Cos’è il sistema VIES; cosa fare se un numero di partita IVA non è valido? L'onere probatorio

La Commissione Tributaria Regionale della Toscana, con la sentenza n. 1431/5/15 del 3 settembre 2015, ha espresso importanti considerazioni in tema di disciplina delle operazioni intracomunitarie.
La pronuncia rappresenta l’occasione per evidenziarne i tratti salienti, in particolare sotto il profilo degli oneri probatori.
I giudici di merito hanno dunque stabilito che anche nel caso in cui la società estera, a cui l’auto sia stata consegnata, risulti cessata, laddove la società italiana abbia esaminato la banca dati Vies, esportato l’auto al domicilio estero, con trasporto effettuato da ditta specializzata e cancellato al Pra la macchina, considerato che gli acquirenti di auto usate di altro Paese comunitario pagano l’lva nel paese nel quale viene immatricolata I’auto, l’accertamento Iva non è fondato.
L’auto del resto, prima di essere trasportata all’estero, passa in Dogana, che ne certifica la consistenza e la natura di auto nuova, con conseguente esenzione dell’imposta.
Solo laddove dall’esame delle cessioni comunitarie non emerga la prova del trasporto o comunque della consegna della merce al cliente comunitario formalmente destinatario della merce, l’Ufficio, potrà dunque provvedere a quantificare il volume delle cessioni fatturate, ritenendole prive dei requisiti della non imponibilità Iva ex art. 41 del DL 331/93.
Vero è che compete al contribuente (cedente) l’onere di dimostrare , nei confronti dei rilievi mossi dall’Amministrazione Finanziaria, l’effettività dei rapporti commerciali intracomunitari, ma una volta fatto, come nel caso di specie, tale tipo di prova sarà sufficiente a superare la contestazione.
Tra i controlli da fare, come evidenzia anche la sentenza in commento, vi è senz’altro l’accesso alla banca dati Vies.
Ma che cos’è il sistema VIES (VAT Information Exchange System – sistema di scambio di informazioni relative all’IVA) ?
Si tratta di uno strumento elettronico per la trasmissione di informazioni relative alla identificazione IVA (ossia alla validità del numero di partita IVA) delle imprese registrate ai fini IVA nell’UE. Grazie al VIES sono appunto anche trasmesse informazioni relative alle forniture intracomunitarie (esenti da IVA) .
Le informazioni relative ai dati di identificazione IVA sono raccolte dalle amministrazioni nazionali e inserite nelle banche dati: ciò vale anche per le forniture intracomunitarie dichiarate sugli “elenchi riepilogativi”.
I dati sono forniti in tempo reale. Per ogni richiesta è trasmesso un messaggio allo Stato membro che ha attribuito il numero di partita IVA, con cui si chiede se il numero inserito sia valido.
Cosa fare allora se il sistema rileva che un numero di partita IVA non è valido?
In primo luogo occorrerà verificare se il numero fornito dal cliente è corretto (numero di caratteri, lunghezza e prefisso del paese esatti).
Sul sito della Commissione si può infatti controllare in tempo reale la validità della partita IVA sulla base delle basi dati aggiornate dagli Stati membri. In pratica, quando si verifica una partita IVA, si controlla la base dati dello Stato membro.
Se il numero inserito continua a non essere valido, anche dopo la verifica, il cliente andrebbe invitato a mettersi in contatto con la sua amministrazione fiscale per chiedere l’aggiornamento dei dati nel sistema VIES.
Per effettuare una fornitura intracomunitaria senza addebitare l’IVA bisognerebbe quindi assicurarsi che la persona alla quale si forniscono le merci sia soggetto passivo in un altro Stato membro e soprattutto che le merci di cui trattasi siano uscite, o stiano per uscire dal proprio Stato membro.
Ciò che dunque sarà fondamentale è che la società verificata sia in grado di esibire documentazione comprovante il trasferimento fisico della merce fuori dal territorio nazionale, come ad esempio le lettere di vettura internazionale (CMR) controfirmate dalla ditta acquirente. Solo in mancanza di tale …

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