Locazione parziale dell’abitazione principale

Circolare Settimanale Commercialista TelematicoÈ palese che qualora il proprietario di un immobile con caratteristiche di abitazione principale abbia ivi stabilito la sua dimora abituale, nonché la sua residenza, beneficia di tutte le agevolazioni fiscali e dell’esenzione dall’IMU.

Stando alla definizione di abitazione principale fornita dal comma 2 dell’articolo 13, D.L. n. 201/2011, convertito dalla Legge n. 214/2011, deve ritenersi tale l’unità immobiliare nella quale il soggetto passivo e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

Alla luce di tale determinazione sembra plausibile supporre che la locazione di parte della propria abitazione non faccia perdere i diritti acquisti né in termini di imposte dirette né di tassazione patrimoniale.

Non di meno, stando alla definizione di locazione fornita dall’articolo 1571 del Codice Civile deve ritenersi tale il contratto per mezzo del quale una parte si obbliga a far godere all’altra un bene mobile o immobile per un dato tempo, a fronte del pagamento di un corrispettivo.

A ben vedere quindi, la locazione parziale di un immobile ha, quale differenza rispetto quella totale, la circostanza che, con l’accordo, non si concede l’esclusività del godimento del bene, ma solo limitata.

Di conseguenza, il Legislatore non sembra voler in nessun caso penalizzare il proprietario dell’unico immobile dell’abitazione principale, anche qualora questo decida di locarla parzialmente.

L’unico elemento essenziale, ai fini della fruizione delle agevolazioni prima casa, è che vi mantenga la residenza e che vi dimori abitualmente.

Aspetto questo non di poco conto se si pensa che fino al 31.12.2011 era previsto (cfr. Circolare n. 3/E/2012) che nella circostanza in questione (locazione parziale della prima casa) doveva ritenersi applicabile l’IMU nel caso in cui l’importo della rendita catastale rivalutata del 5% fosse risultato superiore rispetto al canone annuo di locazione (abbattuto della riduzione spettante, ovvero considerato nel suo intero ammontare nel caso di cedolare secca).

Al contrario dovevano ritenersi dovute tanto l’IMU che l’IRPEF qualora l’importo del canone di locazione (abbattuto della riduzione spettante, ovvero considerato nel suo intero ammontare nel caso di cedolare secca) fosse stato di ammontare superiore alla rendita catastale rivalutata del 5%.

Ad oggi invece, sussistendo i requisiti (residenza e domicilio del proprietario), l’unità immobiliare parzialmente locata non perde le caratteristiche dell’abitazione principale con le conseguenti agevolazioni.

Ovviamente il reddito derivante dalla locazione parziale sarà tassato in modo ordinario o con cedolare secca e indicato nel modello Redditi.

Gianfranco Costa e Alessandro Tatone

16 luglio 2018

QUESTO ARTICOLO E’ ESTRATTO DALLA NOSTRA CIRCOLARE SETTIMANALE

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