Quarantena, sorveglianza sanitaria e smart working: quando interviene la malattia

Come gestire i casi di quarantena e sorveglianza durante il rapporto di lavoro? In quali circostanze ci si può avvalere della prestazione della malattia e in quali casi non è concesso? A tali domande rispondono diversi interventi di prassi introdotti dall’Istituto Previdenziale al fine di rendere meno complicato il quadro degli strumenti introdotti durante l’emergenza sanitaria in corso.

Quarantena e malattia: i chiarimenti dell’INPS

quarantena smart working malattiaA seguito delle repentine modificazioni in materia di gestione dei rapporti di lavoro durante l’emergenza Covid-19, l’Istituto Previdenziale, come tutti gli enti preposti, è tenuto a un aggiornamento costante delle disposizioni operative in modo da essere perfettamente in linea con il dettato normativo.

Ciò vale anche con riferimento alla gestione della malattia, e più in particolare, relativamente al rapporto tra malattia e situazioni quali quarantena, sorveglianza sanitaria e smart working, ma anche quarantena scolastica dei figli (il cui congedo apposito è stato di recente introdotto).

Allo scopo di chiarire i dubbi, e a seguito dei precedenti Messaggi INPS n. 1822 del 30 aprile 2020 e n. 2584 del 24 giugno 2020, l’Istituto fornisce ulteriori (e certamente non ultimi) chiarimenti con il Messaggio n. 3653 del 9 ottobre 2020.

Per approfondire puoi leggere:

“Quarantena dei figli: astensione o smart-working nell’ultimo Decreto Legge”

“Malattia equiparata a quarantena: i chiarimenti dell’INPS”

 

Quando interviene la malattia

Secondo quanto recentemente specificato con il Messaggio suddetto, l’INPS specifica che sia quarantena che sorveglianza precauzionale per i soggetti fragili, ai sensi dei commi 1 e 2 dell’art. 26, D.L. n. 18/2020, non devono essere considerati come incapacità temporanea al lavoro, e di conseguenza non impediscono in assoluto lo svolgimento della prestazione lavorativa, cosicché tali circostanze sono da considerare come “situazioni di rischio per il lavoratore e per la collettività che il legislatore ha inteso tutelare equiparando, ai fini del trattamento economico, tali fattispecie alla malattia e alla degenza ospedaliera”.

Perciò nel caso in cui il soggetto fragile o il lavoratore in quarantena continuino a svolgere la propria attività di lavoro presso il proprio domicilio sulla base di accordi con il proprio datore di lavoro, l’attività in essere non determina lo scattare della tutela della malattia perché non si ha la sospensione dell’attività e della conseguente retribuzione.

Diverso è invece il caso della malattia conclamata: in tale circostanza infatti scatta la tutela della malattia, compensativa della perdita di guadagno, in quanto il lavoratore in tale circostanza è temporaneamente incapace al lavoro.

 

“Zone rosse” per ordinanza amministrativa locale

Diverso ancora, secondo l’INPS, è il caso della quarantena per ordinanza amministrativa locale che dispone il divieto di allontanamento dei cittadini da un determinato territorio e del suo rapporto con quanto previsto con l’art 26, comma 1 del D.L. n. 18/2020.

Come segnalato dall’Istituto, sono emerse perplessità in relazione all’interpretazione della norma, che vede nella certificazione della malattia il canale per la richiesta della prestazione.

A seguito dell’entrata in vigore del Decreto Agosto, D.L. n. 104/2020, l’art. 19 prevede ora che i lavoratori domiciliati in Comuni per i quali la pubblica autorità abbia emanato provvedimenti di contenimento e di divieto di allontanamento dal proprio territorio disponendo l’obbligo di permanenza domiciliare in ragione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, godano di specifiche tutele, in quanto impossibilitati a raggiungere il luogo di lavoro.

Ciò vale però limitatamente alle imprese operanti nelle Regioni Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia.

In tale circostanza i datori di lavoro che operano nelle Regioni citate possono presentare, per tali soggetti, domanda di accesso ai trattamenti di integrazione salariale.

Secondo l’INPS, pur se limitata ad alcuni albiti regionali, tale disposizione consentirebbe di affermare che in tutti i casi di ordinanze o provvedimenti di autorità amministrative che di fatto impediscano ai soggetti di svolgere la propria attività lavorativa non è possibile procedere con il riconoscimento della tutela della quarantena, in quanto quest’ultimo…

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