Il nuovo contributo a fondo perduto del decreto Sostegni

di Angelo Facchini

Pubblicato il 23 marzo 2021

Il più importante intervento del decreto Sostegni è il nuovo contributo a Fondo Perduto aperto a tutte le partite IVA che hanno subito un calo di fatturato causa Covid. Ecco un ripasso delle regole per accedere al Fondo Perduto e per quantificare il contributo in arrivo.

Decreto Sostegni: il nuovo contributo a fondo perduto

fondo perduto decreto sostegniIl decreto Sostegni viene incontro agli imprenditori ed ai professionisti riconoscendogli un contributo a fondo perduto legato alle perdite economiche legate alla pandemia da Covid-19.

L’art. 1 - commi da 1 a 9 - inquadra i beneficiari nei soggetti titolari di partita Iva, residenti o stabiliti nel territorio nazionale, che svolgono attività d’impresa, arte o professione o producono reddito agrario.

Il contributo spetta se i compensi e i ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 non sono superiori a 10 milioni di euro, e se l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 abbia subito, rispetto al 2019, un decremento di almeno il 30%.

I soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019 devono considerare i mesi successivi a quello di attivazione della stessa.

Il requisito non è richiesto per i soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019.

Il contributo è di: 1.000 euro per le persone fisiche; 2.000 euro per i soggetti diversi, e fino ad un importo massimo di 150.000 euro.

 

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Soggetti esclusi

Sono esclusi:

  • i soggetti la cui attività risulti cessata al 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto);
     
  • i soggetti che hanno attivato la partita IVA dopo il 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto);
     
  • gli enti pubblici di cui all’art. 74 del TUIR;
     
  • gli intermediari finanziari e le società di partecipazione di cui all’art. 162-bis del TUIR.

 

Misura del contributo

Il contributo è determinato in misura pari all’importo ottenuto applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019.

Nel dettaglio:

  • 60% per i soggetti con ricavi e compensi non superiori a 100.000 euro;
     
  • 50% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 100.000 euro e fino a 400.000 euro;
     
  • 40% per i soggetti con ricavi e compensi superiori a 400.000 euro e fino a 1 milione di euro;
     
  • 30% per i soggetti con ricavi e compensi superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro;
     
  • 20% per i soggetti con ricavi e compensi superiori a 5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro.

 

Modalità di erogazione

La novità di questa tornata di contributi a fondo perduto è la scelta, a cura del beneficiario, del modo di ottenimento delle somme.

Si potrà ottenere l’accredito sul proprio conto corrente, oppure un credito d'imposta, da utilizzare esclusivamente in compensazione tramite modello F24.

L’ottenimento del contributo è legato alla presentazione di domanda telematica, anche per il tramite degli intermediari abilitati, entro 60 giorni dalla data di avvio della procedura per la presentazione della stessa.

Non sono previsti automatismi come in precedenza stabilito dai decreti Ristori.

Le modalità di trasmissione, il contenuto e i termini di presentazione saranno definiti con un nuovo provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate.

Riguardo, poi, le modalità di erogazione, il regime sanzionatorio e le attività di controllo sono applicabili le disposizioni di cui all’art. 25, commi da 9 a 14 del decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020).

Il contributo spetta nei limiti del Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato.

 

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A cura di Angelo Facchini

Mercoledì 23 marzo 2021

di Mattavelli Alessandro

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