Le registrazioni contabili a matita sono valide?

le registrazioni contabili effettuate a matita non integrano automaticamente fatti di omessa registrazione e irregolare tenuta dei registri contabili con relativo rischio di accertamento induttivo

A) ESCURSUS GIURISPRUDENZIALE

1) SCRITTURAZIONI CONTABILI REGISTRATE A MATITA – SCRITTURE INESISTENTI – ACCERTAMENTO INDUTTIVO –

CTC, sez. 19 – sentenza n.3489, del 25.10.1994 –

Le scritturazioni contabili che l’imprenditore è obbligato a tenere devono consentire una rappresentazione chiara e completa della consistenza patrimoniale e dei risultati conseguiti dall’impresa: ora la iscrizione a matita dei dati relativi, per la sua precarietà, modificabilità e alterabilità non può ritenersi rispondente a tali esigenze.

Correttamente quindi l’ufficio impositivo lo ha considerato inidoneo allo scopo e come tale giustificabile all’accertamento induttivo.

In tal senso Cassazione – sent. N.16707, depositata l’8.08.2008 -, la quale ha affermato che la scrittura a matita non è assolutamente in grado di fornire quella sufficiente stabilità al testo scritto. Al contrario della penna, la matita può essere cancellata senza lasciare segni evidenti. Pertanto lo scritto a matita si considera come non apposto.

La Cassazione ha dichiarato illegittima la tenuta delle scritture contabili in cui i dati siano trascritti a matita. Le registrazioni così effettuate sono da considerarsi inesistenti e il contribuente non può invocare “l’incertezza della norma” allo scopo di evitare l’applicazione di sanzioni.

 

2) LE SCRITTURAZIONI DEI DATI A MATITA VANNO EQUIPARATE ALL’OMESSA ANNOTAZIONE– NON CONCRETANO LA VIOLAZIONE PENALE TRIBUTARIA DI CUI ALL’ART.1, D.LGS. 516/82 –

Cassazione – sez. 1 civile – sent. N.2396 del 04.03.1998 –

Identifica fattispecie di irregolarità nella tenuta delle scritture contabili, la quale giustifica, ai sensi dell’art.39, 2^ c., lett.d) dpr 600/73 il ricorso all’accertamento induttivo, l’avvenuta scritturazione dei dati, con il mezzo della matita.

La Cassazione, nel caso di specie, ha osservato che la decisione impugnata ha preso le mosse da un preciso presupposto di fatto:

le scritturazioni contabili della contribuente erano state registrate a matita; sulla base di tale presupposto ha argomentato:

  1. Che le scritture contabili obbligatorie devono consentire una rappresentazione chiara e completa della consistenza patrimoniale e dei risultati conseguiti dall’impresa;

  2. Che l’iscrizione a matita dei dati relativi – per la sua precarietà, modificabilità e alterabilità – non può ritenersi rispondente a tali esigenze, giustificando quindi l’adozione del procedimento induttivo da parte dell’ufficio.

Invero non è ravvisabile alcuna violazione dell’art.2219 c.c.. E’ esatto che questa norma non stabilisce una disposizione specifica circa il mezzo grafico che deve essere adottato per la registrazione dei dati contabili dell’impresa.

Essa però dispone che tutte le scritture devono essere tenute secondo le norme di un’ordinata contabilità, senza spazi in bianco, senza interlinee e senza trasporti in margine, significativamente aggiungendo che “Non vi si possono fare abrasioni e, se è necessaria qualche cancellazione, questa deve eseguirsi in modo che le parole cancellate siano leggibili”.

E queste modalità di tenuta delle scritture contabili sono espressamente richiamate dall’art.22, 1^ c., dpr 600/73, recante disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi.

Le modalità di tenuta delle scritture contabili non rispondono ad esigenze meramente formali, ma sono dirette a tutelare una serie di interessi:

  • da un lato quello dell’imprenditore a disporre di uno strumento di controllo sull’andamento dell’impresa (che è una realtà dinamica) e sull’operato dei dipendenti;

  • dall’altro quello dei terzi (singoli creditori, massa dei creditori, soggetti che a vario titolo vengono in rapporto con l’impresa) a conoscere con chiarezza le condizioni dell’impresa (le scritture contabili hanno una rilevanza non soltanto interna ma anche esterna, in particolare sul piano processuale come mezzi di prova – art.2709 – 2711 c.c.);

  • dall’altro ancora sul piano fiscale ai fini della…

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