Associazioni sportive dilettantistiche e contributi a fondo perduto

Il Decreto Rilancio ha esteso il contributo a fondo perduto alle associazioni sportive dilettantistiche. In merito si è espressa anche l’Agenzia delle Entrate: ecco come determinare fatturato e corrispettivi

Associazioni sportive dilettantistiche e contributi a fondo perdutoLe associazioni sportive dilettantistiche potranno beneficiare del contributo a fondo perduto di cui all’art. 25 del decreto – legge 19 maggio 2020, n. 34.

La soluzione si desume letteralmente dalla lettura della citata disposizione.

Inoltre, l’indicazione è stata fornita direttamente dall’Agenzia delle entrate con la Circolare n. 15/E del 13 giugno 2020.

(Per approfondire…”Emergenza Covid 19: il trattamento fiscale dei nuovi contributi a fondo perduto“)

 

Associazioni sportive dilettantistiche e contributi a fondo perduto: l’interpretazione della disposizione

L’articolo 25 del “decreto Rilancio” non ha circoscritto il diritto a beneficiare del contributo alle sole imprese o ai lavoratori autonomi. Il comma 1 dispone che:

“Al fine di sostenere i soggetti colpiti dall’emergenza epidemiologica di “Covid-19”, è riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita Iva, …”.

Il legislatore ha dunque fatto riferimento, quale presupposto essenziale per poter beneficiare del contributo, non al soggetto, ma all’attività d’impresa esercitata.

Ne consegue che possono ricevere il predetto contributo anche le associazioni sportive dilettantistiche a condizione che esercitino, sia pure marginalmente, un’attività avente natura commerciale.

Se il sodalizio sportivo esercita esclusivamente un’attività istituzionale, quindi non è in possesso del numero di partita Iva, la disposizione in esame non potrà trovare applicazione.

 

Contributi a fondo perduto per le associazioni sportive dilettantistiche: i chiarimenti dell’Agenzia delle entrate

L’Agenzia entrate ha fornito i necessari chiarimenti riguardanti anche i soggetti beneficiari della disposizione, con la citata Circolare n. 15/E, ed in particolare al paragrafo 1 riguardante l’ambito soggettivo.

Il documento di prassi ha affermato espressamente che sono compresi nel perimetro applicativo della disposizione gli “enti non commerciali di cui alla lettera c), del comma 1, dell’articolo 73 del TUIR che esercitano, in via non prevalente o esclusiva, un’attività in regime d’impresa in base ai criteri stabiliti dall’articolo 55 del TUIR, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti”.

Le indicazioni fornite dall’Amministrazione finanziaria riguardano, in generale, ogni ente non commerciale e non solo le associazioni sportive dilettantistiche.

L’affermazione vuole significare che se l’ente esercita prevalentemente un’attività avente natura commerciale il contributo non spetta.

Tale limitazione può essere ragionevolmente spiegata solo considerando l’art. 149 del TUIR.

Tale disposizione determina la perdita della qualifica di ente non commerciale, laddove l’attività prevalentemente esercitata abbia natura commerciale.

Invece, la perdita della qualifica non interessa le associazioni sportive e neppure gli enti religiosi. Infatti, in tale ipotesi, la disposizione stessa prevede espressamente l’inapplicabilità.

E’ dunque irrilevante che il sodalizio sportivo eserciti prevalentemente attività aventi natura commerciale.

Il legislatore non ha inteso prevedere un trattamento di favore, ma ha tenuto conto che in molti casi i proventi commerciali conseguiti dalle associazioni sportive sono costituiti dalle sponsorizzazioni.

E’ dunque frequente che le entrate commerciali siano superiori a quelle istituzionali costituite dalle quote associative e dalle donazioni.

Per tale ragione, in considerazione delle peculiarità delle associazioni sportive, il legislatore ha previsto espressamente che l’articolo 149, avente ad oggetto l’individuazione dei presupposti che determinano la perdita della qualifica, non si applichi alle associazioni sportive dilettantistiche.

Pertanto l’affermazione della circolare secondo cui la prevalenza dell’attività commerciale…

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