Accertamento anticipato e motivazione dell’urgenza

di Francesco Buetto

Pubblicato il 10 agosto 2012

quando il Fisco decide di anticipare un accertamento deve motivare nell'atto i motivi che giustificano la cosiddetta "urgenza"

Con Ordinanza del 5 luglio 2012, n. 11347, la Corte di Cassazione si è espressa sulla base del principio, da ultimo affermato dalla Corte (Cass. n. 22320/2010, Cass. n. 10381/2011), che, valorizzando le considerazioni espresse dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 244/2009, ha affermato che la sanzione della nullità dell’avviso di accertamento va ricollegata alla assenza di motivazione in ordine all’eventuale urgenza che ne ha determinato l’adozione.

Invero, la CTR, aveva riformato la decisione di primo grado, ed in accoglimento dell’appello della contribuente ha dichiarato illegittimo l’avviso di accertamento impugnato, in quanto notificato entro il termine di sessanta giorni dalla chiusura della verifica, in violazione dell’art. 12 comma 7° della Legge n. 212/2000; termine ritenuto perentorio.

Atteso che per la Corte di Cassazione la decisione impugnata, che ricollega l’illegittimità dell’accertamento alla mera inosservanza del termine, previsto dal citato art. 12, sembra aver fatto malgoverno del principio affermato con le richiamate pronunce, accoglie, nei sensi esplicitati, il ricorso, cassa l’impugnata decisione e rinvia, anche per le spese, ad altra sezione della Commissione Tributaria di Secondo Grado.

 

Brevi note

Ancora di recente, con sentenza n. 4687 del 23 marzo 2012 (ud 14 marzo 2012) la Corte di Cassazione, tornata ad occuparsi del cd. accertamento anticipato, ha affermato che “la sanzione di invalidità dell'atto - prevista in via generale dalla L. n. 241 del 1990, art. 21 septies, e con specifico riferimento all'accertamento delle imposte sui redditi e dell'IVA rispettivamente dal D.P.R. n. 600 del 1973, art. 42, commi 2 e 3, e dal D.P.R. n. 633 del 1972, art. 56, comma 5 - consegue, quindi, solo quando l'avviso medesimo non rechi motivazion