Contenzioso fiscale e sospensione estiva dei termini: oggi si riparte

L’art. 1 della legge 7 ottobre 1969, n. 742 che, per ius receptum, si applica anche al rito tributario, dispone che “il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni ordinarie ed a quelle amministrative è sospeso di diritto dal 1° agosto al 15 settembre di ciascun anno e riprende a decorrere alla fine del periodo di sospensione”. Pertanto, durante questi 46 giorni, tutte le scadenze processuali si interrompono e, nel caso in cui la decorrenza del termine abbia avuto inizio prima del 1° agosto, il tempo assegnato dal legislatore per il compimento dell’adempimento (presentazione del ricorso, deposito di atti…) riprenderà a decorrere alla fine del periodo di sospensione, con ciò determinandosi una parentesi temporale.
Ripartono, quindi, a breve tutte le attività fiscali.
CONTENZIOSO
Il periodo di sospensione è valso per tutte le liti tributarie e quindi sono state soggette alla sospensione tutti gli atti indicati all’art. 19 del D. Lgs. 546/1992, che identifica gli atti impugnabili nonchè l’oggetto del ricorso.
La sospensione ha trovato applicazione per tutti gli adempimenti processuali cui sono tenuti sia il ricorrente (contribuente) che la parte resistente (uffici finanziari, ente locale, Concessionario per la riscossione).
Invece, la sospensione, per effetto di quanto disposto dall’art. 3 della legge 742/1996, non trova applicazione ai procedimenti cautelari.
La mediazione
Come è noto, l’art. 17-bis, del D.Lgs.n.546/92, norma introdotta dall’art. 39, c. 9, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, ha istituzionalizzato il cd. reclamo mediazione.
L’art.1, c. 611, lett. a, della legge n. 147 del 27 dicembre 2013 (cd. Legge di stabilità 2014) ha inciso sull’art. 17-bis, del D.Lgs.n.546/92.
Il comma 9 dell’articolo 17-bis del D.Lgs. n. 546 del 1992, stabilisce che “Decorsi novanta giorni senza che sia stato notificato l’accoglimento del reclamo o senza che sia stata conclusa la mediazione, il reclamo produce gli effetti del ricorso. I termini di cui agli articoli 22 e 23 decorrono dalla predetta data”.
L’art. 1, c. 611, della legge n. 147 del 2013, ha eliminato i successivi periodi, in base ai quali “Se l’Agenzia delle entrate respinge il reclamo in data antecedente, i predetti termini decorrono dal ricevimento del diniego. In caso di accoglimento parziale del reclamo, i predetti termini decorrono dalla notificazione dell’atto di accoglimento parziale”, ed ha aggiunto il seguente “Ai fini del computo del termine di novanta giorni, si applicano le disposizioni sui termini processuali”.
Quindi, per le istanze presentate avverso gli atti notificati a decorrere dal 2 marzo 2014, qualora il procedimento di mediazione non si sia concluso con un accoglimento o con la formalizzazione di un accordo, i termini per la costituzione in giudizio delle parti di cui agli artt. 22 e 23 del D.Lgs. n. 546 del 1992 decorrono, in ogni caso, dal compimento dei 90 giorni dal ricevimento dell’istanza da parte dell’Ufficio.
In altri termini, osserva la circolare n. 1/2014, la notifica del provvedimento dell’Ufficio che respinge o accoglie parzialmente l’istanza non rileva ai fini della decorrenza dei termini per la costituzione in giudizio delle parti.
Inoltre, il termine di 90 giorni deve essere computato applicando le disposizioni sui termini processuali e quindi tenendo conto anche della sospensione feriale dei termini processuali dal 1° agosto al 15 settembre, di cui alla legge n. 742 del 969. Trovano, ancora, applicazione tutte le disposizioni relative alla sospensione o interruzione dei termini processuali. In pratica, dal 16 settembre ripartono i termini per la mediazione.
STRUMENTI DEFLATIVI DEL CONTENZIOSO
L’accertamento con adesione…

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