La restituzione del contributo a fondo perduto

In questo nostro intervento ci soffermiamo sulla restituzione del contributo a fondo perduto introdotto dal Decreto Rilancio, alla luce delle ultime indicazioni fornite dall’Amministrazione finanziaria.

Contributi a fondo perduto: premessa giuridica

rstituzione contributi fondo perduto L’art. 25, del D.L. n. 34/2020, convertito con modifiche in L. n. 77/2020, riconosce un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA, erogato direttamente dall’Agenzia delle entrate e destinato a compensare, almeno in parte, i soggetti colpiti dall’emergenza epidemiologica “Covid 19”, per le perdite subite a causa della pandemia.

Il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 10 giugno 2020 (prot. n. 0230439) definisce le indicazioni utili per richiedere il contributo a fondo perduto, le condizioni per usufruirne e le modalità di predisposizione e di trasmissione dell’istanza.

Le stesse sono state oggetto di esame con la circolare n.15/E del 13 giugno 2020 e successivamente con la circolare n.22/E del 21 luglio 2020.

Il modello per la richiesta poteva essere predisposto e inviato – dal primo pomeriggio del 15 giugno 2020 e non oltre il 13 agosto 2020[1], anche avvalendosi di un intermediario, mediante il canale telematico Entratel oppure mediante un’apposita procedura web.

L’ambito soggettivo del contributo a fondo perduto è disciplinato dai commi 1 e 2 dell’art. 25, del D.L. n. 34/2020, e ricomprende i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione e titolari di reddito agrario, «titolari di partita IVA», fatte salve le specifiche esclusioni previste al successivo comma 2.

In questo nostro intervento ci soffermiamo sulla restituzione del contributo a fondo perduto, alla luce peraltro delle ultime indicazioni fornite dall’Amministrazione finanziaria con la circolare n. 25/E del 20 agosto 2020.

 

La restituzione del contributo a fondo perduto

Come è noto, e come si è visto materialmente, l’Agenzia delle entrate, sulla base delle informazioni contenute nell’istanza, eroga il contributo mediante accreditamento diretto in conto corrente bancario o postale intestato al soggetto beneficiario.

Nell’ipotesi in cui sia rilasciata al soggetto richiedente la ricevuta che attesta l’accoglimento dell’istanza e lo stesso presenti una rinuncia, possono verificarsi due ipotesi, a seconda che il contributo sia stato o meno accreditato.

Nel caso in cui la rinuncia intervenga prima che il contributo sia accreditato, non si applicano le sanzioni in misura corrispondente a quelle previste dall’art.13, comma 5, del D.Lgs. n. 471/97.

Nell’ipotesi, invece, che la rinuncia intervenga dopo l’accredito del contributo, è consentita la regolarizzazione spontanea mediante restituzione del contributo indebitamente percepito e dei relativi interessi, nonché mediante versamento delle sanzioni in misura corrispondente a quelle previste dall’art.13, comma 5, del D.Lgs. n. 471/97.

A tale sanzione è possibile applicare le riduzioni in misura corrispondente a quelle disposte dall’art. 13 del D.Lgs. n. 472/97, con decorrenza dei termini ivi indicati dalla data di effettiva percezione del contributo[2].

La circolare n. 22/E/2020 nei seguenti punti ha specificato che:

5.3: non sono dovute le sanzioni nel caso in cui la rinuncia presentata riporti una data di protocollazione anteriore alla data di accreditamento del contributo come nel caso riportato nel quesito.
In tal caso il soggetto che ha percepito il contributo non spettante restituirà tempestivamente il contributo e i relativi interessi utilizzando i codici tributo indicati nella risoluzione n. 37/E del 2020;

5.4: non sono dovute le sanzioni nel caso in cui il contribuente ha la possibilità di dimostrare che il momento in cui ha rilevato l’errore è antecedente alla ricezione della ricevuta di accoglimento dell’istanza.
Tale circostanza può realizzarsi, ad esempio, nell’ipotesi in cui la data della ricevuta che attesta lo scarto della (seconda) istanza finalizzata a correggere l’errore commesso risulti antecedente a quella della seconda ricevuta che attesta…

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