Il registro dei Compro Oro - le novità dei recenti decreti

Novità della disciplina dei compro oro, adempimenti per l’esercizio dell’attività e introduzione di norme specifiche ai fini antiriciclaggio: iscrizione nell’apposito registro degli operatori, gestito dall’Organismo degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi e determinazione del contributo annuo

Come già noto, l’attività di compro oro – ai sensi del D.Lgs. n. 92/2017 – è definita come l’attività commerciale consistente nel compimento di operazioni – compravendita, all’ingrosso o al dettaglio, ovvero permuta di oggetti preziosi usati – di compro oro, esercitata in via esclusiva ovvero in via secondaria rispetto all’attività prevalente[1].

La legge dunque definisce come operatore compro oro il soggetto (articolo 1, comma 1, lettera n), anche diverso dall’operatore professionale in oro – la cui disciplina è contenuta nella legge 17 gennaio 2000, n. 7 – che esercita l’attività di compro oro, previa iscrizione nel registro degli operatori compro oro.

Per oggetti preziosi usati si intendono gli oggetti in oro o in altri metalli preziosi nella forma di prodotti finiti o di gioielleria, ovvero nella forma di rottami, cascami o avanzi di oro e materiali gemmologici.

L’articolo 2, nell’enumerare le finalità e l’ambito applicativo del decreto, chiarisce che esso introduce norme specifiche per la definizione degli obblighi di tracciabilità della compravendita e permuta di oggetti preziosi usati e la prevenzione dell’utilizzo del relativo mercato per finalità illegali, in particolare di riciclaggio di denaro e reimpiego di proventi di attività illecite (comma 1).

L’esercizio in via professionale dell’attività – come sancito dall’articolo 3 – è, pertanto, subordinato alla previa iscrizione nell’apposito registro degli operatori compro oro, tenuto e gestito dall’OAM, ovvero l’Organismo degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi, di cui all’articolo 128-undecies del decreto legislativo n. 385 del 1993, Testo Unico Bancario – TUB.

In particolare, oltre alla tenuta degli albi, tale Organismo verifica il rispetto da parte degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi della disciplina cui essi sono sottoposti.

Per lo svolgimento dei propri compiti, l’Organismo può effettuare ispezioni e può chiedere la comunicazione di dati e notizie e la trasmissione di atti e documenti, fissando i relativi termini. Esso è sottoposto alla vigilanza della Banca d’Italia (Art. 128-terdecies TUB).

L’iscrizione nel registro è:

  • prevista, in ossequio ad un approccio oggettivo nella strutturazione dell’intervento normativo, per qualsiasi operatore commerciale che, a prescindere dalla denominazione o dallo svolgimento in via secondaria rispetto ad altre attività commerciali, eserciti la compravendita ovvero la permuta di oggetti preziosi usati;
  • subordinata al possesso della licenza per l’attività in materia di oggetti preziosi di cui all’art. 127 del T.U.L.P.S..

In merito a quest’ultimo punto, occorre operare un opportuno coordinamento con le disposizioni contenute nel D.Lgs. 25-11-2016 n. 222. In particolare, il suddetto provvedimento – per il settore di attività in questione – prevede:

  • in caso di vendita in esercizi di vicinato[2], una SCIA condizionata nonché l’autorizzazione del Questore ex art. 127 TULPS, con obbligo del Comune che riceve l’istanza di convocare entro cinque giorni la Conferenza di servizi, per l’esame contestuale di tutti i presupposti di legge (di polizia, commerciali, urbanistici, sanitari, etc..). L’avvio dell’attività è dunque subordinato al rilascio della licenza di polizia e al parere positivo finale della Conferenza;
  • in caso di vendita in esercizi di media o grande struttura, l’autorizzazione di polizia, nonché l’autorizzazione commerciale, sono soggette al medesimo regime di unificazione nella Conferenza di servizi.

Ai fini dell’iscrizione, gli operatori sono tenuti ad inviare all’OAM – attraverso canali telematici ed in formato elettronico – apposita istanza contenente l’indicazione:

  • del nome, del cognome e della denominazione sociale;
  • dell’indicazione del nominativo del responsabile legale e del preposto;
  • del codice fiscale e dell’indirizzo…
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