La riforma del Terzo Settore in 12 pagine

Gli enti non commerciali sono stati interessati dalla generale rivisitazione delle disposizioni che regolano il “non profit”, ad opera del D.Lgs. 3.7.2017, n. 117 (codice del terzo settore).

Gli enti del terzo settore (ETS), di cui all’art. 4 del codice del terzo settore (CTS), si suddividono nelle varie tipologie previste dal codice stesso, ed esercitano in via esclusiva o principale una o più attività di interesse generale per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

Le attività di interesse generale sono quelle individuate dall’art. 5 CTS, comprendenti tra l’altro: gli interventi e i servizi sociali finalizzati a rimuovere e a superare le situazioni di bisogno e di difficoltà; le prestazioni sanitarie e socio-sanitarie; l’educazione, l’istruzione e la formazione professionale; la salvaguardia dell’ambiente; la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio; la formazione universitaria e post-universitaria; la ricerca scientifica di particolare interesse sociale; l’organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale (e via elencando).

L’art. 6 del CTS consente agli ETS l’esercizio di attività diverse da quelle di interesse generale, a condizione che l’atto costitutivo o lo statuto lo consentano e che tali attività siano secondarie e strumentali rispetto alle attività di interesse generale.

La materia è stata oggetto della circolare emanata dal CNDCEC nel mese di novembre 2017, che ha focalizzato gli aspetti maggiormente innovativi del CTS.

Le attività secondarie

La circolare del CNDCEC si concentra dapprima sulle attività secondarie strumentali che possono essere esercitate dagli ETS, i cui limiti e i relativi criteri per il riconoscimento sono affidati a un decreto interministeriale ancora da emanare.
Del carattere strumentale o sussidiario dell’attività tiene conto l’organo di amministrazione dell’ente, tenuto a fornire ampia documentazione nella relazione al bilancio o nella relazione di missione.
Il finanziamento delle attività di interesse generale dell’ETS può avvenire tramite attività di raccolta fondi anche in forma organizzata e continuativa, impiegando sia risorse dell’ente, inclusi volontari e dipendenti, che risorse di terzi, nel rispetto dei principi di trasparenza e correttezza nei confronti dei sostenitori.

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