Istituti deflattivi del contenzioso e compensazione dei crediti con la P.A.: chiudere le controversie con il Fisco con l’utilizzo di crediti maturati verso la Pubblica Amministrazione

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 6 agosto 2014

una guida pratica ed aggiornata per i contribuenti che intendono compensare i propri crediti verso le pubbliche amministrazioni con le somme dovute per la deflazione del contenzioso e per le pubbliche ammministrazioni che devono certificare l'utilizzo e lo storno di tali crediti

L’art.39, del D.L. n.66 del 24 aprile 2014, cd. Decreto bonus Irpef, è intervenuto sull’art.28-quinquies del D.P.R. n. 602/73, sopprimendo il riferimento ai crediti maturati al 31 dicembre 2012, generalizza così la norma a regime.

In sede di conversione sono state apportate ulteriori modifiche.

Vediamo, quindi, quali sono gli istituti toccati dall’intervento normativo, facendo il punto sulla nuova opportunità offerta dal Legislatore per chiudere le controversie con il fisco, in presenza di crediti maturati verso la pubblica amministrazione.

 

Il dettato normativo

L’art. 9, del D.L. n.35 dell’8 aprile 2013, convertito, con modificazioni, in legge n. 64 del 6 giugno 2013, titolato “Compensazioni tra certificazioni e crediti tributari”, ha aggiunto nell’ambito del D.P.R. n. 602/73, l'art. 28-quater, l’art. 28-quinquies (Compensazioni di crediti con somme dovute in base agli istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario).

Detta norma prevede che i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati al 31 dicembre 2012 nei confronti dello Stato, degli enti pubblici nazionali, delle regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale per somministrazione, forniture e appalti, possono essere compensati, con l'utilizzo del sistema previsto dall'art. 17, del D.Lgs. n. 241/97, ed esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle entrate, con le somme dovute a seguito di:

  • accertamento con adesione;

  • definizione degli inviti a comparire;

  • definizione dei pvc;

  • acquiescenza;

  • definizione agevolata delle sanzioni;

  • conciliazione giudiziale;

  • mediazione.

 

E’ necessario che il credito sia certificato ai sensi dell'art. 9, c. 3-bis, del D.Ln.185, del 29 novembre 2008, convertito, con modificazioni, dalla L. 28 gennaio 2009, n.2, o ai sensi dell'art. 9, c. 3-ter, lett. b, u.p., del medesimo decreto.

La compensazione è trasmessa immediatamente con flussi telematici dall'Agenzia delle entrate alla piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni, predisposta dal Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della ragioneria generale dello Stato, con modalità idonee a garantire l'utilizzo univoco del credito certificato. Qualora la regione, l'ente locale o l'ente del Servizio sanitario nazionale non versi sulla contabilità speciale numero 1778 "Fondi di bilancio" l'importo certificato entro sessanta giorni dal termine indicato nella certificazione, la struttura di gestione di cui all'art. 22, c. 3, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, trattiene l'importo certificato mediante riduzione delle somme dovute all'ente territoriale a qualsiasi titolo, a seguito della ripartizione delle somme riscosse ai sensi dell'art. 17, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

Nel caso in cui il recupero non sia possibile, la suddetta struttura di gestione ne dà comunicazione ai Ministeri dell'interno e dell'economia e delle finanze e l'importo è recuperato mediante riduzione delle somme dovute dallo Stato all'ente territoriale a qualsiasi titolo, incluse le quote dei fondi di riequilibrio o perequativi e le quote di gettito relative alla compartecipazione a tributi erariali.

I termini e le modalità di attuazione delle disposizioni indicate sono rinviate ad un successivo decreto del Ministro dell'economia e delle finanze. Decreto pubblicato nella G.U. n.18 del 23 gennaio 2014 ( .M. 14 gennaio 2014), le cui disposizioni, ex art.10 del predetto D.M., entrano in vigore lo stesso giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

 

IL D.L. n.66/2014

Come anticipato, l’art. 39, del D.L. n.66 del 24 aprile 2014, cd. Decreto bonus irpef, è intervenuto sull’art. 28-quinquies del D.P.R.n.602/73, ha soppresso il riferimento ai crediti maturati al 31 dicembre 2012.

La caduta del limite temporale stabilizza la norma, così da diventare per le imprese un nuovo strumento di compensazione.

La Legge di conversione n.89/2014

In sede di conversione del D.L.n.66/2014, il legislatore, oltre a confermare l’estensione ai crediti maturati successivamente al 31 dicembre 2012, con il comma 1-bis, dell’art.39, agli artt. 28- quater, c. 1, e 28- quinquies, c. 1, del D.P.R .n. 602/73, ha sostituito le parole “nei confronti dello Stato, degli enti pubblici nazionali, delle regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale” con le seguenti: “nei confronti delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni” (tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le CCIAA e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni e le Agenzie di cui al D.Lgs.n.300/1999).

 

IL D.M. 14 gennaio 2014

L’art. 1, del D.M.14 gennaio 2014 fornisce le definizioni:

a) sono “crediti certificati”, i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, nei confronti dello Stato, degli enti pubblici nazionali, delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale, per somministrazioni, forniture e appalti e prestazioni professionali, certificati da tali soggetti ai sensi dell'art. 9, c. 3-bis, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, oppure ai sensi dell'art. 9, c. 3-ter, lettera b), ultimo periodo, del medesimo decreto;

b) “certificazione”, è la certificazione dei crediti rilasciata ai sensi dell'art. 9, c. 3-bis, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, oppure ai sensi dell'art. 9, c. 3-ter, lett. b, u. p., del medesimo decreto e dell'art. 12, c. 11-quinquies, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44;

c) la “piattaforma elettronica di certificazione“, è la piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni, predisposta dal Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, ai sensi del Decreto Ministeriale del 22 maggio 2012 recante «Modalità di certificazione del credito, anche in forma telematica, di somme dovute per somministrazione, forniture e appalti da parte delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici nazionali» e del Decreto Ministeriale del 25 giugno 2012 recante «Modalità di certificazione del credito, anche in forma telematica, di somme dovute per somministrazione, forniture e appalti da parte delle regioni degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale»;

d) “pubblica amministrazione”, è lo Stato, l'ente pubblico nazionale, la regione, l'ente locale ovvero l'ente del Servizio sanitario nazionale che ha rilasciato la certificazione del credito;

e) “data prevista per il pagamento del credito certificato”, è la data di pagamento indicata nella certificazione del credito rilasciata dalla pubblica amministrazione;

f) “debiti da accertamento tributario”, sono le somme dovute a seguito di accertamento con adesione ai sensi dell'art. 8, del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218; di definizione, ai sensi dell'art. 5, c. 1-bis