Conversione Decreto Rilancio: le novità per il lavoro

Con la conversione del Decreto Legge n. 34/2020 ad opera della Legge n. 77 del 17 luglio 2020 è cambiato nuovamente l’impianto normativo post-emergenza Covid-19, con conseguenti ricadute anche in materia di risvolti giuslavoristici e previdenziali, tali per cui è bene riepilogare alcune delle novità della normativa modificata e resa ora definitiva dalla conversione in Legge.

Le novità per il lavoro dal Decreto Rilancio: premessa

conversione decreto rilancio novità lavoroLa Legge n. 77 del 17 luglio 2020 ha operato la conversione del D.L. n. 34/2020, ossia del Decreto Rilancio. Il testo esce quindi dalle aule parlamentari con novità sul tema lavoro rispetto alla versione iniziale, cosicché si rende necessario andare ad analizzare nei dettagli quali sono gli interventi più importanti in materia di lavoro e previdenza, e quali ricadute avranno nella pratica.

 

Modifiche in materia di cassa integrazione

La Legge n. 77/2020 prevede diverse novità per quanto riguarda la gestione degli ammortizzatori sociali, andando a “correggere il tiro” di alcune norme che nella pratica hanno creato problematiche, o per le quali era possibile un perfezionamento.

L’art. 68 del Decreto Rilancio subisce così delle modifiche.

Tale norma, lo si sottolinea, apporta modifiche a un ulteriore Decreto, ossia il decreto “Cura Italia”, D.L. n. 18/2020, e in particolare, l’art. 68, comma 1, del Decreto Rilancio interviene su quanto previsto dall’art. 19 del Cura Italia, rubricato “Modifiche all’articolo 19 in materia di trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario”.

Si prevede così che, relativamente alla cassa integrazione di cui al comma 1 dell’art. 19, la domanda non dovrà più essere presentata “in ogni caso” entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa, bensì entro la fine del mese successivo a quello nel quale ha avuto inizio tale periodo, a pena di decadenza.

Inoltre, dopo il comma 2 dell’art. 19 D.L. n. 18/2020 è aggiunto il comma 2-bis, il quale prevede che:

il termine di presentazione delle domande riferite a periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa che hanno avuto inizio tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020 è fissato, a pena di decadenza, al 15 luglio 2020”.

Tale comma continua trattando l’argomento della erronea presentazione della domanda per trattamenti diversi da quelli a cui avrebbero avuto diritto o comunque con errori o omissioni che ne hanno impedito l’accettazione”.

Si prevede in tale circostanza che i datori di lavoro interessati, “a pena di decadenza, entro trenta giorni dalla comunicazione dell’errore nella precedente istanza da parte dell’amministrazione di riferimento, anche nelle more della revoca dell’eventuale provvedimento di concessione emanato dall’amministrazione competente”, potranno effettuare nuovamente domanda nelle modalità corrette.

Resta fermo che la domanda è da considerarsi tempestiva, se effettuata entro il 17 luglio 2020 (anche se l’evento che genera la domanda è più risalente nel tempo).

Tra le novità più importanti, si ricorda che le settimane di cassa integrazione spendibili da parte delle aziende non sono più 9, ma sono incrementate di ulteriori 5 settimane per chi abbia già fruito interamente delle 9 settimane.

Per periodi decorrenti dal 1° settembre 2020 al 31 ottobre 2020 è inoltre possibile fruire di ulteriori 4 settimane di CIG.

 

Modifiche alla cassa integrazione in deroga

L’art. 70, comma 1, introduce numerose novità per quanto riguarda la cassa integrazione in deroga. In particolare, anche in tal caso si prevede che la durata massima di 9 settimane di trattamento di integrazione salariale sia incrementato di ulteriori 5 settimane per i datori di lavoro che abbiano già interamente usufruito del periodo di 9 settimane.

Nel caso in cui l’azienda abbia già usufruito anche dell’ulteriore periodo di 5 settimane, sarà possibile accedere ad ulteriori 4 settimane di trattamento di integrazione salariale.

La novità più importante in tale caso riguarda il fatto che – ad eccezione del primo periodo di 9 settimane – la domanda dovrà essere inviata direttamente all’INPS anche per le aziende che rientrano nel campo di applicazione della Cassa di integrazione in deroga (che…

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