La prova testimoniale nel processo tributario: un utilissimo approfondimento per chi si occupa di contenzioso tributario

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 19965 del 22 settembre 2014, è tornata a pronunciarsi con riguardo all’ambito applicativo del divieto di cui all’art.7 del D.Lgs. n. 546/1992 e, quindi, in relazione alla valenza processuale delle dichiarazioni rese da terzi nel corso dell’attività istruttoria.
In estrema sintesi, il Supremo Collegio – uniformandosi a precedenti orientamenti giurisprudenziali di analoga direzione1 – ha affermato che, in tema di contenzioso tributario, la disposizione contenuta nel citato art.7, comma 4 del D.Lgs. n. 546/1992 – secondo cui nel processo tributario “non sono ammessi il giuramento e la prova testimoniale” – in quanto limitativa dei poteri delle commissioni tributarie e non pure dei poteri degli organi amministrativi di verifica, disciplinati da altre disposizioni, vale soltanto per la diretta …

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in alto a destra. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it