Compro Oro: nuovi obblighi antiriciclaggio per contrastare il riciclaggio di proventi illeciti

Pubblicato il 30 maggio 2017

ecco come cambiano gli obblighi antiriclaggio per le attività di compro oro: tali attività presentano (per caratteristiche intrinseche della gestione operativa) profili di rischio specifici e particolarmente elevati

6927038744_23d30eb159_oCome noto, l’esercizio di attività commerciali nell’ambito del mercato dell’oro, a livello nazionale, è disciplinato dal R.D. n. 773/1931 Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza e dalla L. n. 7/2000. Le citate disposizioni normative, alla luce degli evidenti rischi di “permeabilità” di tale settore economico con fenomeni di riciclaggio e di altre tipologie di illeciti, assicurano una doppia forma di tutela:

  • di pubblica sicurezza, attraverso la previsione del necessario e preventivo rilascio (in capo agli operatori nello specifico mercato) dell'autorizzazione da parte del Questore;

  • di natura amministrativa, valutaria e fiscale, per il tramite della preventiva comunicazione all’U.I.F. – Banca d’Italia dell’esercizio in via professionale del commercio di oro e di qualunque operazione di trasferimento di oro da o verso l'estero per valori pari o superiori ad € 12.500.

Il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza R.D. 18 giugno 1931, n. 773 ed il regolamento di attuazione R.D. 6 maggio 1940, n. 635 unitamente al D.P.R. 30 dicembre 1970, n. 1496 ed al D.Lgs. 22 maggio 1999, n. 251, contengono la disciplina generale relativa al commercio dell'oro.

Con specifico riguardo ai cc.dd. Compro Oro e, quindi, in relazione a quei soggetti che, svolgendo attività di compravendita all'ingrosso e al dettaglio di oggetti in oro e di preziosi usati, non sono destinatari della disciplina di cui alla menzionata legge 17 gennaio 2000, n. 7, trovano esclusiva applicazione le norme dettate in materia di pubblica sicurezza dal T.U.