Diario quotidiano del 3 marzo 2016: il concorso del professionista nella bancarotta fraudolenta

Pubblicato il 3 marzo 2016



spese universitarie nel 730 precompilato; professionisti non più al Governo; commercialisti nelle associazioni tra avvocati: decreto pubblicato in G.U.; Cassazione: concorso del professionista nella bancarotta fraudolenta; il dipendente non può anche essere sindaco della società; oneri detraibili e deducibili: circolare delle Entrate spiega le novità; i versamenti con l’F24 trovano un nuovo canale telematico; “Lato oscuro” dell’Agenzia delle Entrate: Ungdcec non è daccordo; leasing prima casa: ecco la guida del MEF; assegno per il nucleo familiare e assegno di maternità: rivalutazione anno 2016
 
diario-quotidiano-immagineIndice: 1) Spese universitarie nel 730 precompilato: ok del Garante Privacy 2) Professionisti non più al governo 3) Commercialisti nelle associazioni tra avvocati: decreto pubblicato in G.U. 4) Cassazione: concorso del professionista nella bancarotta fraudolenta 5) Il dipendente non può anche essere sindaco della società 6) Oneri detraibili e deducibili: circolare delle Entrate spiega le novità 7) I versamenti con l’F24 trovano un nuovo canale telematico 8) “Lato oscuro” dell’Agenzia delle Entrate: Ungdcec non è daccordo 9) Leasing prima casa: ecco la guida del MEF 10) Assegno per il nucleo familiare e assegno di maternità: rivalutazione anno 2016  
  1) Spese universitarie nel 730 precompilato: ok del Garante Privacy C’è tempo fino al 21 marzo per opporsi all’utilizzo dei dati. Gli studenti che non vogliono far comparire le spese universitarie sostenute nel 2015 nella dichiarazione precompilata dei familiari di cui sono a carico possono comunicarlo all’Agenzia delle Entrate entro il 21 marzo. Come esercitare l’opzione Per opporsi all’utilizzo dei dati è sufficiente scaricare dal sito www.agenziaentrate.it il modello allegato al provvedimento del 19 febbraio scorso (comunicazioni all’anagrafe tributaria dei dati relativi alle spese universitarie). Il modello va inviato, compilato e sottoscritto, insieme alla copia di un documento di identità, all’indirizzo di posta elettronica opposizioneutilizzospeseuniversitarie@agenziaentrate.it oppure via fax al numero 0650762273. Ok del Garante Il provvedimento del Direttore dell’Agenzia sulle modalità di trasmissione dei dati da parte delle Università ha avuto il via libera dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali. Nel parere favorevole, il Garante ha chiesto che gli studenti siano informati del diritto all’opposizione all’utilizzo dei propri dati per la dichiarazione precompilata. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 34 del 01 marzo 2016)   ******   2) Professionisti non più al governo I liberi professionisti che vorranno ricoprire cariche di governo dovranno, prima di svolgere qualsiasi ruolo all’interno dell’esecutivo, dichiarare di rinunciare alla propria attività professionale di qualsiasi tipo essa sia. Il rischio, infatti, è una sanzione amministrativa pecuniaria corrispondente al doppio del vantaggio economico ottenuto dall’impiego, o dall’attività professionale nell’arco temporale corrispondente. Per il presidente del Consiglio, il vicepresidente, i ministri, i viceministri, i sottosegretari di stato ed i commissari straordinari addio, quindi, a qualunque impiego pubblico o privato o all’esercizio dell’attività imprenditoriale o professionale anche in forma associata o societaria. Salvi, invece, coloro che ambiscono solo ad un seggio in parlamento. Queste alcune delle novità in materia di incompatibilità contenute nel ddl recante disposizioni in materia di conflitti di interessi approvato in prima lettura alla camera il 24 febbraio 2016 dopo un iter parlamentare presso la commissione affari costituzionali di Montecitorio che ha avuto inizio nel 2013.   ******   3) Commercialisti nelle associazioni tra avvocati: decreto pubblicato in G.U. Ora pure i commercialisti possono partecipare alle associazioni tra avvocati. È stato, infatti, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 50 del 1 marzo 2016 il Decreto del Ministero della Giustizia n. 23 del 4 febbraio 2016 che regola l’individuazione delle categorie di liberi professionisti che possono partecipare alle associazioni tra avvocati. Nell’elenco vi sono anche gli appartenenti all’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Il regolamento è stato emanato in attuazione dell’art. 4 comma 2 della L. 247/2012. Tale legge disciplina l’ordinamento della professione forense e l’art. 4 regola nello specifico le associazioni tra avvocati e multidisciplinari. La disposizione prevede che la professione forense possa essere esercitata individualmente o con la partecipazione ad associazioni tra avvocati e che allo scopo di assicurare al cliente prestazioni anche a carattere multidisciplinare, possono partecipare a tali associazioni, oltre agli iscritti all’Albo forense, anche altri liberi professionisti. La norma demandava ad un futuro regolamento, pubblicato appunto adesso sulla Gazzetta Ufficiale e in vigore dal 16 marzo 2016, l’individuazione delle categorie che possono partecipare alle associazioni. Dunque i liberi professionisti non iscritti nell’Albo forense che partecipano ad una associazione multidisciplinare devono appartenere alle seguenti categorie organizzate in Ordini e Collegi professionali: - Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali; - Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori; - Ordine degli assistenti sociali; - Ordine degli attuari; - Ordine nazionale dei biologi; - Ordine dei chimici; - Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili; - Ordine dei geologi; - Ordine degli ingegneri; - Ordine dei tecnologi alimentari; - Ordine dei consulenti del lavoro; - Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri; - Ordine dei medici veterinari; - Ordine degli psicologi; - Ordine degli spedizionieri doganali; - Collegio dei periti agrari e dei periti agrari laureati; - Collegio degli agrotecnici e agrotecnici laureati; - Collegio dei periti industriali e dei periti industriali laureati; - Collegio dei geometri e geometri laureati. Per la regolamentazione delle associazioni si seguono le disposizioni dell’art. 4, commi 3 e ss., della L. 247/2012 nonché, in quanto compatibili, quelle del codice civile.   ******   4) Cassazione: concorso del professionista nella bancarotta fraudolenta Anche il professionista può concorrere nei reati fallimentari commessi dagli amministratori. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 8349 del 1 marzo 2015, secondo cui la consapevolezza dei propositi distrattivi degli amministratori e l’assistenza loro fornita sfocia nella responsabilità penale del professionista. Il giudizio di penale responsabilità del professionista nella distrazione operata dagli amministratori della società fallita viene fondato sulla considerazione per cui il legale – sia della società poi dichiarata fallita sia della società acquirente il magazzino – era consapevole dei propositi distrattivi degli amministratori e aveva assistito questi ultimi nella predisposizione degli strumenti giuridici idonei a determinare la sottrazione del valore reale del magazzino ai creditori, svolgendo peraltro un’attività di consulenza diretta a favorire e rafforzare, con il proprio determinante contributo concorsuale, il proposito criminoso degli amministratori stessi. In particolare, la condotta tipica del reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale viene identificata in un’operazione distrattiva attuata attraverso un contratto estimatorio in cui il valore del magazzino era diverso dal valore reale dello stesso e a cui era conseguita la vendita “ad un prezzo vile” di quest’ultimo ad altra società. L’attività di partecipazione del professionista all’elaborazione del piano concordatario e la sua consapevolezza del valore del magazzino sarebbero, secondo i giudici di legittimità, elementi sufficienti a fondare la penale responsabilità di tale soggetto in concorso con gli amministratori della società fallita. A tal fine, sono stati evidenziati i numerosi incontri intervenuti, nello studio dello stesso professionista, per la predisposizione degli accordi di programma e per la realizzazione del piano aziendale.   ******   5) Il dipendente non può anche essere sindaco della società Il dipendente di una società (peraltro, addetto alla tenuta della contabilità e alla predisposizione dei bilanci di altre società), non può poi assumere in queste ultime le funzioni di sindaco, e, se eletto, decade dall’incarico. Lo ha evidenziato la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 4069 del 1 marzo 2016. Nel caso di specie, il sindaco di una srl otteneva, nei confronti della stessa, decreto ingiuntivo per il pagamento dei compensi che gli dovevano essere riconosciuti in relazione al triennio di svolgimento della carica. Il Tribunale revocava il provvedimento ritenendo decaduto il sindaco; ma la Corte d’Appello ribaltava la decisione e condannava nuovamente la srl. Avverso tale decisione ricorreva per Cassazione la società denunciando la violazione e falsa applicazione dell’art. 2399 c.c. vecchio testo, che così recitava: “non possono essere eletti alla carica di sindaco e, se eletti, decadono dall’ufficio, coloro che si trovano nelle condizioni previste dall’art. 2382, il coniuge, i parenti e gli affini degli amministratori entro il quarto grado e coloro che sono legati alla società o alle società da questa controllate da un rapporto continuativo di prestazione d’opera retribuita”. In particolare, si evidenziava come, contemporaneamente, il sindaco fosse non solo dipendente della spa incaricata delle attività di tenuta della contabilità e di predisposizione dei bilanci della srl, ma anche il soggetto che sovraintendeva a tali attività. Erroneamente, quindi, i giudici d’appello avevano escluso la sussistenza della causa di decadenza correlata alla presenza di un rapporto continuativo di prestazione d’opera retribuita. Ovviamente, il ricorso è stato ritenuto fondato dalla Corte Suprema.   ******   6) Oneri detraibili e deducibili: circolare delle Entrate spiega le novità Dalle spese per sostituire la caldaia alla deduzione per gli interessi passivi dei mutui. In una circolare le risposte ai quesiti dei Caf e degli operatori. La sostituzione della caldaia, in quanto intervento diretto a sostituire una componente essenziale dell’impianto di riscaldamento consente l’accesso al bonus arredi. Le spese sostenute per la sostituzione dei sanitari ed in particolare per la sostituzione della vasca con altra vasca con sportello apribile o con box doccia, invece, non sono agevolabili, poiché sono inquadrati tra gli interventi di manutenzione ordinaria. Questi alcuni dei principali chiarimenti contenuti nella circolare n. 3/E del 2 marzo 2016, con cui l’Agenzia delle entrate fornisce le risposte ad alcuni quesiti relativi alle spese detraibili e deducibili formulati dai Caf e dagli operatori. Spese per la sostituzione caldaia e sanitari Il documento di prassi chiarisce che i contribuenti che vogliono sostituire la caldaia possono accedere al bonus arredi legato a lavori di ristrutturazione poiché l’intervento è diretto a sostituire una componente essenziale dell’impianto di riscaldamento e quindi come tale si qualifica come “manutenzione straordinaria”. Per quanto riguarda la sostituzione dei sanitari e in particolare quella della vasca da bagno con altra vasca con sportello apribile o con box doccia, invece, le spese non sono agevolabili poiché fanno riferimento a un intervento di manutenzione ordinaria. Questo intervento non è agevolabile neanche come intervento di eliminazione di barriere architettoniche, anche se in grado di ridurre, almeno in parte, gli ostacoli fisici per la mobilità di chiunque. E’ possibile fruire della detrazione, in generale, nel caso in cui la sostituzione dei sanitari sia integrata o correlata ad interventi maggiori per i quali compete la detrazione d’imposta come per esempio il rifacimento integrale degli impianti idraulici del bagno con innovazione dei materiali, che comporti anche la sostituzione dei sanitari. Pertinenza dell’abitazione principale Un garage, box o posto auto, acquistato in comproprietà da due diversi soggetti e utilizzato da entrambi a servizio dell’abitazione principale, può essere considerato pertinenza per tutti e due nel rispetto delle percentuali di proprietà. Il vincolo pertinenziale con due distinte unità immobiliari assume rilievo anche ai fini delle imposte sui redditi. Per determinare l’importo deducibile ciascuno dovrà fare riferimento alla quota di rendita della pertinenza pari alla percentuale di possesso. Acquisto immobili abitativi destinati alla locazione La circolare chiarisce che il limite di 300mila euro costituisce l’ammontare massimo di spesa su cui calcolare la deduzione del 20%, (articolo 21 del Dl n. 133/2014), anche nel caso di acquisto di più abitazioni. In tema di immobili abitativi destinati alla locazione, il documento di prassi precisa, inoltre, che gli interessi passivi hanno un loro autonomo limite di deducibilità ma in ogni caso vanno rapportati ad una quota capitale non superiore a 300mila euro. Ai fini della deducibilità degli interessi passivi rilevano gli importi effettivamente pagati, e non quelli maturati nell’anno d’imposta; inoltre, è possibile fruire di questa deduzione per l’intera durata del mutuo. Dal punto di vista temporale, la deduzione del 20% del prezzo di acquisto è ritenuta ammissibile anche nel caso in cui sia stato stipulato un contratto di locazione a canone concordato la cui durata è stabilita in anni “sei più due”, essendo, in questo caso, la legge a prevedere una proroga di diritto fino alla durata minima di otto anni prevista dal comma 4 dell’articolo 21 del Dl n. 133/2014. Condomini minimi In materia di condomini minimi la circolare innova la prassi precedente, pur facendone salvi gli effetti. Con riferimento agli interventi di recupero edilizio e di risparmio energetico consente ai condòmini di usufruire delle detrazioni anche a prescindere dalla richiesta del codice fiscale da parte del condominio. Ciò nel presupposto che i bonifici di pagamento siano stati assoggettati a ritenuta d’imposta da parte di banche e poste. Spese per prestazioni di mesoterapia, ozonoterapia e grotte di sale Sono detraibili le spese relative ai trattamenti di mesoterapia e ozonoterapia effettuati da personale medico o da personale abilitato dalle autorità competenti in materia sanitaria, in quanto trattamenti di natura sanitaria. Occorre la prescrizione medica, che dimostri il necessario collegamento tra la prestazione resa e la cura di una patologia. Non possono invece fruire dello sconto di imposta le spese per trattamenti di haloterapia o grotte di sale, non ancora inquadrati dal ministero della Salute tra le procedure sanitarie. Spese per pedagogista A differenza dell’educatore professionale, il pedagogista non può essere considerato una professione sanitaria. Egli, infatti, opera nei servizi socio-educativi, socio-assistenziali e socio-culturali, svolgendo la sua attività nei settori formativo, educativo, sociale e socio-sanitario (solo per le prestazioni sociali). Pertanto, le spese sostenute per le sue prestazioni non sono detraibili. Riconoscimento dello status di sordo La norma di riferimento per il riconoscimento dello status di sordo, in quanto tale destinatario delle agevolazioni fiscali, è la legge 381/1970. Infatti, la legge 68/1999 (che era stata richiamata per i vantaggi riservati all’acquisto di veicoli) ha la diversa finalità di promuovere l’inserimento e l’integrazione lavorativa delle persone disabili, tra cui sono compresi anche coloro che sono affetti da sordità in base alla definizione della legge 381/1970. Pertinenza abitazione principale Un garage, box o posto auto, acquistato in comproprietà da due diversi soggetti e utilizzato da entrambi a servizio dell’abitazione principale, può essere considerato pertinenza per tutti e due nel rispetto delle percentuali di proprietà. Il vincolo pertinenziale con due distinte unità immobiliari, validamente costituito, assume rilievo anche ai fini delle imposte sui redditi (comma 3-bis dell’articolo 10 del Tuir). Pertanto, per determinare l’importo deducibile, bisognerà fare riferimento alla quota di rendita della pertinenza pari alla percentuale di possesso. Inoltre, in relazione alle detrazioni previste per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio abitativo (articolo 16-bis del Tuir), il limite massimo di spesa va calcolato in base alla percentuale di possesso della pertinenza insieme all’abitazione. Sostituzione caldaia e bonus mobili La sostituzione della caldaia è qualificabile come intervento di manutenzione straordinaria e consente, pertanto, l’accesso al bonus arredi, in presenza di risparmi energetici conseguiti rispetto alla situazione preesistente. Gli interventi che utilizzano fonti rinnovabili di energia sono, infatti, riconducibili alla manutenzione straordinaria per espressa previsione normativa (articolo 123, comma 1, del Dpr 380/2001), mentre, negli altri casi, bisogna valutare in concreto se l’intervento sugli impianti tecnologici risponde al criterio dell’innovazione, risultando tendenzialmente riconducibile alla manutenzione straordinaria (paragrafo 5.1 della circolare 11/2014). Spese per sostituzione sanitari Le spese sostenute per la sostituzione dei sanitari e, in particolare, della vasca con altra vasca con sportello apribile o con box doccia non sono agevolabili ai sensi dell’articolo 16-bis del Tuir, in quanto si tratta di interventi di manutenzione ordinaria. Né l’agevolazione può essere riconosciuta come intervento diretto alla eliminazione delle barriere architettoniche, in quanto non presenta le caratteristiche tecniche previste dalle norme di riferimento (legge 13/1989 e Dm 236/1989). La sostituzione della vasca, e dei sanitari in generale, potrà comunque considerarsi agevolabile qualora l’intervento sia integrato o correlato ad altri maggiori per i quali compete la detrazione d’imposta. Condominio minimo e bonus del 50 e 65% Non è necessaria la richiesta di richiesta del codice fiscale da parte di un condominio minimo, a condizione che non vi sia stato pregiudizio al rispetto da parte delle banche e di Poste italiane Spa dell’obbligo di operare la prescritta ritenuta all’atto dell’accredito del pagamento. In tale caso, per beneficiare della quota di detrazione spettante, è possibile inserire in dichiarazione le spese sostenute utilizzando il codice fiscale del condomino che ha effettuato il relativo bonifico. In sede di controllo, poi, occorrerà dimostrare che gli interventi sono stati effettuati su parti comuni dell’edificio. In sede di assistenza fiscale, inoltre, va prodotta, tra l’altro, una autocertificazione per attestare la natura dei lavori effettuati e indicare i dati catastali delle unità immobiliari facenti parte del condominio. Sono pertanto superate, le indicazioni fornite con la circolare 11/2014 e con la risoluzione 74/2015, salvi restando i comportamenti già posti in essere in attuazione di tali documenti. Manutenzione, protezione o restauro delle cose vincolate È confermata la cumulabilità della detrazione delle spese per la manutenzione, protezione o restauro dei beni di interesse storico e artistico (articolo 15, comma 1, lettera g, del Tuir) con quella per interventi di recupero del patrimonio edilizio (articolo 16-bis del Tuir). In tale ipotesi, l’agevolazione per gli immobili oggetto di vincolo è ridotta nella misura del 50 per cento. Acquisto immobili da locare Deducibilità costo d’acquisto: In riferimento alla deduzione del 20% prevista per gli acquisti (o la costruzione) di immobili abitativi destinati alla locazione effettuati dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017, nel limite massimo complessivo di spesa di 300mila euro (articolo 21 del Dl 133/2014), viene precisato che tale limite costituisce l’ammontare massimo di spesa complessiva su cui calcolare la deduzione, per l’intero periodo di vigenza dell’agevolazione, sia con riferimento all’abitazione che al contribuente. Pertanto, in caso di acquisto di più immobili destinati alla locazione, la deduzione va calcolata pro-quota per ciascuna di esse. Deducibilità interessi passivi In merito alla deducibilità del 20% anche degli interessi passivi dipendenti da mutui contratti per l’acquisto (o la costruzione) di immobili abitativi destinati alla locazione, viene specificato che, pur non essendo indicati limiti di spesa né dalla norma primaria né dal decreto attuativo, l’agevolazione va comunque correlata ai limiti di spesa previsti per la deduzione del costo di acquisto dell’abitazione, trattandosi di due misure tese ad agevolare l’acquisto del medesimo bene. Pertanto, la deduzione per interessi deve essere limitata alla quota degli stessi proporzionalmente riferibile a un mutuo non superiore a 300mila euro. In base al principio per cui l’onere rileva nel periodo di imposta in cui è stata sostenuta la spesa, occorre far riferimento alle quietanze di pagamento degli interessi passivi. La deduzione degli interessi passivi, in mancanza di disposizione contraria (per la deduzione del costo di acquisto è espressamente disposto un periodo temporale di otto anni), può essere fruita per l’intera durata del mutuo. Durata canone di locazione Il requisito della durata contrattuale di almeno otto anni e a carattere continuativo si considera rispettato anche in caso di locazione a canone concordato, la cui durata è stabilita in anni sei più due, che consente la proroga di diritto alla prima scadenza, se le parti non concordano sul rinnovo del contratto medesimo e fatta salva la facoltà di motivata disdetta da parte del locatore. Si decadrà invece dal beneficio in caso di interruzione anticipata del periodo di locazione per motivi imputabili al locatore o se il contratto è risolto su richiesta del conduttore e l’immobile non viene locato per più di un anno. Credito d’imposta per le imposte pagate all’estero Ai fini della verifica delle detrazioni spettanti per le imposte pagate all’estero, il contribuente è tenuto a conservare copia della dichiarazione dei redditi presentata nel Paese estero soltanto se quell’adempimento è previsto; in caso contrario, il contribuente potrà attestare tale circostanza con una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. In ogni caso, deve conservare la ricevuta del versamento delle imposte pagate nel Paese estero. Erogazioni liberali e spese per la frequenza scolastica I contributi volontari finalizzati all’innovazione tecnologica (ad esempio, acquisto di cartucce stampanti), all’edilizia scolastica (come il pagamento di piccoli e urgenti lavori di manutenzione o di riparazione), all’ampliamento dell’offerta formativa (ad esempio, acquisto di fotocopie per verifiche) rientrano tra le erogazioni liberali a favore di istituti scolastici, detraibili senza limite di importo (articolo 15, comma 1, lettera i-octies del Tuir). Invece, le tasse (di iscrizione e di frequenza), i contributi obbligatori, nonché i contributi volontari e le altre erogazioni liberali, deliberati dagli istituti scolastici o dai loro organi, sostenuti per la frequenza scolastica ma per finalità diverse rispetto alla lettera i-octies del Tuir (ad esempio, il servizio di mensa scolastica), rientrano tra le spese “per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado”. Per queste ultime è previsto, a partire dal 1° gennaio 2015, uno sconto di imposta del 19%, nel limite massimo di spesa annua di 400 euro (articolo 15, comma 1, lettera e-bis, del Tuir). (Agenzia delle entrate, comunicato del 2 marzo 2016)   ******   7) I versamenti con l’F24 trovano un nuovo canale telematico Siglato l’accordo tra le Entrate e l’Associazione Italiana Istituti di Pagamento. I contribuenti potranno effettuare i versamenti con modello F24 anche attraverso i canali telematici messi a disposizione dai Prestatori di Servizi di Pagamento (Psp) diversi dalle banche che offrono sistemi di pagamento come l’home banking, iscritti all’apposito albo di Banca d’Italia. L’Agenzia delle Entrate e l’Associazione Italiana Istituti di Pagamento e di Moneta Elettronica (Aiip) hanno, infatti, stipulato un accordo per il servizio di accoglimento con modalità telematiche delle deleghe di pagamento relative ai versamenti unitari (Servizio F24). D’ora in avanti sarà quindi possibile effettuare i pagamenti F24 telematici non solo tramite le banche e Poste italiane spa, ma anche attraverso gli Istituti di pagamento e di moneta elettronica che aderiranno al servizio. La novità fa seguito all’apertura, in via sperimentale, del servizio ad un primo Psp (InfoCamere) nel 2014, che ha avuto esiti positivi. “Prosegue - sottolinea Giuseppe Telesca, direttore centrale Amministrazione, pianificazione e controllo dell’Agenzia delle Entrate - il percorso di ampliamento delle soluzioni telematiche per il versamento delle imposte, che si aggiungono a quelle attualmente offerte dal sistema bancario e postale, nell’ottica di agevolare i rapporti tra il contribuente e la Pubblica amministrazione”. “Questo è l’ennesimo passo per favorire l’evoluzione e la diffusione dei servizi di pagamento telematici in Italia contribuendo altresì all’allargamento del mercato. Gli Istituti di pagamento e di moneta elettronica infatti - ha detto il Presidente A.I.I.P. Maurizio Pimpinella - sono una realtà in continua crescita nel mercato italiano e rappresentano sempre più un’opportunità per la digitalizzazione dell’intero sistema paese”. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 36 del 2 marzo 2016)   ******   8) “Lato oscuro” dell’Agenzia delle Entrate: Ungdcec non è daccordo L’Ungdcec contro il “lato oscuro” dell’Agenzia delle Entrate. L’Ungdcec (Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili) tramite un cominicato stampa risponde con ironia alla parole del direttore dell'Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi, la quale il 1 marzo 2016 aveva dichiarato che “chi non ha risposto alla compliance conoscerà il lato oscuro dell'Agenzia”. Questo di seguito è il comunicato integrale dell’Ungdcec del 2 marzo 2016: Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana... È periodo di riforme annunciate e timidi decreti. Come sempre i “ribelli” commercialisti combattono la loro quotidiana guerra a fianco degli imprenditori e dei contribuenti tentando di districarsi nelle spire di un ordinamento fiscale complesso e bizantino. Piuttosto che confrontarsi e ascoltare chi, in questi lunghi anni, troppo remissivamente, si è sobbarcato oneri e adempimenti illogici per permettere all’imperatore di turno di sbandierare annunci altisonanti, la Orlandi adesso minaccia di far conoscere il “lato oscuro” dell’accertamento “dell’impero” dell’agenzia delle entrate. Certi che ancora una volta il bene trionferà noi continuiamo la nostra battaglia! L’alleanza ribelle Ungdcec P.S. (Inclinare il foglio e allontanarlo dagli occhi per provare una vera esperienza in perfetto stile Star Wars e canticchiare.. tatataaa tarataratata.. tataraaa tarataratata. tarataaatata tarataaatatatata tata tata) P.P.S. pronti a rispondere anche ad esempi che riguardano Mordor, i Klingon, i Dalek, il Dagda Mor, la Regina delle nevi, i Lannister, la Spectre o qualsiasi altro riferimento a fantascienza/ fantasy.   ******   9) Leasing prima casa: ecco la guida del MEF Come è noto (si veda ne il Diario fiscale del 2 marzo 2016), è stata presentata il 1 marzo 2016, presso la sala Regina della Camera dei Deputati, la Guida per la casa in leasing, una importante novità introdotta dalla legge di stabilità 2016. La disciplina del leasing immobiliare abitativo, prevede incentivi fiscali sull’acquisto o la costruzione di immobili da adibire ad abitazione principale. La finalità della misura è di agevolare, specie per i più giovani, l'acquisto dell'abitazione di residenza attraverso l'utilizzo dello strumento della locazione finanziaria quale innovativo canale di finanziamento rispetto all’ordinario strumento del mutuo ipotecario. La Guida “Il Leasing immobiliare abitativo”, che nasce da collaborazione tra Assilea (Associazione Italiana Leasing), il Consiglio Nazionale del Notariato con l’adesione di 11 tra le principali Associazioni dei Consumatori (Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori- ACP, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori) e realizzata con il contributo del Dipartimento delle Finanze (Ministero dell’Economia e delle Finanze), chiarisce le caratteristiche fondamentali del leasing immobiliare abitativo e i dubbi più frequenti, le tutele per il cittadino e i regimi fiscali applicabili. La guida sarà distribuita gratuitamente da Assilea, dal Consiglio Nazionale del Notariato e dalle Associazioni dei Consumatori ed è inoltre scaricabile dai rispettivi siti web. Alla presentazione hanno preso parte: Luigi Casero (Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze), Corrado Piazzalunga (Presidente Assilea), Maurizio D’Errico (Presidente del Consiglio Nazionale del Notariato), Fabio Picciolini (Responsabile ufficio studi Adiconsum) Rosario Trefiletti (Presidente Federconsumatori). Ha concluso la presentazione Fabrizia Lapecorella (Direttore Generale delle Finanze). IL LEASING PRIMA CASA I soggetti Il leasing immobiliare abitativo è fruibile dai soggetti con reddito complessivo non superiore a 55.000 euro, purché privi di abitazione principale. Per l’individuazione della soglia del reddito si può fare riferimento al reddito dichiarato nel quadro RN 1 dell’ultima dichiarazione dei redditi presentata. I vantaggi fiscal I titolari dei contratti stipulati dal 1 gennaio 2016 e fino al 31.12.2020, potranno portare in detrazione dalla dichiarazione dei redditi i costi del leasing “prima casa” in misura più vantaggiosa rispetto alle agevolazioni concesse per mutui ipotecari (si veda tabella di confronto tra le due agevolazioni in appendice). In particolare, per i giovani sotto i 35 anni all'atto della stipula del contratto e con reddito complessivo non superiore a 55.000 euro gli incentivi fiscali sono: la detraibilità pari al 19% dei canoni di leasing (fino ad un importo massimo di 8 mila euro annui); la detraibilità pari al 19% del prezzo del riscatto (fino ad un importo massimo di 20 mila euro). Per i soggetti con età uguale o superiore a 35 anni e con reddito complessivo non superiore a 55.000 euro gli incentivi fiscali sono: la detraibilità pari al 19% dei canoni di leasing (fino ad un importo massimo di 4 mila euro annui); la detraibilità pari al 19% del prezzo del riscatto (fino ad un importo massimo di 10 mila euro). Sia per gli under 35 che per gli over 35, l’imposta di registro sull’acquisto dell’abitazione “prima casa” è ridotta all’1,5% e questo rende più conveniente per i privati il ricorso al leasing rispetto al mutuo ipotecario.
Mutuo Privato Costruttore
Imposta di registro 2% 200 euro
Ipotecaria 50 euro 200 euro
catastale 50 euro 200 euro
Leasing Privato Costruttore
Ipotecaria 200 euro 200 euro
catastale 200 euro 200 euro
Nel caso di leasing l’imposta di registro è calcolata sul prezzo di acquisto, perché non è applicabile il meccanismo del prezzo-valore. Il contratto Con la stipula del contratto di locazione finanziaria, la società di leasing (banca o intermediario finanziario autorizzato da Banca d’Italia all’esercizio dell’attività di leasing) assume l’obbligo ad acquistare o anche a far costruire l'immobile, su scelta e secondo le indicazioni dell'utilizzatore, che lo riceve in uso per un tempo determinato a fronte di un corrispettivo periodico (canone). Alla scadenza del contratto, l'utilizzatore ha la facoltà di riscattare la proprietà del bene, pagando il prezzo stabilito dal contratto. Gli immobili Le agevolazioni fiscali prescindono dalle caratteristiche oggettive dell’immobile: le detrazioni spettano a qualsiasi abitazione anche se appartenente alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (queste ultime escluse invece dalle agevolazioni “prima casa” per l’imposta di registro). Può trattarsi di un fabbricato ad uso abitativo già completato e dichiarato agibile, un fabbricato a uso abitativo da costruire su uno specifico terreno, un fabbricato a uso abitativo in corso di costruzione e da completare o anche un fabbricato abitativo da ristrutturare. Il leasing cointestato Nel caso di un leasing “prima casa” cointestato a soggetti in possesso dei requisiti (ciascuno con un reddito complessivo non superiore a 55.000 euro e un’età inferiore a 35 anni), le agevolazioni IRPEF (detrazioni) spettano a ciascun soggetto in misura proporzionalmente corrispondente alla percentuale di intestazione del contratto. Iva al 4% anziché al 10% Qualora la società di leasing acquisti l’abitazione dal costruttore (soggetto passivo Iva), si applica l’aliquota Iva ridotta del 4%. L’Iva, così come le imposte d’atto e le spese notarili e peritali sull’immobile, possono essere finanziate dalla società di leasing. LE TUTELE DEL CONSUMATORE Per la sospensione dei pagamenti Il leasing prima casa prevede una norma unica nel suo genere che tutela il cliente, il quale può richiedere la sospensione del contratto in caso di perdita del lavoro sia del rapporto subordinato, sia dei rapporti di lavoro di agenzia, di rappresentanza commerciale e altri rapporti di collaborazione (art. 409, numero 3 c.p.c.), anche se non a carattere subordinato. La sospensione del contratto non è però prevista nei casi di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, di recesso datoriale per giusta causa, di recesso del lavoratore non per giusta causa, di risoluzione per limiti di età con diritto a pensione di vecchiaia o di anzianità, di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, di dimissioni del lavoratore non per giusta causa. La sospensione, in ogni caso, non determina l’applicazione di alcuna commissione o spese d’istruttoria e avviene senza richieste di garanzie aggiuntive. Nella risoluzione del contratto In caso in cui il cliente si renda inadempiente nel pagamento dei canoni dovuti, alla società di leasing è consentito, per il rilascio dell'immobile, di agire con il procedimento per convalida di sfratto (art. 1, co. 81, legge 28 dicembre 2015 n. 208), ossia con lo stesso procedimento previsto dalla legge per le locazioni ordinarie per il caso di morosità dell’inquilino. Il giudice competente è sempre il tribunale del luogo in cui si trova il bene oggetto dello sfratto. La Legge di Stabilità 2016 prevede che nella successiva attività di vendita e ricollocazione del bene la società di leasing deve attenersi a criteri di trasparenza e pubblicità nei confronti dell’utilizzatore inadempiente (art. 1, comma 78, legge 28 dicembre 2015 n. 208): deve adottare procedure che garantiscano il miglior risultato possibile nell’interesse anche dell’utilizzatore inadempiente; una volta venduto e/o ricollocato il bene, la società di leasing dovrà restituire all’utilizzatore inadempiente quanto ricavato dalla vendita e/o ricollocazione, al netto delle seguenti somme che ha il diritto di trattenere: la somma dei canoni scaduti e non pagati fino alla data della risoluzione; i canoni successivi alla risoluzione attualizzati; spese condominiali eventualmente sostenute, assicurazioni, costi tecnico/legali, ecc.; il prezzo pattuito per l’esercizio del riscatto finale. In caso di fallimento del concedente In caso di fallimento ovvero liquidazione coatta amministrativa-risoluzione della banca o della società di leasing, il contratto di leasing prosegue regolarmente e si applica la disciplina prevista dalla legge fallimentare. I VANTAGGI DEL LEASING PRIMA CASA Non ci sono costi di iscrizione e cancellazione di ipoteca L’imposta di registro sull’atto di acquisto è ridotta Il canone leasing è detraibile Il prezzo di riscatto è detraibile nell’anno Il maggior appeal del contratto di leasing finanziario per gli under 35 rispetto a un mutuo stipulato per l’acquisto dell’abitazione principale è dato dal fatto che nel primo caso la detrazione è del 19% fino a un importo massimo dei canoni (quota capitale e quota interessi) di 8 mila euro l’anno, mentre, nel caso del mutuo, la detrazione del 19% è per un importo massimo di euro 4 mila e riguarda la sola quota degli interessi passivi. Inoltre, a parte il maggior valore finanziato rispetto al mutuo, nel leasing non si paga l’imposta sostitutiva (0,25%) che si versa sul mutuo. Il leasing è anche più vantaggioso rispetto al rent to buy, il contratto in cui si fondono un contratto di locazione e un preliminare di vendita di un immobile, rispetto al quale prevede tempi in cui esercitare il riscatto ben più lunghi e vantaggi fiscali. I vantaggi fiscali del Leasing prima sono cumulabili con altre agevolazioni (50% dell’IVA dovuta sull’acquisto di abitazioni di nuova costruzione ad alto standard energetico, interventi di riqualificazione energetica degli edifici). Il confronto Leasing vs Mutuo ipotecario Il sig. Mario Rossi, di 34 anni e con un reddito complessivo di 32,5 mila euro, intende acquisire da un privato un’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale ad un prezzo di vendita di 150mila euro. A questo proposito, sono posti a confronto un finanziamento in leasing ed un mutuo con durata entrambi di 20 anni ed un tasso del 2,9%. Nel caso di leasing, sulla base di un maxi-canone del 20% sul costo dell’immobile (pari a 30mila euro) ed un prezzo di riscatto del 15% (22,5 mila euro) il canone sarebbe di 592 euro. Anche in caso di mutuo, il Sig. Rossi dovrebbe anticipare un importo del 20% sul costo dell’immobile (pari a 30mila euro) a fronte del finanziamento di 120 mila euro; la rata del mutuo sarebbe di 660 euro. Alle suindicate condizioni, sia nel caso di cliente under 35 che over 35 il leasing risulterebbe più vantaggioso rispetto al mutuo. Infatti, in caso di cliente under 35: con il Leasing si otterrebbe: una spesa lorda complessiva (Maxicanone + Canoni + Riscatto) pari a circa 194 mila euro; imposte d’atto da pagare pari a 3,150 mila euro; detrazioni fiscali pari a circa 31 mila euro; un spesa netta pari a circa 166 mila euro (1). con il Mutuo si otterrebbe: una spesa lorda complessiva (somma anticipata dal cliente + Rate) pari a circa 188 mila euro; imposte da pagare (registro, ipotecaria, catastale, imposta sostitutiva) pari a circa 2,2 mila euro; detrazioni fiscali pari a circa 7,2 mila euro; una spesa netta pari a circa 183 mila euro (2). Il leasing risulta più vantaggioso del mutuo per complessivi 17 mila euro circa. Anche nel caso di cliente con età uguale o superiore a 35 anni il vantaggio del leasing risulterebbe confermato; pur con le agevolazioni IRPEF ridotte alla metà, la spesa netta complessiva del leasing sarebbe di 3 mila euro circa inferiore rispetto al mutuo (spesa netta Leasing 180 mila euro contro spesa netta Mutuo pari circa a 183 mila euro). Per ulteriori simulazioni si rimanda al modello di convenienza pubblicato sul sito www.assilea.it.
Leasing Mutuo
Valore Casa 150.000 Euro
Tasso 2,9%
Durata 20
Anticipo % (non finanziato) 20,0% (30.000 Euro)
Riscatto % (valore) 15,0% (22.500) NO
Rata/Canone 592 Euro 660 Euro
A. SPESA LORDA COMPLESSIVA 193.963 Euro 188.286 Euro
B. Imposte d’atto 3.150 Euro 2.248 Euro
C. Detrazioni fiscali IRPEF 30.848 Euro 7.331 Euro
D. SPESA NETTA COMPLESSIVA (A + B – C) 166.264 Euro 183.203 Euro
Differenza leasing vs mutuo 16.938
(MEF, Comunicato Stampa n. 37 del 01/03/2016)   ******   10) Assegno per il nucleo familiare e assegno di maternità: rivalutazione anno 2016 L’Inps ha pubblicato la circolare n. 46 del 2 marzo 2016, con la quale comunica gli importi delle prestazioni, per l’anno 2016, per l’assegno al nucleo familiare numeroso e l’assegno di maternità, già applicati nell’anno 2015 (v. circolare Inps n. 64 del 2015). ASSEGNO PER IL NUCLEO FAMILIARE L’assegno per il nucleo familiare da corrispondere agli aventi diritto per l’anno 2016 è pari, nella misura intera, a Euro 141,30. Per le domande relative al medesimo anno, il valore dell’indicatore della situazione economica equivalente è pari a Euro 8.555,99. ASSEGNO DI MATERNITA’ L’importo dell’assegno mensile di maternità, spettante nella misura intera, per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento avvenuti dal 1.1.2016 al 31.12.2016 è pari a Euro 338,89 per cinque mensilità e quindi a complessivi Euro 1.694,45. Il valore dell’indicatore della situazione economica equivalente da tenere presente per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento avvenuti dal 1.1.2016 al 31.12.2016, è pari a Euro 16.954,95. Fondi di solidarietà di nuova istituzione: domande di assegno e formazione Con nota numero 29/530 del 28 gennaio 2016 il Ministero del lavoro e delle politiche sociali chiarisce che i Fondi di solidarietà di nuova istituzione (ex articolo 26 e seguenti Decreto legislativo 148/2015) diventano operativi dalla data di nomina del Comitato amministratore. Pertanto, dal 30 novembre 2015 sono pienamente operativi anche i seguenti Fondi di solidarietà: Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito del personale delle aziende di trasporto pubblico Fondo di solidarietà bilaterale del settore marittimo – Solimare Fondo per il perseguimento di politiche attive a sostegno del reddito e dell'occupazione per il personale delle Società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane Il messaggio numero 981 dell’Inps illustra le modalità per presentare sia le domande di assegno ordinario sia quelle di formazione, per i Fondi che la prevedono, e indica i riferimenti normativi per ogni altro aspetto procedurale. (INPS, Messaggio numero 981 del 2 marzo 2016)   Vincenzo D’Andò