L’ammortamento delle immobilizzazioni: aspetti operativi e contabili

SINTESI   

Il concorso dei beni ammortizzabili alla formazione del reddito d’esercizio è graduale e proporzionato alla durata utile del bene. La quota con la quale i beni ammortizzabili concorrono alla formazione del reddito di bilancio, si denomina ammortamento.

Il computo della quota di ammortamento, postula la misurazione, con cadenza almeno annuale, della durata utile del bene, il cui calcolo appare condizionato da almeno tre fattori:  
1) la senescenza, ossia il fenomeno dell’invecchiamento fisico del bene;
2) l’obsolescenza, ossia il fenomeno dell’invecchiamento tecnologico del bene;
3) l’adeguatezza tecnico‐produttiva del bene.

Ricondurre ad un percentuale di ammortamento l’effetto di questi tre fattori, non è esercizio semplice e, a volte, la misurazione avviene con metodi empirici o per equiparazione al valore fiscale dell’ammortamento, specie se quest’ultimo possa ritenersi sufficientemente rappresentativo della perdita economica che il bene ha subito nell’esercizio, per effetto dell’utilizzazione.  

Caratteristiche generali

L’ammortamento è il procedimento economico‐contabile di ripartizione di un costo pluriennale negli esercizi di durata utile del bene. Il concorso dei costi pluriennali alla formazione del reddito d’esercizio, dunque, avviene per quote, la cui misura è in funzione della durata utile del bene. In termini finanziari, l’ammortamento restituisce al sistema azienda, attraverso i prezzi di vendita dei prodotti e/o servizi che incorporano anche le quote ammortamento dei beni ammortizzabili, la liquidità necessaria per la loro  sostituzione.  

In questo senso l’ammortamento è una forma di autofinanziamento improprio che consente di ricostruire il capitale investito nei fattori a medio e lungo ciclo di  utilizzo. Nelle analisi finanziarie per flussi questo rappresenta la principale variabile positiva del cash‐flow operazionale.

Una errata quantificazione dei prezzi di vendita, dunque, condurrà all’incapacità dell’azienda, di far fronte alla necessità di rimpiazzo dei beni strumentali completamente utilizzati.

Va sottolineato,  tuttavia, che l’ammortamento calcolato sui costi storici, produce un gap finanziario nel procedimento di rimpiazzo, perché ignora la componente inflazione, che determina nel tempo una lievitazione dei prezzi dei nuovi beni strumentali, rendendo insufficienti le risorse finanziarie acquisite con l’ammortamento basato sui costi storici di acquisto. Per risolvere questo problema la legislazione dovrebbe ammettere la tenuta di una contabilità che tenga conto degli effetti inflattivi. Non potendo,  tenere una contabilità per inflazione, non resta che integrare i fondi di ammortamento con dei fondi di rinnovo, nei quali far affluire quote addizionali di utili, vincolate al reimpiego.

Procedimento di calcolo dell’ammortamento  

Il procedimento di calcolo delle quote annuali di ammortamento in ossequio al principio contabile nazionale OIC 16, utilizza tre variabili fondamentali:
1. il costo di acquisto del bene, che va maggiorato dei costi accessori di diretta imputazione, che identificheremo con il simbolo  Ca;
2. il valore di riscatto del bene al termine del periodo, che va diminuito dei costi di rimozione, che identificheremo con il simbolo……….

continua… vedi la versione integrale nel PDF qui sotto==>

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vedi anche:

Agevolazione fiscale 40% acquisto beni ammortizzabili e gestione del libro cespiti  

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