La sospensione feriale dei termini: alcuni effetti pratici

 

Premessa

In tempi come questi, di marcata flessione economica, il quotidiano arrivo della posta, per il momento ancora mediante il tradizionale, e tanto vituperato postino, genera non poca apprensione ed ansia nel povero e malcapitato contribuente. Con le famigerate buste color verde malva, di nota provenienza, si scatenano infatti guai a non finire. Finalmente, come di consueto, giunge la pausa estiva, che interessa anche i termini relativi alle liti in essere, o soltanto potenziali col fisco. Se quindi le tristi notifiche potranno proseguire, avremo almeno più tempo per riflettere sulle contromosse da approntare.

Riferimenti normativi – Estensione al contenzioso tributario della sospensione feriale

L’articolo 1 della legge n. 742 del 7 ottobre 1969 recita testualmente: “il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni ordinarie ed a quelle amministrative, è sospeso di diritto dal 1° agosto al 15 settembre di ciascun anno, e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione”.
Siccome, non di rado, i termini giuridici sono piuttosto criptici, e suscettibili di crearci non pochi mal di pancia, non appare superfluo effettuare una precisazione in merito. Se un approccio letterale alla norma, potrebbe infatti farci dedurre l’esclusione della sua applicazione al giudizio tributario, di fronte ad un successivo approfondimento, possiamo sostenere che la giurisprudenza dominante (Cassazione, sentenze nn. 2880 del 02.07.77 e 4541 del 30.07.84), se pur ormai datata, ritiene che le Commissioni Tributarie, pur avendo una giurisprudenza speciale, diversa da quelle ordinaria ed amministrativa, sono a pieno titolo soggette alle disposizioni di cui alla legge n. 472 del 1969. Quanto precede, stante la portata generale della stessa legge: concetto peraltro ribadito, a più riprese (Cassazione, sentenze nn. 3438 del 26.05.80 e 4174 del 17.07.79), da ulteriori pronunce della Suprema Corte .

Ratio della disposizione sulla sospensione feriale.

La sospensione feriale dei termini ha una funzione di garanzia nei riguardi della parte interessata, e rappresenta una manifestazione del diritto inviolabile alla difesa, come espresso dall’articolo 24 della Costituzione, e la sua ratio è compiutamente richiamata da quanto affermato dalla Corte Costituzionale, nella propria sentenza n. 49 del 02.02.90. Nel corso della predetta sentenza, si afferma che la sospensione dei termini processuali nel periodo feriale trova la propria ragion d’essere nell’esigenza di garantire un periodo di riposo agli avvocati ed ai procuratori legali. Di converso, quindi, tale sospensione va collegata alla particolare difficoltà di ottenere l’assistenza di un difensore durante tale periodo. Dunque la sospensione feriale si rende necessaria ogni qual volta la possibilità di agire in giudizio costituisca per il titolare l’unico rimedio per far valere, a pena di decadenza, un suo diritto : e questo è il caso, purtroppo spesso, dei rapporti tra contribuenti e fisco.

Ipotesi nelle quali non trova applicazione la sospensione feriale : cenni

Per esplicita previsione degli articoli 2 e 5 della legge n. 742 del 1969, la sospensione non trova applicazione in diverse ipotesi, che concernono la materia penale, civile ed amministrativa. Limitandosi ad un cenno al solo ambito civilistico, si pensi tra le tante fattispecie interessate, alle cause in materia di:

alimenti ;

procedimenti cautelari in materia di sospensioni dell’esecutività di un atto impositivo ;

provvedimenti di interdizione o inabilitazione ;

procedimenti di sfratto e di opposizioni all’esecuzione ;

dichiarazione e revoca di fallimento ;

controversie di lavoro ;

controversie in materia di previdenza obbligatoria.

Passiamo ora ad esaminare con attenzione le più frequenti ipotesi applicative e le implicazioni del periodo di …

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