Accertamento anticipato, vince la motivazione: qualora non sia esaurientemente giustificata la “particolare urgenza”, l’atto deve essere considerato nullo

di Valeria Fusconi

Pubblicato il 29 settembre 2012

quando il fisco intende anticipare i tempi dell'accertamento dopo l'emissione del PVC (anzichè aspettare 60 giorni), deve motivare se vi sono casi "di particolare e motivata urgenza" per cui è necessario accelerare le procedure accertative

Non accenna a placarsi la querelle giurisprudenziale sull’accertamento anticipato, con pronunzie contraddittorie che – spesso – concordano nel ritenere che il procedimento accertativo svolto prima dello spirare dei sessanta giorni dall’ispezione (e, quindi, l’atto che lo estrinseca) è nullo nel caso in cui l’amministrazione non motivi le ragioni di particolare urgenza per le quali si è reso necessario o opportuno anticiparne la notifica. A tali conclusioni arriva l’ultima pronunzia, in ordine di tempo, della Corte di Cassazione (sent. n. 11347 del 05.07.2012, che richiama le sentenze n. 10381/2001, n. 22320/2010 e n. 5652/2011) che “valorizzando le considerazioni espresse dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 244/2009, ha affermato che la sanzione della nullità dell’avviso di accertamento va ricollegata all’assenza di motivazione in ordine all’eventuale urgenza che ne ha determinato l’adozione”. In tal modo, i giudici di legittimità censurano la decisione della CTR di Bolzano che aveva accolto l’appello del contribuente, annullando gli esiti dell’attività accertativa, precisando che il collegio di merito “ricollegando l’illegittimità dell’accertamento alla mera inosservanza del termine, previsto dal citato articolo 12, sembra aver fatto malgoverno del principio affermato con le richiamate pronunce”.

 

Com’è noto, l’art. 12, c. 7, della L. n. 212/2000 dispone che “nel rispetto del principio di cooperazione tra amministrazione e contribuente, dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, il contribuente può comunicare entro sessanta giorni osservazioni e richieste che sono valutate dagli uffici impositori. L'avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del predetto termine, salvo casi di particolare e motivata urgenza”.

La norma muove dall’assunto che, durante la verifica o subito dopo la sua conclusione, il contribuente deve avere