Credito d’imposta per aziende che formano neolaureati

di Antonella Madia

Pubblicato il 22 luglio 2022

Approvato il Decreto che introduce specifiche disposizioni relative a un credito d’imposta a favore di iniziative formative per neolaureati, promuovendo il loro inserimento all’interno del sistema produttivo.
Vediamo meglio cosa comporta tale agevolazione.

Donazioni per borse di studio e formazione: credito di imposta per le aziende che formano neolaureati

credito imposta formazione neolaureatiL’articolo 1, comma 536-539 della Legge di Bilancio 2021, L. n. 178 del 30 dicembre 2020, ha previsto un apposito contributo sotto forma di credito d’imposta utilizzabile esclusivamente in compensazione, allo scopo di sostenere l’investimento in capitale umano in settori strategici per lo sviluppo economico e sociale del paese, promuovendo al contempo l’inserimento di giovani neolaureati nel sistema produttivo.

Possono accedere a questo credito d’imposta tutte le aziende che sostengono finanziariamente:

  • borse di studio;
     
  • iniziative formative promosse da parte di Università pubbliche e private, Istituti di formazione avanzata, o scuole di formazione manageriale pubbliche e private;

tramite donazioni.

Tale credito d’imposta vale solamente però per le attività effettuate nell’anno 2021 o 2022.

 

Quali attività permettono il credito?

Le aziende potranno accedere così ad un apposito credito d’imposta qualora contribuiscano alla creazione di apposite borse di studio o attività di tipo formativo che permettano la nascita di corsi di perfezionamento, aggiornamento, master di I o II livello, così come altri corsi formativi, che permettano al soggetto che vi partecipa la maturazione di 60 crediti formativi universitari per formazione manageriale, master post-lauream, master excecutive o istruzione post-universitaria.

Qualora non si consenta il riconoscimento di 60 crediti formativi, le istituzioni che predispongono tale formazione, dovranno almeno comprendere 700 ore di formazione in aula, con una durata complessiva non inferiore alle 1000 ore, e in aggiunta dovranno essere accreditate ASFOR, EQUIS O AACSB.

 

I controlli

L’agevolazione viene riconosciuta previa verifica da parte del Ministero dell’Università dell’ammissibilità della stessa, nel rispetto del limite di spesa previsto.

A tale scopo, tutte le strutture formative ammesse all’accesso a tali percorsi di formazione dovranno comunicare tutte le donazioni effettuate sia nel 2021 che nel 2022 per l’attivazione di borse di studio.

 

Quali vantaggi per le aziende e limiti di spesa

Il contributo sotto forma di credito d’imposta potrà essere riconosciuto:

  • fino al 100% per le piccole e microimprese;
     
  • fino al 90% per le medie imprese;
     
  • e fino all’80% per le grandi imprese;

fino all’importo massimo erogato in termini di donazioni di 100.000 € annui nell’anno 2021 o nell’anno 2022, tenendo però conto del limite di spesa annua massima pari a 500.000 €.

Qualora l’ammontare dei crediti di imposta complessivamente richiesti sia superiore alle somme stanziate per l’agevolazione, essa verrà riconosciuta integralmente solamente fino alla conclusione delle risorse disponibili, seguendo l’ordine cronologico di presentazione delle istanze.

Quindi, sulla base di quanto detto finora, per poter accedere a tale misura saranno stilate delle apposite graduatorie da parte del Ministero, che analizzerà le domande in ordine cronologico, stilando un elenco dei soggetti beneficiari fino a concorrenza delle risorse massime stanziate.

 

Istanza di accesso

Per quanto riguarda i dati da inserire all’interno dell’istanza di accesso, il Decreto Ministeriale del 19 novembre 2021 sottolinea che devono essere necessariamente inseriti i seguenti dati:

  1. elementi identificativi del soggetto beneficiario e del soggetto promotore;
     
  2. ammontare della donazione;
     
  3. ammontare del credito d'imposta richiesto.

 

Come usare il credito, controlli e revoche

Si segnala nuovamente che il credito d’imposta potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione, presentando il Modello F24 attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Il credito di imposta potrà essere utilizzato in compensazione a decorrere dal quindicesimo giorno successivo a quello in cui è stata data comunicazione al beneficiario del riconoscimento del credito da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca.

A tal proposito si segnala che il Ministero medesimo eseguirà controlli a campione per accertare i casi di indebita o fruizione del credito di imposta.

Qualora l’Agenzia delle Entrate accerti durante l’ordinaria attività di controllo un’eventuale indebita fruizione, ne darà comunicazione al Ministero, per provvedere al recupero di quanto corrisposto.

Il credito di imposta può essere revocato quindi:

  1. nel caso in cui si accerti l'insussistenza di uno dei requisiti soggettivi o oggettivi di cui al Decreto;
     
  2. nel caso in cui la documentazione presentata contenga elementi non veritieri o sia incompleta;
     
  3. in caso di accertamento della falsità delle dichiarazioni rese.

 

A cura di Antonella Madia

Venerdì 22 luglio 2022