Le novità antiriciclaggio per i compro oro

1. Premessa.

Nel corso del Consiglio dei Ministri n. 31 del 24 maggio, il Governo ha approvato, all’esame definitivo, il decreto legislativo n. 92, recante disposizioni per l’esercizio dell’attività di compro oro, poi pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 141 del 20 giugno 2017.
Il decreto, in attuazione del criterio di delega di cui all’articolo 15, comma 2, lettera l) della legge 12 agosto 2016, n. 170, la c.d. legge di delegazione europea per il 2015, detta disposizioni specifiche per la regolamentazione del commercio di oro, introducendo una disciplina ad hoc che consente di monitorare il settore e censire stabilmente il numero e la tipologia degli operatori.
Il provvedimento, in considerazione dell’elevata esposizione del settore al rischio di riciclaggio di denaro e reimpiego di beni di provenienza illecita, si pone il fine di contrastare efficacemente le attività criminali e i rischi di riciclaggio.
La nuova normativa è volta alla piena tracciabilità e registrazione delle operazioni di compravendita dell’oro e alla rapida acquisizione dei dati da parte delle forze di polizia, prevedendo, inoltre, uno specifico apparato sanzionatorio.
Il decreto delinea, in buona sostanza, una disciplina ad hoc che consente di monitorare il settore dei “compro oro” e di censirne stabilmente il numero e la tipologia.
I principali interventi sono:

l’istituzione di un registro degli operatori compro oro professionali per i quali il possesso della licenza di pubblica sicurezza costituisce requisito indispensabile;

l’obbligo per gli operatori professionali in oro, diversi dalle banche, di iscrizione nel suddetto registro per lo svolgimento dell’attività;

la previsione di specifici obblighi di identificazione del cliente e di descrizione, anche mediante documentazione fotografica, dell’oggetto prezioso scambiato;

la piena tracciabilità delle operazioni di acquisto e vendita dell’oro. I compro oro sono obbligati a dotarsi di un conto corrente dedicato alle transazioni finanziarie eseguite in occasione di tali operazioni;

la previsione di apposite sanzioni, con particolare riferimento all’esercizio abusivo dell’attività (ad esempio in caso di mancata iscrizione nel suddetto registro).

Sullo schema del decreto, approvate all’esame preliminare, si sono espresse anche le Commissioni parlamentari competenti del Senato e della Camera dei Deputati, si tratta dell’Atto Governo n. 390, approvando pareri seppur non vincolanti.
Al riguardo, proprio in accoglimento delle indicazioni contenute nei pareri delle Commissioni parlamentari, è stata data una definizione più puntuale all’operatore compro oro ed è stata abbassata da 1.000 a 500 euro la soglia per l’uso del contante per le attività del settore, al fine di garantire la tracciabilità delle transazioni.
Ad adiuvandum, con riferimento sempre ai lavori parlamentari, si segnala l’esistenza di numerosi disegni di legge, di iniziativa parlamentare, all’esame del Senato (A.S. 237 + abbinati) concernenti – a fattor comune – la regolamentazione del mercato dell’oro, ovvero disposizioni concernenti la tracciabilità delle compravendite di preziosi usati e l’estensione delle disposizioni antiriciclaggio, nonché istituzione del borsino dell’oro usato e misure per la promozione del settore orafo nazionale.
L’atto Senato sopra richiamato, assegnato alla 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo), risulta all’esame in sede referente; anche se, alla luce della normazione governativa, non si ritiene possa avere un proseguo parlamentare.

Contenuto.

Il testo comprende 15 articoli, di seguito sinteticamente descritti.
L’articolo l fornisce le definizioni valevoli ai fini della disciplina introdotta.
In particolare al comma 1: la lettera b) definisce l’attività di compro oro quale attività commerciale consistente nel compimento di operazioni di compro oro, esercitata in…

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