Contabilità (semplificata) per cassa: alcuni utili appunti sulle scritture contabili e la tenuta dei registri

semplificate-2017L’art. 18 del D.P.R. n. 600/1973 disciplina gli obblighi contabili per le imprese minori. Il Legislatore si è ben reso conto che la determinazione del reddito in base al nuovo principio di cassa – contabilità per cassa – darà luogo ad un aggravio di adempimento amministrativi. Per tale ragione ha previsto alcune semplificazioni contabili. Una di queste è disciplinata dal comma 5 dell’articolo 18 in rassegna.

La disposizione prevede che i contribuenti possono tenere esclusivamente i registri ai fini dell’imposta sul valore aggiunto “senza operare annotazioni relative a incassi e pagamenti … In tal caso, per finalità di semplificazione si presume che la data di registrazione dei documenti coincida con quella in cui è intervenuto il relativo incasso o pagamento”.

Il legislatore ha previsto, per esigenze di semplificazione, una presunzione assoluta (iuris et de iure), che quindi non ammette la prova contraria. La registrazione delle fatture ai fini Iva equivale all’incasso del ricavo. Analogamente la registrazione della fattura ai fini Iva nel periodo di imposta, equivale all’avvenuto pagamento della spesa. E’ irrilevante che l’incasso o il pagamento siano avvenuti effettivamente e non è possibile fornire la prova contraria.

E’ dunque evidente, in base ad un’interpretazione letterale della norma in commento, che il “differimento” della registrazione di una fattura da un anno ad un altro possa incidere diversamente sulla determinazione del reddito.

Si consideri ad esempio il caso di un contribuente che ha emesso una fattura in data 1 dicembre 2017. La registrazione deve essere effettuata entro quindici giorni. L’adempimento deve essere quindi eseguito entro il 16 dicembre successivo. In tale ipotesi, secondo la nuova previsione, il contribuente non risulta obbligato ad indicare nel registro le date di incasso, né deve istituire un apposito registro ai soli fini delle imposte sui redditi. Tuttavia, se la fattura non viene incassata entro il 31 dicembre del 2017, la stessa concorre alla determinazione del reddito di impresa del periodo di imposta. La fattura emessa e registrata si presume incassata senza la possibilità di dimostrare il contrario.

I contribuenti dovranno quindi valutare con attenzione se optare adottando la predetta semplificazione contabile. La scelta risulterà conveniente se le date di incasso e di pagamento non saranno molto diverse dalle date di registrazione ai fini Iva.

Deve però osservarsi che in alcuni casi il contribuente potrebbe “differire” la registrazione contabile, sia pure nel rispetto dei termini previsti dalla legge, influenzando la determinazione del reddito d’impresa.

Si consideri ad esempio il caso in cui il contribuente abbia emesso una fattura in data 28 dicembre. Se la registrazione risulta effettuata entro l’anno, il compenso si considera in ogni caso incassato anche se il credito risulta ancora “aperto” al termine del periodo d’imposta. In pratica a seguito della previsione normativa il contribuente risulterebbe obbligato al pagamento dell’IRPEF anche se la fattura non è stata incassata.

La fattura può però essere registrata entro quindici giorni anche se, ai fini Iva, l’annotazione contabile deve tenere in considerazione quale riferimento la data di emissione. Tenendo conto di tale data (nell’esempio 28 dicembre 2017), la registrazione può essere correttamente effettuata entro il 12 gennaio 2018. Il differimento della registrazione non deve influenzare il periodo di liquidazione. L’Iva è esigibile nel periodo di liquidazione di dicembre, corrispondente alla data di emissione del documento. Tuttavia lo spostamento della registrazione nell’anno 2018 determina che la fattura deve considerarsi incassata, in base ad una specifica presunzione, non nell’anno di emissione, ma nell’anno di registrazione. In questo modo il contribuente non sarà obbligato ad anticipare il versamento dell’IRPEF nel 2017…

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