La motivazione esatta per anticipare l’invio dell’accertamento (che non può essere l’imminente scadenza del termine di verifica!)

di Mario Agostinelli

Pubblicato il 11 aprile 2014

la notifica dell’accertamento prima della scadenza del termine di 60 giorni dalla data di chiusura delle operazioni di verifica, rende nullo l’atto di accertamento stesso, anche se l’agenzia delle entrate adduce, quale motivazione di particolare urgenza, l’imminente scadenza del termine di verifica!

La notifica dell’accertamento prima della scadenza del termine di 60 giorni dalla data di chiusura delle operazioni di verifica, rende nullo l’atto di accertamento stesso, anche se l’agenzia delle entrate adduce, quale motivazione di particolare urgenza, l’imminente scadenza del termine di verifica.

È quanto affermato dalla suprema corte di Cassazione nella sentenza n. 3142 del 12 febbraio 2014, con la quale i giudici ermellini elaborano una sintesi di chiusura, quasi perfetta, della corretta interpretazione della controversia disposizione normativa del comma 7 dell’articolo 12 della L. 212/2000.

Come noto, tale norma prevede che: “nel rispetto del principio di cooperazione tra amministrazione e contribuente, dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, il contribuente può comunicare entro 60 giorni osservazioni e richieste che sono valutate dagli uffici. L’avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del predetto termine, salvo casi di particolare e motivata urgenza”.

La norma ha la funzione di dare diretta attuazione ad un principio generale comunitario inderogabile nonché ai principi costituzionali indicati negli articoli 3, 53 e 97 della Cost..

In particolare, osservano i supremi giudici, come già stabilito dalle SSUU in data 29 luglio 2013 n. 18184, la norma in trattativa costituisce concreta attuazione dei principi di collaborazione e buona fede che, a loro volta, sono diretta applicazione dei principi costituzionali di buon andamento e imparzialità dell’amminis