Il problema dei crediti prededucibili nel concordato

di Gianfranco Benvenuto

Pubblicato il 16 febbraio 2015

quello della prededuzione dei crediti sorti in funzione di una procedura concorsuale, pur dopo molte pronunce, è ancora un tema che fatica a trovare una soluzione pacifica da parte della giurisprudenza di merito; questa insicurezza rischia di minare le certezze economiche dei professionisti coinvolti nei piani di salvataggio

Quello della prededuzione dei crediti sorti in funzione di una procedura concorsuale, pur dopo molte pronunce, è ancora un tema che fatica a trovare una soluzione pacifica da parte della giurisprudenza di merito che rivela ancora divergenze di interpretazione rispetto alla Cassazione: ne è un esempio il decreto del Tribunale di Milano pubblicato, per pura casualità, lo stesso 30 gennaio 2015 in cui ha visto la luce l’ordinanza n 1765/2015 di Cassazione da cui diverge nelle conclusioni.

 

Come è noto, la norma generale che assicura la prededuzione ai crediti è l'articolo 111 l.f. comma 2 che riconosce la prededuzione ai "crediti sorti in occasione o in funzione delle procedure concorsuali".

All’applicazione di tale norma sono prevalentemente interessati i professionisti e più in generale coloro le cui attività sono organizzate e coordinate in funzione della presentazione di una domanda di concordato che svolgono l'attività nella consapevolezza della crisi del debitore e fanno dunque affidamento sul riconoscimento della prededuzione per il caso in cui l’iniziativa concorsuale, anziché sfociare in una proposta ed un piano, scivoli nel fallimento.

A rivelare come la problematica disciplinata dall’art 111 l.f. sia di difficile gestione sono gli interventi legislativi che negli ultimi anni si sono occupati della materia mettendo e togliendo argini alla sua portata che da pochi mesi è ritornata priva di condizionamenti normativi: infatti l'articolo 48 D.L. 31 maggio 2010 n. 78 condizionava, attraverso l'introduzione dell'art 182 quater 4° co l.f., la prededuzione dei compensi dei professionisti incaricati di predisporre l'attestazione di cui all'art 161 3° co l.f. all'ammissione del concordato ovvero alla sua omologa; detto comma è stato abrogato dalla L. 7 agosto 2012 n. 134; inoltre l’art 111 l.f. ha ricevuto dall'art 11 comma 3 quater L. 9/2014 una riduzione del suo perimetro d’applicazione attraverso l’introduzione della subordinazione della prededuzione all'ammissione della procedura concordataria, poi abrogata dal D.L. 91/2014 che ha tolto la limitazione interpretativa dell’art 111 l.f.

 

Le due pronunce, da cui prende spunto la presente riflessione, poggiano sull’analogo presupposto di fatto rappresentato dalla richiesta di riconoscimento della prededuzione al cred