Mancata tracciabilità degli incassi delle Associazioni Sportive Dilettantistiche: il favor rei

di Gianfranco Costa

Pubblicato il 16 novembre 2016

quali sono le sanzioni effettive per le associazioni sportive dilettantistiche che non rispettano le norme sulla tracciabilità degli incassi? Analisi dell'evoluzione normativa, i profili sanzionatori aggiornati, le possibilità di applicare il favor rei...

6927038744_23d30eb159_o A partire dall'1/1/2015 per i soggetti che adottano il regime agevolato di cui alla Legge n. 398/1991, è stato innalzato il limite di tracciabilità dei pagamenti e degli incassi effettuati in contanti dal previgente valore di euro 516 al nuovo di euro 1.000.

Come noto, ai sensi dell’articolo 25, comma 5 della Legge n. 133/1999, il mancato rispetto del predetto limite comporta l’applicazione della sanzione, di cui all’articolo 11 del D.lgs. n. 471/1997, per un importo compreso tra un minimo di euro 258 e un massimo di euro 2.065.

A seguito delle novità introdotte dal D.lgs. n. 158/2015, che ha riformato il sistema sanzionatorio, non risulta più applicabile, invece, la più severa sanzione che prevede la decadenza dalle agevolazioni riservate ai soggetti che possono avvalersi del regime in argomento.

Nel proseguo della trattazione metteremo a confronto la vecchia disciplina con le novità apportate dalla riforma del sistema sanzionatorio, analizzandone i punti salienti. Sulla base di recenti pronunce di legittimità e merito vedremo, inoltre, come sia possibile richiamare il principio del “favor rei” per le contestazioni ancora pendenti. Da ultimo ci occuperemo, invece, di fare un breve riepilogo delle detrazioni fiscali riservate ai soggetti che effettuano erogazioni liberali a favore di società e Associazioni Sportive Dilettantistiche.

La tracciabilità di pagamenti e incassi delle A.S.D. fino al 31.12.2014

Fino al 31.12.2014 le Associazioni Sportive Dilettantistiche (A.S.D.) potevano, ai sensi dell’articolo 25, comma 5 della Legge n. 133/1999, come modificato dall’articolo 4 del D.M. n. 473/1999 e dall’articolo 37, comma 5 della Legge n. 342/2000, ricevere pagamenti in denaro, ovvero regolare operazioni in contanti per un importo non superiore a euro 516. Importi superiore a detto limite dovevano, infatti, essere pagati o incassati esclusivamente attraverso:

  • conti correnti bancari o postali intestati all’Associazione;

  • con altre modalità di incasso / pagamento in grado di consentire all’Amministrazione Finanziaria di effettuare efficaci controlli.

Come si può facilmente intuire lo scopo de