ISCRO: nasce la disoccupazione per i professionisti

di Antonella Madia

Pubblicato il 3 febbraio 2021

I professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS potranno godere, in presenza di alcuni requisiti, di una specifica indennità volta a ristorarli in caso di cali di reddito notevoli.
Tale strumento, sebbene non particolarmente corposo in termini economici, ha comunque l’obiettivo di sostenere i lavoratori autonomi con uno strumento simile a quello previsto per dipendenti (NASpI) e collaboratori (DIS-COLL), non senza, però, un aumento della contribuzione dovuta a carico degli iscritti.

ISCRO: Indennità Straordinaria Reddituale e Operativa

Premessa

iscro disoccupazione professionistiLa Legge di Bilancio 2021 (L. n. 178/2020) ha introdotto una misura volta a sostenere i lavoratori autonomi, con modalità simili a quelle che possono vantare i lavoratori dipendenti. Stiamo parlando di ISCRO, vale a dire “Indennità Straordinaria Reddituale e Operativa”, destinata ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS.

Tale indennità avrà condizioni di spettanza particolari e soprattutto importi contenuti, ma cionondimeno è comunque uno strumento utile ai professionisti che finora non potevano godere di alcuna forma di sussidio in caso di diminuzione di reddito.

 

Requisiti di accesso al sussidio

La L. n. 178/2020 introduce l’ISCRO, acronimo di “Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa”, a favore dei soggetti iscritti alla Gestione Separata di cui all’articolo 2, comma 26, della L. n. 8 agosto 1995, n. 335, che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo di cui al comma 1 dell’articolo 53 del TUIR.

Tale indennità può essere riconosciuta ai soggetti suddetti ad alcune condizioni:

  • non essere titolari di altri trattamenti pensionistici;
     
  • non essere assicurati anche presso altre forme previdenziali obbligatorie;
     
  • e non percepire il reddito di cittadinanza;
     
  • aver prodotto un reddito da lavoro autonomo nell’anno precedente a quello di presentazione della domanda inferiore di almeno il 50% rispetto alla media dei medesimi redditi percepiti nei tre anni precedenti a quello valutato per poter veder accettata la domanda (se ad esempio il lavoratore autonomo presenta la domanda nel 2021, il reddito percepito nel 2020 deve essere inferiore del 50% della media di quanto percepito negli anni 2017-2018-2019);
     
  • aver avuto, nell’anno precedente, un reddito massimo comunque non superiore a 8.145 euro;
     
  • essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali obbligatori;
     
  • possedere una partita IVA attiva da almeno 4 anni, e sempre per l’attività che ha permesso l’iscrizione alla GS INPS.
    Quanto detto merita una considerazione: se il soggetto che subisce il calo di reddito – ad esempio nell’anno 2021 – non ha raggiunto i 4 anni di attività e di iscrizione alla GS INPS, potrà accedere a tale indennità dal momento del raggiungimento dei 4 anni di attività, per cui per gli anni successivi (la domanda di indennizzo è ora prevista per gli anni 2021, 2022 e 2023), se maturerà anche quest’ultimo requisito, potrà fare domanda.
    Si ricorda che la cessazione della partita IVA nel corso dell’erogazione dell’indennità determina l’immediata cessazione della stessa, con conseguente recupero delle mensilità eventualmente erogate dopo la data in cui è cessata l’attività.

Si segnala a tal proposito che i primi tre requisiti d’accesso (ossia non percepire pensioni o reddito di cittadinanza ed essere iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata), devono essere mantenuti durante tutto il periodo di percezione dell’indennità ISCRO.

 

ISCRO: la domanda

Già leggendo i requisiti previsti dalla Legge di Bilancio 2021 per l’accesso all’ISCRO, risulta chiaro che le condizioni di accesso siano tante e stringenti, per cui non tutti potranno far ricorso a questa misura di sostegno.

Sempreché si sia in possesso dei requisiti previsti, sarà poi possibile accedere alla domanda una sola volta nell’arco del triennio, ed essa dovrà essere inviata entro il 31 ottobre dell’anno:

  • 2021: per la diminuzione di reddito avvenuta nel 2020;
  • 2022: per la diminuzione di reddito avvenuta nel 2021;
  • 2023: per la diminuzione di reddito avvenuta nel 2022.

Per quanto riguarda la determinazione del reddito prodotto, si avrà una autocertificazione, e quindi sarà il soggetto richiedente a dichiarare sotto propria responsabilità quanto percepito; non è finita qui, in quanto l’INPS poi procederà all’invio di quanto dichiarato all’Agenzia delle Entrate per le opportune verifiche, e l’Amministrazione Finanziaria procederà a inviare all’Istituto Previdenziale gli esiti dei riscontri effettuati.

In parole povere: nessuno spazio per le false dichiarazioni di redditi più bassi.

 

Quanto spetta e cosa comporta

Un altro interrogativo di vitale importanza è l’importo spettante a ciascun professionista a fronte della domanda.

L’importo è pari al 25% su base semestrale di quanto percepito l’anno precedente, e spetta a decorrere dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda.

L’indennità, una volta approvata, sarà valida per sei mesi e non comporta accreditamento di contribuzione figurativa (al contrario della NASpI).

Ad ogni modo essa potrà essere corrisposta per un importo minimo di 250 euro e un importo massimo di 800 euro mensili.

Ad ogni modo, l’importo corrisposto a titolo di ISCRO non concorre alla formazione del reddito imponibile.

 

Come è finanziata l’ISCRO

Ogni uscita dalle casse dello Stato prevede un’entrata volta a finanziarla, e ISCRO non fa eccezione: infatti la stessa Legge di Bilancio 2021 prevede che per far fronte alla corresponsione di tale indennità è stato necessario aumentare l’aliquota dei contributi INPS pagata dai professionisti iscritti alla Gestione Separata dello 0,26% in più, portando quindi la contribuzione dovuta all’aliquota del 25,98% per l’anno 2021, destinata ad aumentare ulteriormente dello 0,51% sia nell’anno 2022 che nell’anno 2023.

 

NdR: Se desideri approfondire, puoi leggere...

Lavoratori autonomi: nuova aliquota per l’indennità ISCRO nella Gestione Separata – Circolare del lavoro del 26 febbraio 2021

L’indennità Iscro per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata INPS – Circolare del lavoro del 16 febbraio 2021

Contributi 2021 Gestione Separata INPS

 

A cura di Antonella Madia

Mercoledì 3 febbraio 2021