Il reato di omessa dichiarazione dei redditi, IVA, 770

ABSTRACT

Aumento della pena, aumento delle soglie di punibilità, estensione anche alle dichiarazioni non annuali e al modello 770, queste sono le novità introdotte dal D.Lgs. 158/2015 del 24 settembre 2015 che hanno modificato i reati riconducibili all’omessa presentazione delle dichiarazioni di cui all’articolo 5 del d.Lgs. 74/2000.

Le nuove regole si applicano alle dichiarazioni UNICO, IVA  e modello 770 la cui presentazione è dovuta nell’anno 2015.

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CONSIDERAZIONI PRELIMINARI

Il nuovo articolo 5 del D.Lgs. 74/2000 prevede che, costituisce presupposto di reato per la pena da un anno e sei mesi a quattro anni, l’omessa presentazione delle dichiarazioni (anche non annuali) dell’IVA e ai fini delle imposte sul reddito nonché quelle dovute dai sostituti di imposta, quando l’imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte a euro 50.000,00 ovvero, per quanto agli adempimenti dichiarativi dei sostituti d’imposta, quando le ritenute non versate sono di importo superiore ad euro 50.000,00.

Le principali novità che si incrociano nel nuovo testo normativo sono:

  • Aumento della pena massima che da tre anni passa a 4 anni;

  • Aumento della soglia di punibilità che con riferimento all’imposta evasa passa da 30.000,00 a 50.000,00;

  • Estensione del reato alla fattispecie dell’omessa presentazione del modello 770.

Tali novità dovranno essere applicati nella logica del principio del favor Rei di cui all’articolo 2 del Codice Penale.

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LA NORMA

1. E’ punito con la reclusione da un anno E SEI MESI a QUATTRO anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, non presenta, essendovi obbligato, una delle dichiarazioni relative a dette imposte, quando l’imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte a euro 50.000,00.

1.Bis E’ punito con la reclusione da un anno e sei mesi a 4 anni chiunque non presenta, essendovi obbligato, la dichiarazione dei sostituti di imposta quando l’ammontare delle ritenute non versate è superiore ad € 50.000,0

2 Ai fini della disposizione prevista dal comma 1 e 1 bis non si considera omessa la dichiarazione presentata entro novanta giorni dalla scadenza del termine o non sottoscritta o non redatta su uno stampato conforme al modello prescritto.

AMBITO SOGGETTIVO

Tenuto conto delle omissioni contemplate quale presupposto di reato dall’articolo 5 del D.Lgs. 74/2000 l’ambito soggettivo è costituito da:

– Tutti i soggetti obbligati alla presentazione delle dichiarazioni ai fini delle imposte dirette (persone fisiche, società enti etc . . .)

– Soggetti passivi IVA per quanto agli obblighi dichiarativi ai fini di tali imposte;

– Sostituti di imposta per quanto agli obblighi dichiarativi relativi al modello 770.

DICHIARAZIONI ANNUALI E NON ANNUALI

Il nuovo testo normativo prevede quale presupposto di reato l’omessa presentazione di una delle dichiarazioni relative alle imposte sul reddito ed IVA con cancellazione, rispetto al testo previgente, della precisazione di “dichiarazioni annuali”.

Ne deriva che per le imposte sul reddito ed IVA l’omissione penalmente rilevante non interessa unicamente le dichiarazioni annuali ma anche ogni altra dichiarazione rilevante ai fini di dette imposte la cui presentazione sia infrannuale e che determini un’evasione di imposta superiore ad euro 50.000,00.

La novità normativa interessa per lo più le dichiarazioni infrannuali ai fini delle imposte sul reddito riconducibili ad operazioni straordinarie.

La relazione del 28 ottobre 2015 della Corte di Cassazione (ufficio Massimario) precisa che, il delitto in trattativa può perfezionarsi con qualunque dichiarazione fra le quali quelle ai fini dei redditi conseguenti alla messa in liquidazione, alla trasformazione, fusione e scissione societaria, la dichiarazione di operazioni intracomunitarie relative agli acquisti, le dichiarazioni mensili di acquisti di beni e…

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