Redditi 2017 PF non titolari di partita IVA, attenzione ai trabocchetti del Fisco: al 31 luglio scadono due rate

Commercialista_Telematico_Post_1200x1200px_Cappellaio_MattoA volte il Fisco italiano riesce ad essere surreale ed autoironico perché rende evidente da solo la complessità del sistema e dimostra una scarsissima capacità di proporre adempimenti semplici, anche in situazioni che dovrebbero essere ben rodate.

L’ultimo caso eclatante è quello della rateazione delle imposte dovute dalle persone fisiche non titolari di partita IVA in sede di dichiarazione dei redditi (il nuovo modello Redditi 2017): nel caso in cui il soggetto intenda pagare al 31 luglio e rateizzare il debito che scaturisce dal modello redditi, la sorpresa per il contribuente è sicuramente sgradita.

Come illustra la slide di Giancarlo Modolo (da scaricare in PDF) il problema è che qualora si opti per un versamento rateale a partire dalla scadenza del 31 luglio la tabella inserita nelle istruzioni prevede: un pagamento di 2 rate in pari data 31 luglio. Attenzione, perché non viene eliminata una rata, ma si prevedono sempre 6 rate (come per i contribuenti che iniziano a versare al 30 giugno) però con 2 rate che scadono entrambe al 31 luglio. Le motivazioni di tale scelta sono immaginabili, ma la scelta appare incongrua e di difficile comprensione: non era più semplice una vera rateazione in 5 rate che una fittizia in 6?

I consulenti dovranno spiegare ai propri clienti che al 31 luglio si versa una rata doppia, è vero senza interessi, ma sempre di importo maggiorato rispetto a quanto previsto (e a quanto i contribuenti si sarebbero aspettati).

Se il contribuente intende avvalersi della rateazione massima prevista (ultima rata al 30 novembre) dovrà comunque saldare il 20% del debito totale alla prima rata di scadenza. Il problema si pone per qualsiasi rateazione venga opzionata, la prima rimane sempre una maxi rata; inoltre non si rende possibile l’opzione di pagamento in sole 2 rate: entrambe scadrebbero il 31 luglio e quindi non vi sarebbe rateazione nei fatti, ma solo nei codicini dell’F24!

Ecco, il surrealismo continua perché se si sceglie la rateazione, il modello F24 del 31 luglio deve prevedere l’indicazione analitica delle rate (1 e 2) che si pagano: se per errore si pagasse la maxi rata con un unico rigo, si rischierebbe il controllo formale.

Perchè è facile prevedere una gestione complessa del rapporto consulente-contribuente?

Perchè appare impossibile spiegare la scelta del Fisco sotto qualsiasi logica, perché il contribuente medio pensa di dover versare 5 rate di pari importo. Inoltre tale situazione di maxi rata impone di verificare subito la gestione finanziaria del contribuente che dovrà versare la gran parte del debito d’imposta (il 50% circa) entro il 31 agosto. Il problema si acuisce perché l’opzione per la rateazione è molto apprezzata da quei contribuenti che non dispongono delle disponibilità finanziarie tali da sostenere il pagamento in unica soluzione e pertanto l’applicazione di una maxi rata potrebbe essere molto sgradita.

Il consiglio per il consulente è di preavvertire i clienti della situazione per evitare spiacevoli sorprese sotto scadenza.

Continuando con le problematiche, bisogna fare attenzione in caso di ravvedimento operoso, perché (come accennato sopra) il 31 luglio scadono i termini per il versamento di 2 rate, pertanto nel modello F24 andranno compilati i 2 distinti righi.

6 giugno 2017

Luca Bianchi


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