I chiarimenti delle Entrate sulla normativa immobiliare e catastale

omino_immagineNella Circolare n. 27/E del 13 giugno 2016 dell’Agenzia delle Entrate, sono stati forniti i chiarimenti interpretativi relativi a quesiti posti dalla stampa specializzata in occasione del convegno IlSole24ore per i 130 anni del Catasto; con il presente commento analizziamo alcune risposte fornite con particolare riferimento alla mancata vendita dell’immobile entro l’anno, alle agevolazioni prima casa e la registrazione dei contratti di locazione.

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Con la circolare n. 27/E, del 13 giugno 2016, l’Agenzia delle Entrate ha ufficializzato le risposte fornite ai quesiti formulati dagli operatori del settore sulla normativa immobiliare e su quella catastale; con il presente commento analizziamo alcune risposte fornite con la corposa circolare delle Entrate.

Mancata vendita dell’immobile entro un anno

E’ stato chiesto, durante il convegno con i tecnici delle Entrate, se in caso di inottemperanza dell’obbligo di alienazione dell’immobile preposseduto entro un anno dall’acquisto del nuovo immobile, previsto dal comma 4-bis dell’articolo 1, nota II-bis, della tariffa, parte prima, allegata al Dpr 131/1986 (agevolazione “prima casa”) quali procedura possono essere applicate.

I tecnici delle Entrate secondo una prassi ministeriale consolidata (risoluzioni nn. 105/E/2011 e 112/E/2012) evidenziano che sono state indicate le procedure che possono essere seguite dal contribuente che non intende o non può assolvere agli impegni assunti in sede di acquisto della “prima casa di abitazione” per comunicare tale circostanza all’Agenzia delle Entrate ed evitare l’applicazione della sanzione amministrativa ovvero, corrisponderla in misura ridotta, beneficiando dell’istituto del ravvedimento operoso. In particolare, con la risoluzione n. 105/E del 2011, è stata esaminata l’ipotesi di mancato trasferimento della residenza, nel termine di 18 mesi, nel Comune in cui è sito l’immobile acquistato. In tale sede, è stato chiarito che qualora risulti ancora pendente il termine di 18 mesi, l’acquirente può revocare la dichiarazione di intenti formulata nell’atto di acquisto, presentando apposita istanza all’Ufficio dove è stato registrato l’atto; in tal caso, sono dovute le imposte di trasferimento in misura ordinaria (al netto di quanto versato in sede di registrazione) e i relativi interessi, senza applicazione di sanzioni. Decorso il termine di 18 mesi, si verifica la decadenza dall’agevolazione; in tal caso, il contribuente sarà tenuto anche alla corresponsione delle sanzioni ma potrà avvalersi, ricorrendone le condizioni, dell’istituto del ravvedimento operoso, presentando apposita istanza all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate, presso il quale è stato registrato l’atto, con la quale dichiarare l’intervenuta decadenza dall’agevolazione.

Analoghe considerazioni sono state svolte con la successiva risoluzione n. 112/E del 2012, in relazione all’ipotesi di vendita dell’immobile acquistato con le agevolazioni entro il successivo quinquennio e mancato riacquisto entro l’anno. I principi affermati con le richiamate risoluzioni devono ritenersi applicabili anche con riferimento alla nuova previsione di cui al comma 4-bis della nota II-bis) posta in calce all’articolo 1, della Tariffa, parte I, allegata DPR 131/1986, che consente l’applicazione delle agevolazioni “prima casa” anche nell’ipotesi in cui il contribuente sia già in possesso di altro immobile acquistato con le agevolazioni “prima casa” a condizione, comunque, che quest’ultimo immobile sia alienato entro un anno dalla data dell’atto.

In mancanza di detta alienazione si verifica la decadenza dall’agevolazione fruita per l’acquisto del nuovo immobile. Analogamente alle fattispecie esaminate con le richiamate risoluzioni, anche la nuova previsione collega il verificarsi della decadenza al mancato rispetto di un impegno da parte dell’interessato. Coerentemente con i principi già resi, il…

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