Istituti deflattivi del contenzioso e regole di rateazione: accertamento con adesione, acquiescenza, conciliazione, mediazione e reclamo...

Con la circolare n.17/E del 29 aprile 2016, l’Agenzia delle Entrate ha fornito una serie di importanti chiarimenti in ordine alle modifiche apportate dal D.Lgs.n.159/2015 recante “Misure per la semplificazione e razionalizzazione delle norme in materia di riscossione” alla disciplina dei versamenti, in unica soluzione o in forma rateale, delle somme dovute a seguito dell’attività di controllo dell’Agenzia delle entrate e, in particolare, delle comunicazione degli esiti del controllo automatico e formale delle dichiarazioni, degli avvisi di accertamento, rettifica e liquidazione definiti per acquiescenza o in adesione nonché delle conciliazioni giudiziali e degli accordi di mediazione.
In questo nostro intervento puntiamo l’attenzione sulle modifiche che hanno investito gli istituti definitori.
ACCERTAMENTO CON ADESIONE
L’art. 2, c. 2, del D.Lgs.n.159/2015 ha modificato le regole per il modalità di pagamento delle somme dovute a seguito di accertamento con adesione di cui all’art.8, del D.Lgs. n. 218/97.
Fermo restando che, ai fini del perfezionamento, il versamento delle somme dovute per effetto dell’accertamento con adesione deve essere eseguito entro venti giorni dalla redazione dell’atto di cui all’art. 7, del medesimo D.Lgs. n. 218/97, le novità sostanzialmente sono due:

se le somme dovute superano i 50 mila euro, il numero massimo di rate è stato elevato da 12 a 16, restando invece invariato, ovvero 8, il numero di rate ammesse per la rateazione di importi inferiori o uguali a tale soglia;

le rate successive alla prima devono essere versate entro l’ultimo giorno di ciascun trimestre.

Viene stabilito, inoltre, un termine fisso per la decorrenza degli interessi di rateazione dovuti sull’importo delle rate successive alla prima, individuandolo nel giorno successivo al termine di versamento della prima rata, quindi indipendentemente dalla data in cui è stato eseguito il versamento che ha determinato il perfezionamento dell’adesione. In breve, il decorso degli interessi è ancorato al momento in cui è dovuto il pagamento della prima rata.
Ne consegue, come rilevato dalla circolare n.17/2016, una semplificazione negli adempimenti e una riduzione dei margini di errore nella gestione dei versamenti da parte del contribuente, posto che:

“il trimestre da considerare per l’effettuazione del versamento della seconda rata (nonché delle rate a seguire) decorre dal termine previsto per il versamento della prima rata (e non più dalla data in cui la prima rata è stata effettivamente pagata);

la scadenza delle rate successive alla prima ricade sempre nell’ultimo giorno di ciascun trimestre”.

Riportiamo esempio indicato in circolare:

scadenza della prima rata 10 settembre (pagata effettivamente dal contribuente il 30 agosto);

scadenza della seconda rata 31 dicembre;

scadenza delle rate successive 31 marzo, 30 giugno e così via.

ACQUIESCENZA AGLI AVVISI DI ACCERTAMENTO O DI LIQUIDAZIONE
L’art.15, del D.Lgs. n. 218/97 prevede la riduzione ad 1/3 delle sanzioni irrogate a favore del contribuente che rinunci sia ad impugnare l’avviso di accertamento o di liquidazione sia a formulare istanza di accertamento con adesione, a condizione che paghi le somme dovute entro il termine per la proposizione del ricorso.
Per effetto delle modifiche apportate dall’art. 2, c. 3, del D.Lgs. n. 159/2015, tale beneficio è stato ampliato ad altre fattispecie, così che l’istituto può ora trovare applicazione nei casi in cui il contribuente sia destinatario dei seguenti atti:

avviso di accertamento ai fini delle imposte dirette e dell’imposta sul valore aggiunto;

avviso di rettifica e liquidazione dell’imposta di successione in caso di infedele dichiarazione (art. 51 d.lgs. n. 346 del 1990);

avviso di accertamento e liquidazione dell’imposta di successione in caso di omessa dichiarazione (art. 50 d.lgs. n. 346 del 1990);

avviso di …

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