Cos’è il sistema VIES; cosa fare se un numero di partita IVA non è valido? L’onere probatorio

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 8 febbraio 2016

VIES, operazioni intracomunitarie e onere probatorio: cosa conviene fare se il sistema rileva che il numero di partita IVA della controparte non è valido?

adereddiLa Commissione Tributaria Regionale della Toscana, con la sentenza n. 1431/5/15 del 3 settembre 2015, ha espresso importanti considerazioni in tema di disciplina delle operazioni intracomunitarie.

La pronuncia rappresenta l’occasione per evidenziarne i tratti salienti, in particolare sotto il profilo degli oneri probatori.

I giudici di merito hanno dunque stabilito che anche nel caso in cui la società estera, a cui l’auto sia stata consegnata, risulti cessata, laddove la società italiana abbia esaminato la banca dati Vies, esportato l’auto al domicilio estero, con trasporto effettuato da ditta specializzata e cancellato al Pra la macchina, considerato che gli acquirenti di auto usate di altro Paese comunitario pagano l'lva nel paese nel quale viene immatricolata I'auto, l’accertamento Iva non è fondato.

L’auto del resto, prima di essere trasportata all’estero, passa in Dogana, che ne certifica la consistenza e la natura di auto nuova, con conseguente esenzione dell’imposta.

Solo laddove dall’esame delle cessioni comunitarie non emerga la prova del trasporto o comunque della consegna della merce al cliente comunitario formalmente destinatario della merce, l’Ufficio, potrà dunque provvedere a quantificare il volume delle cessioni fatturate, ritenendole prive dei requisiti della non imponibilità Iva ex art. 41 del DL 331/93.

Vero è che compete al contribuente (cedente) l’onere di dimostrare , nei confronti dei rilievi mossi dall’Amministrazione Finanziaria, l’effettività dei rapporti commerci