ad eccezione di quelle per le quali sia previsto l’esonero dalla comunicazione annuale dei dati Iva. Tra i contribuenti obbligati rientrano, inoltre, quelli con liquidazione trimestrale dell’Iva (art. 7 del D.P.R. n. 542/1999, e artt. 73, c. 1, lett. e, e 74, cc. 4 e 5, del D.P.R. n. 633/1972): devono esporre tutte le operazioni effettuate nell’anno solare 2015, compresi i dati relativi al quarto trimestre, al fine di determinare il credito o debito Iva riguardante l’intero periodo d’imposta di riferimento della comunicazione.

Sono altresì tenuti alla comunicazione annuale dei dati Iva i soggetti passivi aventi la contabilità presso terzi e che si avvalgono della liquidazione periodica sulla base dell’imposta divenuta esigibile nel secondo mese precedente (art. 1, c. 3, del D.P.R. 23 marzo 1998, n. 100). Lo stesso vale per i soggetti a regimi speciali di determinazione dell’imposta dovuta o detraibile: nell’apposito rigo (CD4 per l’Iva esigibile, e CD5 per quella detraibile) della comunicazione annuale, devono indicare l’imposta risultante dall’applicazione dello specifico regime adottato.

I soggetti non residenti identificati direttamente (art. 35-ter del D.P.R. n. 633/1972) presentano autonomamente la comunicazione annuale dei dati Iva, mentre quelli identificati tramite il rappresentante fiscale (art. 17, c. 3, del D.P.R. n. 633/1972) assolvono l’adempimento mediante codesto. Se nell’anno 2015 il soggetto non residente ha operato in Italia sia identificandosi direttamente che tramite il rappresentante fiscale, la comunicazione annuale dei dati Iva è unica e deve essere effettuata dal soggetto che opera in Italia alla data di presentazione della comunicazione. Diversamente, nel caso dei soggetti non residenti che nel 2015 hanno operato in Italia mediante la stabile organizzazione, quest’ultima è tenuta a trasmettere la comunicazione annuale dei dati, per le operazioni ad essa imputabili e per quelle effettuate direttamente dalla casa madre (C.M. n. 37/E/2011).

Infine, i contribuenti sottoposti ad operazioni straordinarie, trovano applicazione gli stessi criteri previsti per la compilazione e presentazione della dichiarazione annuale. Esempio: nel caso di fusione o scissione di società con estinzione del dante causa (fusa, incorporata o scissa) nel corso dell’anno 2015, l’avente causa (società risultante dalla fusione, incorporante o beneficiaria della scissione) deve presentare due comunicazioni.

Sanzioni

Poiché la natura e gli effetti della Comunicazione non sono quelli propri della dichiarazione IVA, ma quelli riferibili alle comunicazione di dati e notizie, non sono applicabili le sanzioni previste in caso di omessa o infedele dichiarazione, nonché delle disposizioni di cui all’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997 in materia di ravvedimento in caso di violazione degli obblighi di dichiarazione.

L’omissione della comunicazione o l’invio della stessa con dati incompleti o inesatti comporta l’applicazione delle sanzioni previste dall’articolo 11 del D.Lgs. 471/1997 come modificato dal recente D.Lgs.185/2015, per la omessa o inesatta comunicazione di dati: si applica quindi la sanzione amministrativa che va da 250,00 a 2.000,00 euro.

Inoltre, non essendo prevista la possibilità di rettificare o integrare una comunicazione già presentata, eventuali errori nella compilazione devono essere corretti in sede di dichiarazione annuale.

12 febbraio 2016

Giovanna Greco