Spese di pubblicità oppure spese di rappresentanza??

Le spese di pubblicità e propaganda sono trattate principalmente dagli articoli 2426 n. 5 del Codice Civile (Cc) e 108.2 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR):

• Spese di pubblicità sono quelle finalizzate a reclamizzare, cioè a far conoscere i beni prodotti. Possono, quindi, classificarsi come pubblicitari tutti quegli oneri per mezzo
dei quali, in modo diretto o indiretto, venga reclamizzato il prodotto o il servizio.
• Spese di propaganda sono quelle sostenute al fine di far conoscere, apprezzare, o presentare al pubblico (e in generale, quindi, a una collettività indeterminata) prodotti
commerciali o servizi per favorirne la vendita.

Tuttavia secondo la Risoluzione Ministeriale numero 148 del 1998 e la Risoluzione Ministeriale numero 137 del 2000, a differenza delle spese di rappresentanza, quelle di pubblicità
presuppongono la presenza di un corrispettivo o di una specifica controprestazione da parte dei destinatari.
Inoltre la stessa Risoluzione Ministeriale numero 137 del 2000 considera, quale nuova tecnica pubblicitaria, le cui spese sono quindi da comprendersi tra quelle di pubblicità, la destinazione
di “risorse predeterminate o percentuali di ricavi al restauro di un’opera d’arte o al finanziamento di una struttura pubblica o ancora nell’abbinare il proprio marchio a una iniziativa
di solidarietà sociale o ad un progetto di interesse collettivo”.

La Corte di Giustizia Europea 68/92 del 17.11.93 ricomprende tra le prestazioni pubblicitarie ogni azione di promozione che comporti la trasmissione di un messaggio destinato ad informare
il pubblico dell’esistenza e delle qualità del prodotto e del servizi, con lo scopo di aumentarne le vendite.

Codice Civile:

Se si tratta di costi di competenza del solo esercizio di sostenimento, vanno imputati per l’intero ammontare al medesimo esercizio; se sono a cavallo di due esercizi si
ripartiscono con la tecnica del risconto. Se si tratta di costi di durata pluriennale, possono essere iscritti nell’attivo del bilancio ed ammortizzati in base alla durata della loro utilità e comunque
al massimo in 5 anni (quote libere).

Fisco

Se il contratto si esaurisce nell’esercizio sono costi di competenza di questo. Se abbraccia due o più esercizi si ripartiscono con la tecnica del risconto temporale (art. 108.3);
occorre però verificare gli impegni contrattuali caso per caso. Il costo di competenza può essere dedotto:

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Marco Righetti

maggio 2006

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