Adempimenti contabili dei Compro Oro: i libri contabili – Guida di 17 pagine

Pubblicato il 23 ottobre 2013

Una guida di 17 pagine alla gestione dei libri contabili dei Compro Oro: la tenuta delle scritture, la contabilità, le agevolazioni per il regime dei minimi e delle nuove iniziative produttive.

Adempimenti contabili dei Compro oro

profili contabili dei compro oroGli adempimenti contabili variano a seconda del tipo di regime contabile prescelto.

Il contribuente che inizia una nuova attività non ha l’obbligo di indicare, in sede di richiesta del numero di partita IVA, l’opzione per il regime contabile scelto, in quanto la validità dell’opzione è basata sul comportamento del contribuente.

Tuttavia, le opzioni vanno comunicate nella prima dichiarazione IVA annuale da presentare successivamente alla scelta operata.

Se il contribuente è esonerato dalla presentazione della dichiarazione annuale IVA, deve comunicare l’opzione o la revoca del regime contabile nel modello di dichiarazione dei redditi (Modello Unico), allegando allo stesso l’apposito quadro per la comunicazioni delle opzioni e revoche contenuto nella modulistica della dichiarazione annuale IVA.

In caso di mancata comunicazione, pur restando valida la scelta del contribuente, si applica la sanzione amministrativa da 258 a 2.065 euro

 

Aspetti generali della contabilità dei Compro oro

Ad eccezione del libro mastro e delle scritture di magazzino, le altre scritture contabili devono essere tenute secondo le norme di un’ordinata contabilità, senza spazi in bianco, senza interlinee e senza trasporti a margine.

Non si possono fare abrasioni e, se si deve fare qualche cancellatura, è necessario che le parole cancellate siano leggibili.

Sono irregolari le annotazioni effettuate a matita.

Le scritture contabili – compresi gli eventuali supporti meccanografici, elettronici e similari – devono essere conservate fino a quando non siano stati definiti gli accertamenti relativi al corrispondente periodo d’imposta, anche oltre il termine stabilito dall’art. 2220 c.c. (10 anni dalla data dell’ultima registrazione) o da altre leggi tributarie.

Le Commissioni tributarie possono limitare l’obbligo di conservazione alle scritture rilevanti per la risoluzione della controversia in corso.

Per lo stesso periodo devono essere conservati gli originali delle lettere, telegrammi e delle fatture ricevute e le copie delle lettere, telegrammi spediti e delle fatture emesse.

Nel caso di liquidazione volontaria della società, i libri devono restare depositati e conservati per dieci anni dallo scioglimento della società, presso il registro delle imprese oppure presso una persona scelta dalla maggioranza dei soci (per le s.n.c. e la s.a.s).

I documenti e le scritture contabili possono essere conservati anche su supporti di immagine, a condizione, però, che corrispondano ai documenti e siano leggibili in qualsiasi momento.

 

Soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili

tenuta registri e scritture contabili guidaSono obbligati alla tenuta delle scritture contabili:

  • le società soggette ad IRES;
  • gli enti commerciali soggetti ad IRES;
  • i sostituti d’imposta;
  • le società in nome collettivo, le società in accomandita semplice e quelle equiparate;
  • le persone fisiche che esercitano imprese commerciali;
  • le persone fisiche che esercitano arti e professioni;
  • gli enti pubblici e privati che non hanno per oggetto principale o esclusivo l’esercizio di attività
    commerciali;
  • i trust.

Sono obbligati alla tenuta delle scritture contabili anche i soggetti esteri che esercitano attività
imprenditoriali a mezzo di stabili organizzazioni.

Quando società, enti o imprenditori italiani esercitano attività commerciali all’estero mediante stabili organizzazioni, oppure soggetti esteri esercitano l’attività in Italia mediante stabili organizzazioni, devono rilevare nella contabilità distintamente i fatti di gestione che interessano le stabili organizzazioni, determinando separatamente i risultati d’esercizio delle stesse.

 

Modalità di tenuta delle scritture contabili

Sulla base di quanto previsto dalla Legge n. 18 ottobre 2001, n. 383, sono state introdotte particolari modalità operative sulla tenuta e conservazione delle scritture contabili.

Le norme hanno previsto, attraverso modifiche al codice civile (art. 2215) e ad alcune disposizioni tributarie in materia di scritture contabili 1, la soppressione dell’obbligo della bollatura del libro giornale, di quello degli inventari e dei registri obbligatori ai fini delle imposte dirette e dell’IVA, ferma restando la formalità di numerazione progressiva delle pagine.

A tal proposito, si ricorda che l’obbligo di vidimazione annuale del libro giornale e del libro degli inventari era stato già soppresso.

Inoltre, in caso di tenuta di registri con sistemi meccanografici, è necessario che la loro trascrizione su carta sia effettuata entro tre mesi dalla data di scadenza del termine per presentare la dichiarazione dei redditi annuale

 

Registri soggetti a bollatura

Restano ancora soggetti a bollatura i libri sociali obbligatori previsti dall’art. 2421 del codice civile ed, in particolare:

  • libro dei soci;
  • libro delle obbligazioni;
  • libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee;
  • libro delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio di amministrazione;
  • libro delle adunanze e delle deliberazioni del Collegio sindacale;
  • libro delle adunanze e delle deliberazioni del Comitato esecutivo;
  • libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee degli obbligazionisti;
  • ogni altro libro o registro per i quali l’obbligo della bollatura è previsto da norme speciali.

 

Registri previsti da norme fiscali

Come anticipato, l’eliminazione dell’obbligo della bollatura è stato esteso anche ai registri previsti dalle norme sull’IVA e sulle imposte dirette (...continua nel PDF scaricabile)

(a cura di Salvatore Giordano)

 

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