Accordi di ristrutturazione dei debiti e principi contabili

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 24 settembre 2012

gli accordi di ristrutturazione dei debiti e le procedure concorsuali "alternative" hanno un impatto rilevante sui bilanci delle imprese coinvolte: ecco un quadro delle norme da applicare per le corrette registrazioni contabili

La mancata previsione normativa di disposizioni civilistiche riguardanti la ristrutturazione del debito, così come di specifici principi contabili nazionali, ha infatti indotto il predetto Organismo Italiano ad emanare un apposito standard, l’Oic 6 appunto, diretto a definire i criteri di rappresentazione in bilancio dei particolari effetti dell’operazione. Tale principio è applicabile a tutte le situazioni in cui il debitore si accorda con l’intero ceto dei creditori, oppure soltanto alcuni di essi, al fine di superare lo stato di difficoltà finanziaria in cui versa l’impresa dello stesso. È il caso, ad esempio, della ridefinizione delle passività effettuata nell’ambito degli istituti previsti dalla disciplina concorsuale (R.D. 16 marzo 1942, n. 267), oppure tramite intese stragiudiziali raggiunte con i creditori:

  • concordato preventivo (art. 160 e ss. L.F.);

  • accordo di ristrutturazione dei debiti (art. 182-bis L.F.), applicabile anche dall’imprenditore agricolo in crisi, in virtù di quanto recentemente stabilito dall’art. 23, c. 43, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98;

  • piano di risanamento dell’esposizione debitoria e di riequilibr