Si perde il diritto all’agevolazione prima casa anche per soli 7 giorni

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 24 ottobre 2015

la Cassazione ha ritenuto legittima la revoca delle agevolazioni prima casa, anche in presenza di un lieve ritardo nel trasferimento della residenza, nel caso di specie soli 7 giorni

 

Con l’ordinanza 16 settembre 2015, n. 18188, la Corte di Cassazione ha ritenuto legittima la revoca delle agevolazioni prima casa, anche in presenza di un lieve ritardo nel trasferimento della residenza.

 

Il fatto

La CTR (dopo avere rilevato che il ritardo nell’assunzione della residenza era stato di soli sette giorni, se riferito alla stipula dell’atto, tanto da doversi considerare tempestivo in riferimento alla data della registrazione) ha respinto l’appello dell’ufficio, ritenendo che l’Agenzia delle Entrate non poteva avvalersi esclusivamente delle risultanze del certificato di residenza, giacché l’esiguità del ritardo comprovava la buona fede del contribuente.

Per la CTR, la certificazione comunale non poteva che avere fatto riferimento "alla data di completamento della pratica di asseverazione della residenza", mentre il termine di decadenza di mesi 18 non poteva considerarsi un "termine invalicabile", dovendosi dare rilevanza a situazioni idonee ad impedire la realizzazione dell’intento e dovendosi dare rilevanza al trasferimento effettivo della residenza piuttosto che all’espletamento della pratica burocratica espletata dall’Amministrazione comunale.


La sentenza della Corte

Risulta pacifico che la certificazione anagrafica evidenzi l’esistenza di un ritardo di giorni 7 nell’assunzione della residenza rispetto al termine di legge.

Non può che considerarsi contrario alla previsione normativa il rilievo che il giudicante ha ritenuto di attribuire alla supposizione che il contribuente avesse assunto "di fatto" la dimora anticipatamente rispetto all’esito della pratica burocratica. “L’eventuale discrepanza tra la realizzazione fattuale dell’intento abitativo e l’assunzione della residenza anagrafica non può costituire strumento per l’elusione del termine normativamente previsto, secondo il costante orientamento di legittimità".

I benefici fiscali spettanti per l'acquisto della prima casa “ spettano unicamente a chi possa dimostrare in base alle risultanze anagrafiche di risiedere o lavorare nel comune dove ha acquistato l’immobile, senza che a tal fine possano essere prese in considerazione situazioni di fatto contrastanti con le risultanze degli atti dello