Decreto Ristori: i sostegni dello Stato. In arrivo il decreto ristori-bis

Il Decreto ristori (D.L. 28/10/2020 n. 137) è stato pensato – come dice il termine con cui lo si individua – per aiutare i cittadini e le aziende a superare il grave momento di difficoltà sanitaria ed economica.

I sostegni dello Stato introdotti dal Decreto Ristori e Ristori bis in arrivo

Decreto Ristori sostegni StatoIl Decreto ristori (D.L. 28/10/2020 n. 137) è stato pensato – come dice il termine con cui lo si individua – per aiutare i cittadini e le aziende a superare il grave momento di difficoltà sanitaria ed economica attraverso sostegni da parte dello Stato.

Gli interventi sono tanti e sicuramente in sede di conversione in legge del decreto (entro 60 giorni) verranno ampliati e modificati.

Ad esempio è certo l’ampliamento dei codici ATECO per l’erogazione di contributi a fondo perduto previsti dall’art. 1 del decreto stesso, l’aggiornamento sarà inserito in un nuovo decreto in via di emanazione denominato Decreto ristori bis che naturalmente sarà segnalato sulle pagine di CommercialistaTelematico non appena sarà approvato.

[Aggiornamento 7/11/2020: Decreto ristori bis approvato ieri sera 6 novembre 2020 ]

Le filiere

Il Ministero dell’Economia sta valutando anche come poter aiutare anche le cosiddette filiere relative ai codici Ateco individuati e si spera possa venire trovata una soluzione per aiutare anche chi è in difficoltà pur non rientrando direttamente nei codici individuati.

Le attività secondarie

L’altro problema all’attenzione del Ministero è quello delle attività secondarie: attualmente l’articolo 1 del decreto ristori riconosce il contributo solo in relazione all’attività esercitata con prevalenza e quindi può essere tagliato fuori chi esercita attività dichiarate come secondarie ma pur sempre con volumi proporzionalmente importanti.

Anche per questo tipo di attività è necessario trovare una soluzione allo scopo di permettere di percepire un aiuto, un contributo, dallo Stato.

Il contributo a fondo perduto arriverà entro la metà di novembre direttamente nei conti correnti dei contribuenti individuati, senza che sia necessaria alcuna richiesta, sarà automatico, ma purtroppo – allo scopo di velocizzare i tempi si è continuato a fare riferimento alla riduzione di fatturato (devono esserci i due terzi in meno) del solo mese di aprile 2020 rispetto a aprile 2019.

In questo modo purtroppo il periodo preso in considerazione (si ribadisce che la scelta è dovuta sicuramente alla necessità di velocizzare i tempi) è troppo stretto.

Sarebbe stato più corretto prendere in esame ad esempio l’intero primo semestre 2020 e paragonarlo all’intero primo semestre del 2019. Chissà, forse questo diverso periodo sarà inserito nel decreto ristori bis?

-> CommercialistaTelematico ha già trattato il funzionamento del contributo a fondo perduto per cui si rimanda a: Nuovi contributi a fondo perduto concessi in due step – decreto ristori

In due parole: per sostenere le attività interessate dalle misure restrittive introdotte per contenere la diffusione dell’epidemia lo Stato riconosce un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti con partita Iva aperta alla data del 25 ottobre 2020, adottando più o meno la stessa procedura già utilizzata dall’Agenzia delle Entrate per i contributi a fondo perduto previsti dal precedente DL Rilancio.

La platea includerà anche le imprese con fatturato maggiore di 5 milioni (con un ristoro pari al 10% del calo del fatturato) per un totale ampiamente superiore alle 300.000 imprese interessate.

Sarà complessivamente un meccanismo più generoso di quello precedente, considerato che nella maggior parte dei casi verrà corrisposto un contributo da una a quattro volte ciò che è già stato concesso in passato e inoltre ne potranno beneficiare anche le aziende con volumi di fatturato superiore a 5milioni, che prima erano escluse. L’ammontare massimo del contributo non potrà superare i 150.000 euro.

Contributi a fondo perduto per 2,4 mld di Euro

L’Agenzia delle Entrate eroga il ristoro direttamente sui conti correnti delle imprese (come bar, ristoranti, palestre, alberghi, discoteche, cinema, taxi-NCC, gelaterie e pasticcerie) che subiranno perdite a causa di limitazioni di orario o delle chiusure. [Puoi consultare il DPCM del 3/11/2020 che regola la chiusura delle attività]

 

Altre agevolazioni introdotte

Sostegno allo sport dilettantistico

Per far fronte alle difficoltà delle associazioni e società sportive dilettantistiche viene istituito un apposito Fondo le cui risorse verranno assegnate al Dipartimento per lo Sport. (vedi anche: Contributo a fondo perduto per le ASD e SSD)

Il Fondo viene rifinanziato per 50 milioni di euro per il 2020 per l’adozione di misure di sostegno e ripresa delle associazioni e società sportive dilettantistiche che hanno cessato o ridotto la propria attività, tenendo conto del servizio di interesse generale che queste associazioni svolgono, soprattutto per le comunità locali e i giovani.

[NdR: Per chi si interessa di Associazioni Sportive Dilettantistiche abbiamo predisposto una apposita rubrica, vedi==> ]

 

Blocco dei pignoramenti

Fino al 31 dicembre del 2020 in tutto il territorio nazionale è sospesa ogni procedura esecutiva per il pignoramento immobiliare che abbia ad oggetto l’abitazione principale del debitore.

 

Sostegni dello Stato nel settore e agli operatori del turismo, della cultura e dello spettacolo

Alcuni dei settori maggiormente colpiti dall’epidemia sono quelli del turismo, della cultura e dello spettacolo, per i quali sono state adottate ulteriori azioni di sostegno, al fine di non aggravare i pesanti impatti sulle attività dei diversi comparti, sull’occupazione diretta e sull’indotto.

Vengono quindi stanziati ulteriori 400 milioni di euro, per incrementare le risorse a disposizione del Fondo a sostegno delle agenzie di viaggio e dei tour operator, nonché delle guide e degli accompagnatori turistici (per 400 milioni, oltre ai 265 milioni stanziati in precedenza), del Fondo per il sostegno dello spettacolo del cinema e dell’audiovisivo (100 milioni di euro) e del Fondo per le emergenze di imprese e istituzioni culturali (50 milioni).

Viene inoltre estesa al 30 giugno 2021 la possibilità di usufruire del tax credit vacanze, ferma restando la necessità di richiederlo entro il 31 dicembre 2020.

 

Rimborso dei biglietti per gli spettacoli dal vivo

Viene estesa fino al 31 gennaio 2021 per i soli biglietti relativi a spettacoli dal vivo la possibilità di rimborsare con voucher i biglietti per l’ingresso a tali eventi.

 

Sostegni dello Stato all’export e al sistema delle fiere internazionali

Rifinanziati per complessivi 350 milioni di euro per il 2020 il fondo per l’erogazione di finanziamenti agevolati e il “Fondo per la promozione integrata” nell’ambito delle misure attuate per l’internazionalizzazione del sistema e per il potenziamento delle esportazioni italiane.

 

Contributo a fondo perduto per le filiere di agricoltura e pesca

Viene istituito un fondo con una dotazione di 100 milioni di euro per sostenere le imprese delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura interessate dalle misure restrittive per fronteggiare l’epidemia.

Il sostegno viene effettuato attraverso l’erogazione di contributi a fondo perduto tramite l’Agenzia delle Entrate secondo modalità previste da un decreto del Ministro delle Politiche Agricole.
Vedi anche: Agricoltura e agriturismo gravemente colpiti dal Covid 19: gli interventi di sostegno

 

Credito d’imposta sugli affitti

Il credito d’imposta sugli affitti, già previsto dal DL Rilancio, viene esteso per le categorie interessate dalle restrizioni, ai mesi di ottobre, novembre e dicembre ed allargato alle imprese con ricavi superiori ai 5 milioni di euro.

Il beneficio riguarda le imprese che hanno registrato un calo del fatturato di almeno il 50% nei mesi in questione rispetto ai corrispondenti mesi del 2019 ed è cedibile al proprietario dell’immobile locato. Puoi approfondire meglio: Tax credit affitti: la proroga dal Decreto Ristori

 

Cancellazione seconda rata Imu

Le categorie interessate dalle misure di contrasto all’emergenza Covid non dovranno corrispondere la seconda rata dell’Imu per gli immobili e le pertinenze in cui svolgono le proprie attività, a condizione che il proprietario sia gestore delle attività esercitate negli immobili in questione.

 

Commercialista Telematico

Giovedì 5 novembre 2020

 

Di questi argomenti se ne parla anche nel Diario Quotidiano predisposto da Vincenzo D’Andò

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