Nuovi contributi a fondo perduto concessi in due step - decreto ristori

Contributi a fondo perduto concessi in due step: entro il 15/11 ai vecchi beneficiari e ai nuovi entro il 15/12.
Sono 53 i codici Ateco delle attività interessate.

Contributi a fondo perduto: inquadramento

Contributi a fondo perduto due stepRiconoscimento di un contributo a fondo perduto ai soggetti titolari di partita Iva attiva che svolgono attività prevalente nell’ambito dei settori economici che sono oggetto delle limitazioni previste dai Dpcm emanati nel mese di ottobre 2020 al fine di contenere la diffusione dei contagi da Covid-19.

Ma lo stesso verrà concesso anche ai soggetti che non erano riusciti a presentare l’istanza ai sensi dell’articolo 25 del Dl 34/2020 (decreto Rilancio) e dalla relativa legge di conversione 77/2020 nel corso dei 60 giorni individuati dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 10 giugno 2020.

Non tutte le attività sono colpite allo stesso modo dalle misure restrittive.

C’è chi è stato costretto ad abbassare le serrande con effetto immediato (come le palestre, le piscine, le sale da ballo, i cinema e i teatri), e le imprese che invece possono continuare a lavorare col pubblico fino alle 18.00, per poi dedicarsi all’asporto o alle consegne a domicilio.

È chiaro quindi che i contributi a fondo perduto non possono prevedere lo stesso importo per tutte le attività interessate dal dpcm del 24 ottobre: di seguito andremo ad analizzare quindi quali sono le opzioni contenute nel decreto ristori e chi, di conseguenza, prenderà di più.

È con l’articolo 1, commi da 1 a 14) del decreto legge (cd. Ristoro) del 28 ottobre 2020 n. 137 che vengono dettate le nuove regole di concessione degli indennizzi a fondo perduto.

 

Schema di sintesi

Il nuovo contributo a fondo perduto andrà “a tutti gli operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive”, senza limiti di fatturato (quindi anche a chi supera i 5 milioni di euro) e avrà un tetto massimo di 150mila euro (articolo 1, 8 comma).

Garantito comunque un importo minimo, che equivale al proprio coefficiente settoriale e un valore di 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro e per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

 

Esclusioni

Non possono accedere al ristoro i soggetti che hanno attivato la partita Iva a partire dal 25 ottobre 2020 e quelli che hanno cessato la partita Iva alla data del 25 ottobre 2020.

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Sul contributo a fondo perduto abbiamo publicato anche:

“La restituzione del contributo a fondo perduto”

“Contributo a fondo perduto per attività esercitate nei centri storici”

“Contributo a fondo perduto: la verifica della riduzione del fatturato”

 

A cura di Cinzia De Stefanis

Venerdì 30 ottobre 2020

 

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