Cosa deve dimostrare la società non operativa e cosa la società in perdita sistemica?

di Fabio Carrirolo

Pubblicato il 20 ottobre 2012



tenendo conto delle cause automatiche di esclusione dalla normativa delle società di comodo, in quali casi le società non operative o in perdita sistemica possono presentare con successo l'istanza di interpello disapplicativo?

Aspetti generali

La disciplina speciale che penalizza le società non operative – art. 30, L. n. 724/1994 -, come pure la sua estensione alle ipotesi di società in perdita per più periodi di imposta (società in «perdita sistemica», art. 2, commi da 36-quinquies a 36-duodecies, D.L. n. 138/2011), è stata oggetto di diversi precedenti interventi.

In prima battuta, è quindi sufficiente rammentare che dapprima il legislatore si è orientato verso le forme societarie presuntivamente non collegate a una reale attività di impresa, bensì all’utilizzo del più favorevole regime fiscale riservato alle imprese a fronte del semplice utilizzo di beni di interesse privato – familiare. Successivamente, ritenendo che una situazione di perdurante perdita fiscale sia incompatibile con l’effettivo esercizio di un’attività economica avente prospettive di sviluppo, si è inteso ricondurre le società in perdita alla normativa relativa alle società «di comodo».

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